09/04/2026
direttore Renzo Zuccherini

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Ci ha lasciato Luciano Zeetti
La scomparsa di Luciano Zeetti lascia la città nello sgomento: un altro grande perugino, un fantasioso creatore di mondi e di realtà, che ci lascia un prezioso gioiello come il Museo del Gioco e del Giocattolo. La redazione si stringe nell'abbraccio alla sua famiglia

Questa notte ci ha lasciato un amico raro, uno spirito libero dal multiforme ingegno. 
Architetto con una infinita vena creativa. 
Dalla sua creatura più amata: il museo del giocattolo, agli allestimenti di mostre, una più bella dell’altra. Teatro, cinema e una infinità di altre idee, sempre portate avanti con grande generosità verso la sua città che tanto amava. 
È stato presente, fin dal nostro inizio, agli incontri del “Comitato XX Giugno Festa Grande”, con idee e proposte di grande rilevanza culturale, sempre con la collaborazione artistica di sua figlia Giulia. 
Un grande abbraccio a tutta la famiglia e a chi ti ha voluto bene. 
Ciao carissimo Luciano ci mancherai tanto. 
Primo Tenca

Riprendiamo da Perugia Today l'articolo che lo ricorda: 

Perugia perde Luciano Zeetti: addio al signore dei giocattoli

Perugia perde un altro dei suoi amati figli. Luciano Zeetti, uomo garbato, solare, noto a chiunque in città. S’incontrava spesso lungo le vie del centro, parole con chiunque, dal professionista al venditore di rose.
Ha esercitato la tutela dell’eredità culturale come architetto in Soprintendenza, per curane successivamente la valorizzazione in qualità di funzionario presso l’Ufficio Beni Culturali della Regione. 
Per tutti era il fantasioso fondatore del Museo del Giocattolo, allestito a San Marco, da qualche tempo affidato alla figlia Giulia. Era anche quello indaffarato dentro la vetrina di via Oberdan, meticoloso nel disporre materiali. Un collezionista? No, piuttosto un raccoglitore, come lui stesso si definiva. Nato negli anni Cinquanta, visse come tanti, del resto, la penuria di giochi. Ce n’era uno solo l’anno, da dividere con Francesco, amato fratello gemello. Forse nacque da qui la passione forsennata di girare i mercatini, stabilire rapporti con i collezionisti, scambiare, acquistare, chiedendo ad amici e conoscenti i loro vecchi giochi di latta. Un risarcimento tardivo di quei tempi frugali.
Oltre quarant’anni di ricerca hanno consentito di ammassare centinaia di oggetti, singolare e affascinante testimonianza di tempi, raccontati attraverso la produzione di oggetti, certo per giocare, ma anche attinenti alla formazione dei bambini, basti pensare ai ruoli maschio femmina, palesati dai giochi.
Sulla stessa linea, i giocattoli per adulti, ordigni che trafficando con luce e trasparenze proiettavano immagini, dapprima semplici, fino alle lanterne magiche ottocentesche. Era magia del movimento, gli esordi del cinema.
Le sue idee, spesso assurte a progetti espositivi, hanno prodotto apprezzate mostre e pubblicazioni, ma forse il suo più intenso appagamento, raccontato con quella luce negli occhi, si manifestava nel vedere lo stupore dei bambini, avvezzi a ben altri giocattoli, di fronte a quegli strani manufatti di latta schierati a raccontare se stessi e un’epoca per loro remota come quella etrusca.
E’ per tutto questo che il Comune di Perugia aveva inteso tributargli onore con il baiocco d’oro per aver regalato alla città “un’opera di straordinario valore culturale e sociale. Attraverso la Sua passione, dedizione e visione, Lei ha saputo dare vita a uno spazio capace non solo di custodire oggetti del passato, ma anche di raccontare, con sensibilità e intelligenza, l’evoluzione della nostra società.”. Parole della sindaca Vittoria Ferdinandi.
Per chiunque, come chi scrive, avesse con lui condiviso idee e progetti, è stato un onore e dono di sogni. Ora piace pensarlo in un luminoso paese dei balocchi. 

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Inserito venerdì 27 marzo 2026


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