27/02/2026
direttore Renzo Zuccherini

Home >> Il conflitto centenario tra Afghanistan e Pakistan

Il conflitto centenario tra Afghanistan e Pakistan
Frontiere contese: conseguenza diretta dell’istituzione della linea di confine è stata la separazione del popolo dei Pashtun

Nelle ultime settimane abbiamo visto incrinarsi i difficili equilibri tra Afghanistan e Pakistan, con un susseguirsi di attentati terroristici. Il 6 febbraio un attentatore suicida si è fatto esplodere durante la preghiera del venerdì in una moschea sciita nella capitale pakistana, Islamabad, uccidendo circa 36 fedeli e ferendone 170. 
Un conflitto che va avanti da ben 130 anni, quello tra Pakistan e Afghanistan a causa della condivisione di una linea di confine, la cosiddetta “Linea Durand”, lunga 2.640 chilometri, la quale è fonte di attrito e discordia. Una conseguenza diretta dell’istituzione di questa linea è stata la separazione del popolo dei Pashtun, che oggi costituiscono l’etnia dominante in Afghanistan, ma conservano l’assoluta maggioranza del loro bacino demografico in Pakistan, dove però sono una minoranza rispetto al potere dei Punjabi, i veri pachistani nell’immaginario collettivo. Inoltre, l’istituzione della Linea Durand ha privato l’Afghanistan di uno sbocco sul mare, elemento che ha contribuito a confinare l’Afghanistan tra le terre più povere e sottosviluppate al mondo.
Durante gli anni il Pakistan ha interferito negli equilibri interni dell’Afghanistan arrivando a finanziare i Talebani e affermando che erano una loro creazione.
Le cose sono iniziate a cambiare il 15 agosto 2021, quando le truppe degli Stati Uniti hanno deciso di lasciare questi territori e i Talebani hanno riconquistato il potere. I “nuovi Talebani”  hanno dimostrato indipendenza nello scacchiere internazionale e questo ha irritato il Pakistan, ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso tra Kabul e Islamabad è stato l’appoggio, a volte conclamato a volte coperto, che i Talebani hanno iniziato a fornire ai movimenti indipendentistici del Belucistan e al gruppo militante dei Tehrik – e – Taliban Pakistan (TTP), più comunemente noti come “Talebani del Pakistan”. 
Questi ultimi sono situati nella parte orientale dell’Afghanistan e sono stati oggetto di varie rappresaglie militari sempre più violente, tra cui quella del 6 febbraio. 
La risposta del Pakistan non si è fatta attendere e tra la notte di sabato 21 febbraio e domenica 22 febbraio il cielo sopra le provincie afghane di Nangarhar e Paktika è stato coperto da raid provenienti dal Pakistan. Le autorità afghane hanno parlato di  almeno 17 o 18 morti civili, tra questi 11 bambini e diversi feriti. Il governo pakistano ha affermato che i raid erano mirati a colpire i “covi terroristici”. 
L’azione pakistana è stata condannata anche dal Ministero degli Esteri di New Delhi, il quale ha condannato i raid pakistani, accusando Islamabad di aver ucciso civili nel mese del Ramadan. 
Il Ministero della Difesa afghano ha affermato che “fornirà una risposta adeguata e calcolata agli attacchi pakistani”. 
Nel mese di ottobre il Qatar è riuscito a stipulare un cessate il fuoco tra questi due paese, anche se precario. Nel mese di novembre, in Turchia hanno preso il via i trattati di pace, ma i colloqui non hanno portato a nulla di concreto. L’equilibrio è precario e il cessate il fuoco viene in franto spesso da entrambe le parti. 
Dopo gli ultimi raid pakistani nella zona orientale dell’Afghanistan si continua a scavare sotto le macerie per cercare altri corpi, ma i mezzi a disposizione scarseggiano e le persone scavano anche a mani nude per cercare i propri cari. 
La pace è sempre più lontana, il Pakistan accusa l’Afghanistan di finanziare i gruppi terroristici che alimentano la violenza con atti terroristi all’interno del territorio pakistano , mentre le autorità afghane respingono ogni tipo di accusa proveniente dal governo pakistano, la situazione è a un punto morto;  nessuno dei due paese ha intenzione di mettere la parola fine ad un conflitto che non ha portato a nulla, se non alla morte di persone innocenti. 



Vanessa Bocci

Inserito venerdì 27 febbraio 2026


Redazione "La Tramontana"- e-mail info@latramontanaperugia.it
Sei la visitatrice / il visitatore n: 8410680