Il fotovoltaico dove e come
A confronto due punti di vista, non inconciliabili, per difendere l'ambiente e garantire l'indipendenza energetica
Sullo sviluppo delle rinnovabili mettiamo qui a confronto da un lato la denuncia dell'uso improprio dei terreni agricoli e dall'altro la necessità di sviluppare gli impianti, in particolare di fotovoltaico. Una doppia attenzione che può trovare sbocco in una attenta programmazione territoriale e individuazione di aree adatte.
Chi semina pannelli raccoglie degrado
Non lo facciamo spesso, ma su questo tema vogliamo fare un appello alla Regione Umbria: possiamo smettere di deturpare l'Umbria rurale tappezzando i terreni agricoli con i pannelli solari e metterli finalmente SUI TETTI DEI CAPANNONI?? È così difficile da comprendere che tappezzare il territorio deturpa la nostra amata Regione? 👉 I terreni rurali non servono solo a produrre cibo, ma costituiscono anche un valore turistico e paesaggistico notevole. Una volta tappezzata la campagna, addio Umbria Cuore Verde! Arrestiamo la speculazione sui terreni agricoli dell'Umbria! Se sei d'accordo, parlane e fai sentire la tua voce!
Liberopensatore Vittorio Gorini
L'Umbria e le rinnovabili che non ci sono, ma fanno tanto rumore
Nel dibattito pubblico umbro sulle energie rinnovabili si sente spesso parlare di «troppi progetti» e di «invasione di impianti». Ma i numeri raccontano una storia diversa. Secondo i dati elaborati da Terna, tra gennaio 2021 e dicembre 2025 l'Umbria ha installato appena 302 megawatt di nuova capacità rinnovabile, rimanendo indietro di 127 MW rispetto al target di 429 MW che la legge sulle aree idonee aveva fissato per lo stesso quinquennio. La regione, insomma, è già in consistente ritardo.
Il vero riferimento da tenere a mente è però quello del 2030. L'obiettivo complessivo per l'Umbria è di ben 1.756 MW di capacità rinnovabile installata. Sottraendo i 302 MW già in esercizio, la quota da realizzare nei prossimi anni si aggira intorno ai 1.454 MW. Una cifra importante, ma tutt'altro che irraggiungibile se si guarda allo stato attuale dei procedimenti autorizzativi.
Scorrendo la pagina regionale sui procedimenti Via (valutazione di impatto ambientale) — sia quelli gestiti dalla Regione Umbria sia quelli di competenza del Ministero dell'Ambiente — gli impianti rinnovabili che ricadono interamente o parzialmente nel territorio umbro totalizzano circa 1.300 Megawatt. Una somma che, se ipoteticamente tutti i progetti venissero realizzati e messi in esercizio entro il 2030, porterebbe la regione a circa 1.600 MW complessivi: a un passo dall'obiettivo di legge, con ancora un margine di circa 154 MW da colmare.
«Abbiamo bisogno di progetti e di imprese delle rinnovabili disposte a investire in Umbria per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e per ridurre i costi dell'energia elettrica, se ipotizzassimo di autorizzare e mettere in esercizio quelli che attualmente sono in iter (cosa ovviamente impossibile anche per banali sovrapposizioni territoriali di alcuni progetti) non avremmo fatto altro che raggiungere gli obiettivi posti dalla norma nazionale - afferma Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria - per cui è ora di cambiare la narrazione della "invasione" e della "devastazione" quando si parla di rinnovabili, lasciando questi termini alle tante guerre che invece sono causate spesso proprio dalla ricerca del dominio e del controllo delle fossili, come anche l'attacco statunitense all'Iran dimostra. Fare le rinnovabili sono oggi più che mai uno strumento di pace».
Legambiente Umbria
Liberopensatore Vittorio Gorini e Legambiente Umbria
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