Chi vuole avvelenare i pozzi del 25 aprile
L'unico obiettivo di chi si è presentato ai cortei con bandiere di Israele, Ucraina, Stati Uniti e dello Scià: provocazione, ricerca di visibilità, volontà di colpire i sentimenti antifascisti e pacifisti
L'unico obiettivo di chi si è presentato ai cortei con bandiere di Israele, Ucraina, Stati Uniti e dello Scià era avvelenare i pozzi del 25 aprile. Solo provocazione, ricerca di visibilità, volontà di colpire i movimenti e i sentimenti antifascisti e pacifisti. Non c'era nessun'altra motivazione, e lo sappiamo benissimo tutti. In certi casi, penso a quello dell'Ucraina, se ci fosse stato un intento costruttivo si sarebbero dovuti avviare dei percorsi di confronto nelle scorse settimane, per provare a trovare un punto di caduta comune che per me non esiste, ma per qualcun altro chissà. Invece interessava solo lo show a favore di telecamera, per un bieco tornaconto personale.
Se qualche idiota ha urlato frasi antisemite va poi trattato da antisemita, cioè da idiota, e laddove possibile bandito da ogni esperienza e azione condivise. Ma nulla a che vedere col proposito deliberato e sistematico dei provocatori.
Infine, gli spari a Roma: quello è l'episodio più grave, ed è stato completamente rimosso dal racconto e dal dibattito. Chi è stato? Dov'è finito? Che storia ha? Purtroppo di questa paccottiglia non ci libereremo, perché ormai i pozzi sono avvelenati da un pezzo. Temo che dovremo stare ad assistere allo stesso teatrino ogni anno, per ogni 25 aprile, che è la festa più bella di tutte, e questa è la cosa più avvilente e imperdonabile.
Giovanni Dozzini
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