23/04/2026
direttore Renzo Zuccherini

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Residenti Resistenti di via della Viola
In via della Viola si riproduce, ogni fine settimana, un vero e proprio blocco della carreggiata, che è divenuta insostenibile. Colpisce il diritto alla salute e al riposo; compromette la sicurezza urbana, l’igiene pubblica...

Residenti del quartiere di via della Viola:
la nostra resistenza per la sostenibilità di un bene comune

Il 26 Marzo 2026 abbiamo consegnato alla Procura della Repubblica ed inviato a all’Amministrazione Comunale, all’Asl e numerose altre pubbliche autorità un Esposto. Ci consideriamo “Residenti Resistenti” del quartiere di via della Viola, perché abitiamo questa via e i suoi vicoli e vogliamo continuare a viverci abbracciando un’idea di sostenibilità.
Il nodo principale è chiaro a tutti e esposto all’Amministrazione Comunale: in via della Viola si riproduce, due o tre giorni di ogni settimana, un vero e proprio blocco della carreggiata. Noi residenti la chiamiamo “fermida”, non movida. Perché qui non c’è movimento, ma abuso dello spazio comune e lesione dei diritti di chi abita il quartiere.
La “fermida” è divenuta insostenibile. Colpisce il diritto alla salute e al riposo; compromette la sicurezza urbana, l’igiene pubblica e la libera circolazione delle persone e dei mezzi. E quando una strada si chiude del tutto, a essere messa a rischio è la via di accesso di un’ambulanza o di un mezzo di soccorso.
In circa 30 metri lineari di via si concentrano cinque locali che somministrano alcolici, non riescono a contenere i flussi interni e scaricano sulla pubblica via l’eccesso di utenza, utilizzando di fatto la carreggiata e i vicoli come estensione privata e abusiva della propria attività.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: dalle 23 alle 3 del mattino si concentrano stabilmente centinaia di persone. Il rumore, amplificato dalla conformazione stretta della via, entra nelle case e produce tensione, insonnia e sofferenza. I vicoli adiacenti vengono usati come latrine a cielo aperto; urine e vomito invadono muri, portoni, pianerottoli e perfino le abitazioni a piano strada. Nei giorni caldi è impossibile aprire le finestre. A tutto questo si sommano plastica, vetro, e proliferazione di topi e piccioni sui rifiuti abbandonati. Spaccio e consumo di stupefacenti in alcuni vicoli chiudono il quadro. Il costo sociale che ne deriva è enorme e ricade sugli abitanti oltre che sulle finanze pubbliche locali. Le risposte finora adottate dall’Amministrazione comunale – lavaggi straordinari dei vicoli, informatori civici – risultano inefficaci e intervengono dopo il danno, senza affrontarne la causa.
Eppure via della Viola è un quartiere residenziale, abitato da persone. Negli anni era stato rianimato, anche con l’impegno di molti di noi, da attività culturali, oltre che da cinema d’essai e ristorazione di qualità.
Oggi rischia di essere ridotto a un luogo di consumo eccessivo e incontrollato dove tutto sembra consentito: un concentrato di “ingurgita, urina, vomita, sporca, imbratta e scappa via”. Insomma, un modello di consumo non sostenibile.
Noi chiediamo una cosa semplice: primum non nocere. Rispetto delle regole da parte di tutte le attività private e loro consumatori, livelli di rumore compatibili con il diritto inviolabile al riposo, rispetto della capienza massima interna e “occupazione dello spazio pubblico” da parte di cose e persone solo se regolarmente autorizzato, e concesso solo se non lede la nostra salute e non invade in maniera pervasiva le nostre esistenze. Chi rilascia le autorizzazioni ai locali pubblici ha il dovere di vigilare sul loro rispetto. E chi quelle autorizzazioni le ottiene, per esercitare legittimamente la propria attività, ha il primo dovere di rispettare i luoghi che li ospitano e le persone che in quei luoghi vivono e lavorano.
Sostenibilità del territorio, salute e cura e dello spazio pubblico e delle persone sono parole a cui bisogna dare “senso e contenuto”. Via della Viola deve tornare ad essere un quartiere fluido nei percorsi e fruibile da tutti. Un bene comune sostenibile sul piano sociale, ambientale e fiscale. Se ci sono risorse da investire, siano destinate alla cura reale del quartiere, alla manutenzione degli spazi e a una politica urbana che favorisca anche attività diurne compatibili con la vita quotidiana.
Chiediamo rispetto per una verità elementare, che troppo spesso viene dimenticata: qui noi viviamo.




Residenti resistenti per la sostenibilità del quartiere di via della Viola

Inserito domenica 19 aprile 2026


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