Nuovi parcheggi uguale più traffico
Se l’obiettivo è una città meno dipendente dall’auto, realizzare nuovi parcheggi è una scelta che va motivata con molta chiarezza
Negli ultimi giorni si è parlato di nuovi parcheggi in città. 📰 Nei diversi articoli si fa un po’ di confusione sul loro numero e sulla localizzazione degli interventi. Si tratterebbe di progetti di fattibilità tecnico-economica distinti: da una parte Porta San Costanzo e Porta Sant’Angelo, previsti ex novo; dall’altra Sant’Erminio e Monterone, oggetto di ampliamento o adeguamento, indicati come ulteriori parcheggi di interscambio in un’ottica più ampia che coinvolge anche le aree di Pallotta e Rimbocchi, attualmente non incluse. 👉 Al di là dell’effettivo finanziamento, la direzione appare evidente: ampliare il sistema dei parcheggi alle porte del centro. Ed è su questo che vale la pena interrogarsi. A che pro? Il Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile) li prevede, ma non come fine in sé: li colloca dentro una strategia di riequilibrio della mobilità e dello spazio pubblico che, ad oggi, non ha ancora trovato attuazione. Possono essere strumenti utili se, ad esempio, consentono di spostare parte della sosta fuori dalle strade urbane più dense di funzioni, liberando spazio per la continuità dei percorsi pedonali e per una migliore qualità dello spazio pubblico. Presi isolatamente, finiscono per rafforzare la dipendenza dall’auto. Se l’obiettivo è una città meno dipendente dall’auto, realizzare nuovi parcheggi è quindi una scelta che va motivata con molta chiarezza. Se effettivamente è previsto un ridisegno dello spazio interno alle mura, come viene menzionato per il solo parcheggio di Porta San Costanzo, dovrebbe essere questo il centro delle scelte, degli interventi e anche della comunicazione. Perché la transizione attesa richiede di essere accompagnata e resa comprensibile. Diversamente, il messaggio che passa è semplice: più parcheggi, quindi più auto. Il resto appare accessorio. Non è una questione ideologica. È una questione di coerenza e di priorità. Perché la volontà di “invertire la piramide della mobilità”, dichiarata in pubblico, rischia di restare solo un bello slogan se non trova riscontro nelle scelte che si rendono prioritarie.
(Perugia (non è) una città per pedoni)
Matteo Lanfaloni
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