13/05/2026
direttore Renzo Zuccherini

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Crimini di guerra in Congo
Nella Repubblica Democratica del Congo un gruppo legato all’Isis ha torturato, ucciso e rapito civili, compresi bambini


Il rapporto di Amnistia Internazionale: “Non avevo mai visto così tanti cadaveri: crimini di guerra commessi dalle Forze Democratiche Alleate nella Repubblica Democratica del Congo orientale”

Amnesty International ha accusato un gruppo di ribelli nella Repubblica Democratica del Congo orientale di crimini di guerra di massa e crimini contro l’umanità. Il gruppo per i diritti umani ha affermato che le Forze Democratiche Alleate (Adf) sarebbero responsabili di numerosi casi di omicidio, rapimenti, lavoro forzato e matrimoni forzati, abusi sessuali su donne  e ragazze, sfruttamento di minori. 
Le Forze Democratiche Alleate (Adf) sono impegnate da anni in una campagna militare contro le autorità centrali di Kinshasa e nel 2019 hanno giurato fedeltà all’ISIS, noto anche con il nome di Isis-Africa centrale. 
“I civili nella Repubblica Democratica del Congo orientale hanno subito estese brutalità per mano dei combattenti dell’Adf; sono stati uccisi, rapiti e torturati in una disumanizzante campagna di abusi”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnistia Internazionale. Questo gruppo (Adf) opera principalmente nella parte orientale del paese, vicino al confine con l’Uganda e da anni sono in conflitto con le Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo (Fardc). 
I ripetuti attacchi dell’Adf hanno provocato sfollamenti di massa e hanno limitato l’accesso della popolazione all’assistenza sanitaria, al cibo e all’istruzione.
Tutto questo è aggravato dalla ribellione del Movimento M23 sostenuto dal Ruanda. 
In questo clima di tensioni le Forze Democratiche Alleate hanno approfittato dell’attenzione internazionale e nazionale sugli attacchi dei gruppi M23 per intensificare le proprie operazioni militari nella zona orientale del paese. 
In un attacco al villaggio di Ntoyo nel settembre 2025 i combattenti dell’Adf si sarebbero travestiti da civili e avrebbero usato martelli, pistole e asce per uccidere più di 60 persone durante una veglia funebre. Amnistia Internazionale ha inoltre intervistato cinque donne e due ragazze costrette a sposare combattenti dell’Adf. Le intervistate hanno affermato che ai membri del gruppo venivano date delle “mogli” come incentivo a combattere il governo. 
Il lavoro di Amnesty International ha portato a documentare ben 46 casi di sequestro di persona, i prigionieri hanno subito violenze di ogni genere e alcuni di loro sono stati costretti a trasportare carichi pesanti per giorni, subendo percosse e ricevendo poco cibo durante la prigionia. 
Secondo i testimoni, le Forze di Sicurezza del governo congolese, a volte, arrivano in ritardo sui luoghi degli attacchi o non arrivano affatto. “Il governo deve adottare misure più incisive per garantire la protezione dei civili”, ha affermato Callamard, avvertendo che ignorare la minaccia dell’Adf minerebbe la sicurezza e i diritti umani della popolazione congolese.   




Vanessa Bocci

Inserito lunedì 11 maggio 2026


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