Cinque ragioni per votare NO
Votare No significa votare per salvare la Costituzione
Intendo spiegare sinteticamente perché votare NO alla controriforma della Magistratura è dalla parte dei cittadini. La prima ragione sta nella constatazione che la legge non affronta nessuno dei problemi più a cuore dei cittadini, né la lentezza dei processi né l’efficienza degli uffici giudiziari. La seconda ragione sta nel fatto che le garanzie della difesa di indagati e imputati sarebbero indebolite in quanto i giudici si troverebbero di fronte pubblici ministeri staccati dalla giurisdizione e trasformati in “avvocati della polizia” che sarebbero spinti a svolgere indagini a sostegno di teoremi accusatori, contando su un Consiglio superiore nel quale sarebbero in maggioranza, mentre sono cinque su venti magistrati eletti nell’attuale Consiglio, ma sarebbero a loro volta condizionati in caso di vittoria del Sì dalla fissazione ampia e invasiva da parte della maggioranza parlamentare dei “criteri generali per l’esercizio dell’azione penale”, che stabilirebbe quali reati perseguire e quali accantonare. In terzo luogo la tutela giurisdizionale dei diritti sarebbe compromessa dalla triplicazione del CSM, uno per i giudici, uno per i pm e quell’obbrobrio giuridico rappresentato dall’Alta corte disciplinare, che oltre a moltiplicare i costi, indebolirebbe il governo autonomo della Magistratura, che sarebbe formato da organi divisi e privi di competenze comuni non solo sulla carriera di tutti i magistrati, ma anche in materia di proposte sul funzionamento della giustizia di pareri sui disegni di legge relativi, di pratiche a tutela dell’indipendenza di singoli magistrati. La quarta ragione deriva dall’abolizione della elezione da parte di tutti i magistrati dei consiglieri togati i quali verrebbero sorteggiati, a fronte di membri laici estratti da una lista approvata dal Parlamento che potrebbe essere appannaggio della sola maggioranza. Quindi i magistrati sarebbero scelti per caso, privi di ogni rappresentatività e come singoli più esposti ai condizionamenti di interessi privati forti e di esponenti politici, specialmente nel contesto di una politica penalistica della maggioranza che colpisce i più deboli, e i dissenzienti, mentre privilegia i politici e i colletti bianchi accusati di reati contro la pubblica amministrazione. Ultima ragione, non in ordine di importanza, sta nel fatto che l’indebolimento della magistratura è solo il primo passo verso lo smantellamento dei principi costituzionali di equilibrio tra i poteri e di rispetto dei diritti fondamentali, al quale seguirebbero una legge elettorale antidemocratica, un Presidente del Consiglio plebiscitato dal popolo e dominante, l’accentuazione della differenziazione di competenze e risorse a vantaggio di poche Regioni e a danno di tutte le altre. Per tutte queste ragioni votare No significa votare per salvare la Costituzione.
Mauro Volpi
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