18/03/2026
direttore Renzo Zuccherini

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Un anno fa la morte di Sanderson Mendoza alle Acciaierie di Terni
Non un'interrogazione parlamentare, non una diffida dalle istituzioni, non un responsabile per la magistratura, non una notizia. E invece la coscienza civile dovrebbe insorgere


E’ già trascorso un anno dal vergognoso infortunio di Sanderson Mendoza, caduto sul lavoro ad appena 26 anni, morto dopo una settimana di agonia per le ustioni cagionate dalle scorie fuse a mille gradi delle Acciaierie di Terni.

In 365 giorni non c’è stata mezza interrogazione parlamentare, né tantomeno in Regione Umbria o in Comune a Terni; non un intervento dalle Istituzioni; né un solo ipotetico responsabile è stato reso noto dalla Magistratura. Una non notizia?

Eppure il sistema pubblico di prevenzione prevederebbe ruoli e responsabilità precise: enti come Inail, le Asl e gli organismi ispettivi dello Stato sarebbero chiamati non soltanto a 'contare' gli infortuni, ma a prevenire le condizioni che li rendono possibili.

Della Regione Umbria, responsabile per l’Aia e per la logistica dei rifiuti, si ricorda la pelosa solidarietà.

Un anno dopo non si registrano nemmeno una presa di posizione pubblica, né una manifestazione in ricordo da parte della città di Terni o delle sue varie diramazioni istituzionali, associative, politiche, sindacali.

Intanto i rifiuti dell’acciaio (scorie per circa 400.000 tonnellate annue) continuano a essere vorticosamente movimentati su gomma, senza automazioni o aggiornamenti tecnologici qualsivoglia, con tutti i rischi del caso per i poveri cristi costretti a fare un lavoro simile.

Per l’art. 41 della Costituzione l’iniziativa economica privata non può svolgersi in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana. Il Decreto Legislativo 81/2008 imporrebbe al datore di lavoro l’adozione di tutte le misure tecniche, organizzative e procedurali necessarie a ridurre i rischi: qualcuno ha davvero minimamente verificato o si preferisce lasciar andare il carrozzone al solito modo, senza infastidire alcuno?

A un anno di distanza, attorno alla morte di Sanderson Mendoza sembra essersi depositato un silenzio quasi totale.

Il rischio più grave, in questi casi, non è soltanto l’incidente in sé, ma il fatto che venga lentamente archiviato come fosse una fatalità o, peggio, un rischio statistico, quando . O, quanto meno, provare a parlare, spezzando il mutismo generale

Andrea Liberati - presidente 



Italia Nostra Terni

Inserito mercoledì 11 marzo 2026


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