Energia come favore per i potenti
La Regione favorisce i soliti noti. La nostra energia continua a essere trattata come favore ai potenti, non come risorsa per la comunità. Da una multinazionale all’altra.
Mentre famiglie e imprese pagano bollette sempre più care, con il prezzo dell’energia elettrica che ha superato anche € 250 al MWh (fonte: GME), la Regione Umbria sceglie ancora una volta di aiutare uno solo: l’industria siderurgica, ammantando tale scelta di inconsistente ambientalismo, infondata riduzione dell’inquinamento e ipocrisia varia e avariata.
È la conferma di quanto ‘Italia Nostra’ denuncia da vari lustri.
La ricchezza delle centrali idroelettriche umbre non diventerà mai la leva per ridurre le bollette dei cittadini, né per attrarre -che so?- le industrie del tech, fondamento dei tempi presenti e futuri.
Tanta energia continuerà invece a passare da una multinazionale all’altra, senza un vero beneficio per la collettività.
Il meccanismo è sempre lo stesso: si invoca il lavoro e si brandisce lo spettro della crisi della Grande Fabbrica per giustificarne nuovi privilegi, nuove deroghe, finanziamenti speciali, mentre i cittadini e il resto delle imprese restano fuori da ogni politica di tutela.
Così, dopo la megadiscarica di scorie siderurgiche, ora arriva anche l’energia idroelettrica a prezzo di costo per un'industria ad altissimo impatto. Il tutto nell’accordo dell’intera partitocrazia locale e nazionale, che non sa immaginare altro che questa roba.
Quindi, ai cittadini le bollette. Ai miliardari dell’acciaio la nostra energia.
È il copione che l’Umbria segue da decenni: una politica industriale costruita sul ricatto occupazionale, che finisce per piegare ogni scelta pubblica agli interessi di pochissimi.
In Regione Umbria cambiano i suonatori, si alternano Consigli e Giunte, ma la musica è sempre la stessa, in un fritto misto di asservimento e piatto conformismo.
La nostra energia continua a essere trattata come favore da concedere ai potenti, non certo come risorsa per l’intera comunità. Da una multinazionale all’altra.
Andrea Liberati
Italia Nostra Terni
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