31/01/2026
direttore Renzo Zuccherini

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Le due corse verso l'ospedale
Diario dal Sud Sudan


Qui ad Abyei, un’area contesa tra Sud Sudan e Sudan, il tempo è scandito da una precisa routine, quella del triage dell’ospedale.
Sin dalle prime ore del mattino una folla di bambini malati di malaria e donne in gravidanza cercano cure all'ospedale Ameth Bek. 
Solo il fine settimana noti qualcosa di diverso: ci sono più pazienti, perché le pochissime altre cliniche nell’area sono chiuse. 
Caroline, responsabile medica kenyota, mi fa visitare le sale interne.  
Mi presenta Deng, un bambino di 5 anni arrivato in ospedale in stato comatoso, dopo un viaggio di 6 ore in moto taxi con la madre.
Una corsa verso l’ospedale, Ameth Bek è il più vicino alla loro casa, scandita da molte soste, necessarie quando Deng veniva colpito da convulsioni. Oggi sta bene, ma solo 5 giorni fa le sue condizioni non facevano ben sperare. Aveva contratto una forma grave di malaria che gli ha causato un’anemia acuta. 
Già un anno fa sua mamma aveva vissuto la stessa tragica esperienza, la stessa corsa per la vita di un altro figlio che però non è riuscito a sopravvivere al lungo viaggio.  

La storia della donna e dei suoi figli è la stessa di quella di molti altri nostri pazienti in Sud Sudan che lamentano la chiusura di presidi sanitari anche durante la stagione delle piogge, quando si registra il picco della trasmissione della malattia.
Gli ospedali e le cliniche supportati da MSF sono quindi divenuti i principali punti di riferimento per ricevere cure gratuite e di qualità. Ma chiaramente non bastano e così la malaria, malattia prevedibile e curabile, resta la principale causa di morte in Sud Sudan. 
Penso a quante volte ho scritto su un comunicato stampa "i bisogni sono immensi". Questa immensità, qui ad Abyei, ha dei confini ben delineati.
Questa sera il gruppo degli operatori festeggia per la vita di Deng, ma sente profondamente l’ingiustizia per non aver potuto salvare chi in ospedale è arrivato troppo tardi. O chi non riuscirà mai ad arrivare. 

Maurizio Debanne
Responsabile Ufficio Stampa
Medici Senza Frontiere 

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In Sud Sudan da anni la popolazione è in difficoltà. In ogni luogo dove operiamo, vediamo enormi lacune nei servizi sanitari con strutture non funzionanti o gravemente colpite dalla mancanza di medicinali e personale. Le persone muoiono per malattie prevenibili e curabili.

Nel 2025, anche di fronte a un peggioramento della situazione, il sostegno internazionale ha continuato a diminuire. Le comunità stanno affrontando molte crisi sovrapposte: conflitti, sfollamenti su larga scala, inondazioni, malnutrizione ed epidemie, inclusa la più grande epidemia di colera nella storia del Sud Sudan.

MSF in Sud Sudan:
Operiamo nel territorio che oggi è il Sud Sudan dal 1983. Siamo presenti in 6 stati e 2 aree amministrative dove colmiamo gravi lacune nei servizi sanitari. Nel 2024 abbiamo assistito oltre 800.000 persone in visite ambulatoriali e 84.800 pazienti che necessitavano di ricovero ospedaliero. Nel 2025, oltre ai progetti regolari, abbiamo aperto 12 progetti d’emergenza in risposta al colera, ai picchi di malaria, alle inondazioni e agli sfollamenti causati dalla violenza. Nel 2024 i progetti d’emergenza erano stati 5.
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Medici Senza Frontiere

Inserito domenica 25 gennaio 2026


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