23/04/2026
direttore Renzo Zuccherini

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Nodo di Perugia: tratto Madonna del Piano - Corciano
La società Sintagma incaricata di aggiornare il progetto: l'incarico ammonterebbe a 8,5 milioni di euro, uno sperpero inaccettabile

Riunione di cittadini della località di Madonna del Piano - Sant’Andrea D’Agliano, del 10 aprile 2026.
La riunione ha avuto luogo nella sede dell’associazione Il Giardino di Francesca.
Erano presenti alcuni cittadini della zona che al termine dell’incontro hanno lasciato le proprie generalità per rimanere in contatto sulla questione e valutare altri incontri sul tema. Era presente anche una rappresentanza del Coordinamento Sciogliamo il Nodo.
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Lo scopo della riunione era quello di acquisire e far acquisire ai cittadini della zona, consapevolezza sul fatto che la società Sintagma di San Martino in Campo sia stata incaricata di aggiornare il progetto nel tratto suddetto e che dunque l’opera stradale del Nodo di Perugia - nonostante la sua conclamata inutilità, il pesantissimo impatto sul territorio e la mancanza di fondi anche solo per il primo tratto (la metà più breve e 1/3 meno costoso) del cosiddetto Nodino (Collestrada - Madonna del Piano) - vada avanti, determinando allo stato attuale l’ennesimo spreco di denaro pubblico.
L’incarico per quello che ci è dato sapere affidato alla società Sintagma e che ammonterebbe a 8,5 milioni di euro (che si aggiungono ai 10 milioni di euro spesi per il progetto del Nodino), costituisce a modo di vedere di questi cittadini già uno sperpero inaccettabile per quanto detto sopra. 
Sorprende poi che l’aggiornamento di un progetto già allo stato “definitivo” (tratto Madonna del Piano - Corciano) possa costare una simile cifra (8,5 milioni). 
Durante la riunione sono stati visionati e analizzati alcuni documenti del progetto in questione, tavole, tracciati, tabulati, etc… documenti pubblici reperiti dal sito del Ministero dell’Ambiente. Da questi documenti, alcuni dei quali vengono allegati alla presente relazione, si evince chiaramente che anche in questa parte iniziale del tratto e progetto Madonna del Piano – Corciano, l’impatto dell’opera è devastante, sia in termini di consumo di suolo sia, in termini di definitiva compromissione del territorio analizzato, ossia quello di Madonna del Piano - Sant’Andrea D’Agliano.
E questo si evince a partire dal nuovo mega svincolo Madonna del Piano, che insieme a quelli già esistenti e molto vicini di Balanzano e Montebello, andrà ad occupare migliaia di metri quadrati e quindi di ettari di suolo, strade e zone edificate comprese fra le vie di Via della Gomma, Strada Palazzo dei Prati, Via del Commercio e Via della Vanga da un lato della E45 e dall’altro, Strada e località di Madonna del Piano. (allegato 1)
Il tracciato poi prosegue in rilevato sopra alcuni campi coltivati e sopra i vivai, le strutture, il centro piante e gli uffici dell’azienda Ideaverde (primaria azienda vivaistica che esporta in tutta Europa) determinandone di fatto la sua cancellazione, per poi intersecarsi con Strada Tuderte. 
Qui la prossimità di alcuni centri abitati come quello, da un lato, di Madonna del Piano (più corposo) e dall’altro quello di Strada Madonna del Piano Piscinello Teverina (più vicino al tracciato), determinerà con ogni probabilità una forte alterazione di tutta l’area.
Suddetta area, denominata area 9 (Sant’Andrea D’Agliano) e area 10 e 11 (Madonna del Piano), è infatti destinataria per i lavori di realizzazione del progetto - di enormi, fra i più grandi dell’intero progetto - quantitativi di acciaio, calcestruzzo, scavi e demolizioni (allegato 2); dimostrazione evidente di un impatto su questa zona impressionante. Pari peraltro a diverse altre zone interessante dall’intera opera.
E non c’è da stupirsi a riguardo, dato che l’area è interessata da due gallerie, una artificiale, che parte da Strada Tuderte e arriva a ridosso del piccolo cimitero e paesino di Sant’Andrea D’Agliano, là dove per intendersi si svolge annualmente la rinomata Sagra della Rucola e l’altra (galleria) naturale che entra nella collina di San Fortunato per uscire quasi 2 chilometri dopo, nella piana della Genna.
Sorprende poi il fatto che detta galleria sia interamente in salita con una pendenza stimata sui 10 gradi, che, se si considera che il nuovo progetto la ridurrebbe probabilmente ad una corsia per senso di marcia, sarà certamente del tutto ignorata, dalla gran parte degli automobilisti e mezzi, pesanti e non. Gli automobilisti e i camionisti col nuovo tracciato non solo infatti farebbero 6 chilometri in più (rispetto all’attuale tracciato Collestrada – Corciano), ma li dovrebbero fare quasi interamente in gallerie, artificiali e naturali, fra cui una, come questa di San Fortunato della Collina, in forte salita (allegato 4) e ad una corsia. Follia pura.
E non è finita. Via dei Contadini in tutte le sue ramificazioni a ridosso della collina suddetta e Strada Tuderte, ivi compreso il tratto molto abitato verso San Martino in Campo, saranno, si può facilmente immaginare, esautorate dal numero di camion necessari a movimentare tali quantitativi di terra e materiali. E questo per tutta la durata dei lavori, che stando ad una prima stima in base al valore dell’opera, non sarà meno di 15 anni. 
Come peraltro succede, per chi ha avuto modo di seguire le vicende del tratto Collestrada – Madonna del Piano, per Via Manzoni e vie limitrofe, a Ponte San Giovanni e lungo il raccordo verso le gallerie, per la movimentazione terra che richiederebbe la ben nota galleria, anche questa in parte naturale ed in parte artificiale, di Collestrada.
Tornando al tratto e alle aree in questione, di Madonna del Piano e di Sant’Andrea D’Agliano, per comprendere l’impatto che non solo il tracciato (dove passa la strada) ma anche dove vengono realizzati i cantieri e le aree di servizio per la costruzione dell’opera - un esempio emblematico si ha nell’allegato 3.  Qui è riportata in rosso un’area di cantiere adiacente la Strada Tuderte, con annessa una imponente centrale di betonaggio, ed in giallo le aree di servizio funzionali all’opera in questo tratto e anche queste, come per il tracciato, generanti espropri ai proprietari e consumo di suolo in quest’area essenzialmente agricolo. Oltre che paesaggistico, basti pensare ai vasti campi della zona ai piedi di un paesaggio collinare di pregio e a zone boschive e scorci bellissimi basti pensare a quello con vista su Villa Spinola. 
Come è stato detto l’impatto di quest’opera deve essere valutato non solo in base al tracciato, ma anche (e per certi aspetti soprattutto come nel caso dei tratti di gallerie) per le vaste aree di cantiere e di servizio che l’opera prevede e necessariamente comporta.
Per ultimo, nella riunione odierna, si è evidenziato, come una alterazione così importante e definitiva di questo territorio non solo è in grado di causare lacerazioni nella vita delle persone e delle famiglie che qui ci vivono, ma anche di modificare l’assetto viario e delle comunicazioni fra i vari centri della zona (basti pensare come cambieranno le due vie principali, Via dei Contadini e Strada Tuderte) e quindi i collegamenti fra le persone, ma anche fra le attività d’impresa molto numerose nella zona (di ristorazione, di mezzi veicolari, di ortofrutta…), fino ad interessare, a nostro modo di vedere, anche le due piccole ma vivaci zone industriali di Madonna del Piano (lungo Via dei Loggi) e di Sant’Andrea D’Agliano (lungo Via delle Fratte).
Per concludere, i cittadini convenuti, hanno deciso di fare rete, come detto, e di rivedersi per continuare ad analizzare la documentazione anche relativamente al secondo tratto che da San Fortunato della Collina va verso Settevalli, passando fra Boneggio e Vestricciano e lungo la piana della Genna per dare solo l'idea dei luoghi al di là della galleria suddetta.
È intenzione dei cittadini convenuti di chiedere la documentazione aggiornata del progetto alla società Sintagma, completare quindi l’analisi, fare dunque una valutazione più complessiva e aggiornata dell’opera in questo secondo tratto, anche servendosi della preziosa esperienza e competenza in merito acquisita dal Coordinamento Sciogliamo il Nodo, per poi decidere come agire e che azioni intraprendere.

Per informazioni e partecipare ai prossimi incontri scrivi a: info@francescabellini.it

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Pietro Floris - Il giardino di Francesca

Inserito martedì 21 aprile 2026


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