La scuola pubblica non si commissaria: si difende
Un presidio per affermare insieme che la scuola pubblica è un bene comune e va difesa
Il Ministero dell’Istruzione ha disposto il commissariamento di Emilia-Romagna, Sardegna, Toscana e Umbria per imporre il nuovo dimensionamento scolastico. Una scelta che nasce da criteri di calcolo che non riflettono la reale situazione dei territori e che, di fatto, penalizzano queste regioni, costrette a un numero di accorpamenti superiore rispetto al rapporto tra scuole e popolazione studentesca. L’Umbria è stata commissariata perché ha scelto di tutelare il proprio sistema educativo, difendendo il diritto a un’istruzione pubblica accessibile e di qualità, soprattutto per chi vive condizioni di fragilità, marginalità o povertà educativa. Ridurre la presenza delle scuole significa indebolire servizi essenziali, aumentare le distanze, limitare le opportunità e colpire proprio le comunità più vulnerabili. Di fronte a questa situazione, non possiamo restare in silenzio. Per questo rivolgiamo un appello a insegnanti, studenti e studentesse, personale scolastico, sindacati, associazioni, famiglie e a tutta la società civile: ritroviamoci in presidio sabato, davanti alla sede dell’Ufficio Scolastico Regionale, per affermare insieme che la scuola pubblica è un bene comune e va difesa. La scuola pubblica non si commissaria. Si difende.
Un gruppo di insegnanti
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