30/04/2026
direttore Renzo Zuccherini

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Inaugurata la targa alle vittime Lgbtqia+ del fascismo
Omphalos: Grave l'assenza del Prefetto


 

È stata inaugurata oggi ai Giardini del Frontone dalla Sindaca Vittoria Ferdinandi la targa commemorativa dedicata a Fernanda Bellachioma, cittadina lesbica di Perugia inviata al confino per il suo orientamento sessuale, e a tutte le vittime Lgbtqia+ del fascismo.
 

La cerimonia, inserita nel programma ufficiale delle celebrazioni cittadine della Festa della Liberazione, è stata aperta dai canti del coro di Anpi e del coro di Omphalos e dall’intervento della Sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi e del Segretario di Omphalos, Roberto Mauri. Oltre ai rappresentati dell’amministrazione comunale, alla cerimonia erano presenti anche i rappresentanti della Regione Umbria e della Provincia di Perugia.
 

Alla cerimonia era invece assente il Prefetto di Perugia. La Prefettura, che di consueto prende parte a tutte le celebrazioni ufficiali del Comune, ha scelto di non essere presente a questo specifico evento, partecipando al resto delle celebrazioni, tranne che all’inaugurazione della targa dedicata alle vittime Lgbtqia+ del fascismo.
 

«Siamo certi che nella distanza che ha assunto il Prefetto di Perugia da questa manifestazione ci siano mille ragioni – dichiara Roberto Mauri, Segretario di Omphalos – ma è un’assenza grave e rimane il sospetto che commemorare le vittime Lgbtqia+ non sia gradito da parte del Governo nazionale.»
 

E c’è di più. Quest’anno salta anche agli occhi l’assenza del patrocinio e del logo della Prefettura nel programma delle celebrazioni ufficiali del 25 Aprile a Perugia, nel quale era contenuta anche l’inaugurazione della targa alle vittime Lgbtqia+ del fascismo.
 

«Di solito alle commemorazioni del 25 Aprile la Prefettura, che è emanazione territoriale del Governo centrale, concedeva il patrocinio – continua Mauri – È successo ogni anno. Oggi di diverso dagli anni scorsi c’è solo il fatto che rendiamo omaggio, attraverso Fernanda Bellachioma, anche alle vittime del fascismo colpite perché non eterosessuali. Due indizi fanno una prova.»

 

Ufficio Stampa


Omphalos Aps

Inserito domenica 26 aprile 2026


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