10/03/2026
direttore Renzo Zuccherini

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I cammini diventano legge
Per noi che camminiamo il valore dei cammini non passa dai contatti politici che un cammino ha, ma se i cammini hanno un’anima

 
RadioRai e il mensile Terranuova mi hanno chiesto un commento sulla nuova legge per la promozione e la valorizzazione dei cammini d’Italia, approvata il 10 febbraio con i voti di maggioranza e opposizione. Non sento particolare interesse in merito, ma ho risposto.

Dovremmo essere tutti contenti, dunque? Certo, se pensiamo che 40 anni fa quando iniziai a occuparmi di cammini ci credevano matti, ora il vento è cambiato. Ma forse è cambiato troppo. Quindi non nascondo la mia paura. I cammini sono entità delicate, che hanno una componente spontanea molto importante. Nascono dalla passione di pochi, vivono grazie alla passione di molti. La mia paura è che l’istituzionalizzazione snaturi i cammini. Gli tolga la semplicità necessaria, per farli diventare strumenti di marketing territoriale, insomma che i cammini vengano inglobati nel concetto di turismo. Che sarebbe tragico e ironico, se si pensa che i camminatori viandanti arrivano ai cammini proprio perché cercano altro rispetto al turismo strutturato, vogliono sentirsi protagonisti e liberi, non incanalati in scelte economiche.

L’altra mia paura parte dal 2018, quando l’allora ministro Dario Franceschini varò un Atlante dei cammini d’Italia, con relativa commissione e approfondimenti. Subito noi ne fummo felici, e collaborammo mandando le nostre osservazioni e aiutando a costruire la definizione di “cammino”. Ma poi, arrivò la magagna. 

Se prima il mondo dei cammini era unito, ci sentivamo tutti fratelli perché camminatori viandanti, con questo intervento istituzionale arrivò la disillusione. Alcuni cammini furono considerati validi e altri no. Con motivazioni non oggettive, ma politiche, religiose, di parte. Così alcuni cammini divennero di serie A, riconosciuti, finanziati, e altri vennero considerati di serie C, disconosciuti, abbandonati. Ed erano cammini molto conosciuti e frequentati, che avevano tutte le caratteristiche e rispondevano ai criteri richiesti. Ma furono esclusi lo stesso, senza ragione né rispondendo alle richieste di chiarimenti. La paura oggi è la stessa: si faranno due pesi e due misure? Si creeranno cammini di serie A e di serie B? Probabile.

Per noi che camminiamo il valore dei cammini non passa dai contatti politici che un cammino ha o non ha, ma se i cammini hanno o non hanno un’anima.
Noi continueremo a cercare i cammini con un’anima. Forse dovremo cercarla proprio nei cammini che rimarranno fuori dal percorso di valorizzazione della nuova legge?



Luca Gianotti

Inserito domenica 8 marzo 2026


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