Aiutiamo Cuba
Cuba resiste, rompiamo il blocco. Martedì 24 febbraio
CUBA RESISTE - ROMPIAMO IL BLOCCO Interviene: DAMIAN DELGADO VASQUEZ dell'AMBASCIATA di CUBA Martedì 24 febbraio, ore 17,30 PERUGIA, Sala Conti, via Bellocchio 26 (vedi locandina)
L'Amministrazione Trump ha deciso di dare il colpo finale a Cuba. Ha deciso di imporre dazi doganali sull'importazione negli Usa di prodotti provenienti da Paesi che gli vendono o inviano petrolio o derivati del petrolio. Il Messico, che ha una economia legata e dipendente dagli Stati Uniti, ha già annullato altre forniture gratuite che aveva in programma. Dopo il blocco navale e il sequestro arbitrario di petroliere dirette ai porti cubani e le sanzioni ai Paesi che commerciano con Cuba in atto ormai da tempo, arriva questa nuova misura che vuole avere un carattere risolutivo, motivata dal fatto che Cuba stessa rappresenterebbe un pericolo per gli interessi nazionali degli Stati Uniti in quanto sarebbe un avamposto di Russia e Cina (a proposito di questa scemenza dell'accordo con loro per la spartizione del mondo in sfere di influenza) oltre, naturalmente, a dare sostegno e ospitare gruppi estremisti e terroristi che, nella concezione nordamericana non sono altro che i movimenti di resistenza e liberazione nazionale. C'è un punto comico nell'ordinanza Usa nel quale si afferma che, nel caso in cui Cuba si pieghi (è detto in modo più elegante ed esilarante) alla loro volontà, le sanzioni potranno essere revocate.
La situazione è drammatica. Cuba è già sull'orlo del collasso. E' probabile che, nella crisi dell'isola, ci siano errori e responsabilità del governo. ma il 95% delle sue difficoltà nascono dall'accerchiamento, dall'aggressione, dalle centinaia di sanzioni nordamericane da più di sessant'anni a questa parte. Cuba non è una dittatura. Cuba è un Paese il cui governo è stato istituito dal popolo con una Rivoluzione contro una dittatura e che, dalla sua nascita, sostiene, con i mezzi che ha, una lotta per la vita e per la sua sovranità contro la più grande potenza del mondo. Negli ultimi anni, di fronte alla crisi importata e imposta dall'esterno, Cuba non ha reagito con un irrigidimento di quello che i suoi avversari chiamano "regime". Si è aperta a importanti riforme che hanno allargato la sfera della proprietà privata indigena e sono state rivolte, con significative innovazioni, ad attrarre capitali stranieri. A questa politica hanno risposto Russia, Cina e altri Paesi. Questa è la via da percorrere, da esplorare a mio giudizio anche nei confronti degli Usa, se essi non si proponessero ciecamente, nient'altro che la distruzione del governo cubano e la riconquista dell'Isola.
Bisogna fermare il genocidio dei cubani che non è come quello dei Palestinesi solo per la diversità delle condizioni e per la forza del resistente, ma non per volontà dell'aggressore. Questa forza è straordinaria, ma può avere un limite.
Ogni democratico, specialmente le autorità istituzionali e politiche, deve schierarsi per i valori dell'autonomia, dell'indipendenza, del diritto internazionale, oggi tanto di moda, non solo a parole ma facendo qualcosa. E ognuno di noi deve fare qualcosa.
Iniziativa organizzata da AsiCuba Umbria con la collaborazione di molte associazioni e partiti.
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