22/05/2026
direttore Renzo Zuccherini

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Pietra tombale sull'assurdo progetto del Nodo
Le responsabilità di Anas, Ministero e forze politiche. Ora si guardi alla mobilità alternativa.


Il Tar Umbria ha accolto il ricorso presentato da Italia Nostra e comitati contro il progetto definitivo del Nodino, riconoscendo due ragioni che i comitati sostenevano da anni:
1) il progetto non è ad oggi sostenuto da adeguate valutazioni sui benefici (pochi) e sui costi economici e ambientali (elevati) e da un’analisi delle alternative (inclusa la “opzione zero”); 
2) non è stata garantita la possibilità alla cittadinanza di partecipare attivamente a una decisione così delicata per il territorio.

Pertanto, il progetto del Nodo – già da noi considerato non solo inopportuno, ma anche difficilmente realizzabile (per tempi lunghi e alti costi) – oggi diventa ancora più inverosimile, ai limiti dell'assurdo. Le parti sociali e politiche dovrebbero spostare l’attenzione su interventi più fattivi e utili: superamento sì del collo di bottiglia attraverso il raddoppio delle rampe, ma soprattutto un sistema di diversione di una parte consistente del traffico automobilistico sul trasporto pubblico (ferro e gomma) potenziando infrastrutture, servizi e intermodalità. 

Ci sono però due responsabilità, tecniche e politiche, da sottolineare: 

-quella di Anas e del Ministero che, oltre alla Regione Umbria, hanno mandato avanti il progetto - spendendo ad oggi quasi 20 milioni di fondi pubblici in progettazione che è diventata di fatto carta straccia - nonostante, si legge nella sentenza, “Di ciò risulta essere stato in certa misura consapevole anche il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il quale ha demandato all’Anas lo studio di alternative progettuali. Come rimarcato dalla ricorrente, tuttavia, tale studio non è stato sottoposto alla consultazione pubblica, con le modalità normativamente prescritte, né agli ulteriori snodi propri della VIA, essendo stata la stessa Anas a stabilire irritualmente la perdurante attualità della soluzione progettuale individuata nel progetto preliminare, sulla base di un confronto autonomamente gestito con i soggetti ritenuti interessati”;

-quella di quasi tutti i soggetti politici al governo e all'opposizione di Perugia e dell'Umbria, che hanno continuato a sostenere a spron battuto un progetto che (oggi è lampante) non si sarebbe mai realizzato, ma che è stato utile a riempirsi la bocca e a non fare nulla sul fronte del necessario potenziamento del trasporto pubblico.

Ora con questa sentenza torniamo al grado zero, e abbiamo perso vent'anni ad "annodarci" la testa su un progetto assurdo e inverosimile. Domandiamo a gran voce ai nostri rappresentanti di investire su un sistema funzionale di trasporto pubblico locale e intermodale efficiente e realmente competitivo rispetto alla dipendenza (ormai veramente esagerata) dall'automobile!

Un grande grazie ai comitati che continuano a sorvegliare l'operato delle pubbliche amministrazioni e a proporre alternative fattibili e opportune per risolvere la situazione del traffico perugino. 



Marco Peverini

Inserito venerdì 22 maggio 2026


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