12/06/2026
direttore Renzo Zuccherini

Home >> Pietra tombale sull'assurdo progetto del Nodo

Pietra tombale sull'assurdo progetto del Nodo
Le responsabilità di Anas, Ministero e forze politiche. Ora si guardi alla mobilità alternativa.


Il Tar Umbria ha accolto il ricorso presentato da Italia Nostra e comitati contro il progetto definitivo del Nodino, riconoscendo due ragioni che i comitati sostenevano da anni:
1) il progetto non è ad oggi sostenuto da adeguate valutazioni sui benefici (pochi) e sui costi economici e ambientali (elevati) e da un’analisi delle alternative (inclusa la “opzione zero”); 
2) non è stata garantita la possibilità alla cittadinanza di partecipare attivamente a una decisione così delicata per il territorio.

Pertanto, il progetto del Nodo – già da noi considerato non solo inopportuno, ma anche difficilmente realizzabile (per tempi lunghi e alti costi) – oggi diventa ancora più inverosimile, ai limiti dell'assurdo. Le parti sociali e politiche dovrebbero spostare l’attenzione su interventi più fattivi e utili: superamento sì del collo di bottiglia attraverso il raddoppio delle rampe, ma soprattutto un sistema di diversione di una parte consistente del traffico automobilistico sul trasporto pubblico (ferro e gomma) potenziando infrastrutture, servizi e intermodalità. 

Ci sono però due responsabilità, tecniche e politiche, da sottolineare: 

-quella di Anas e del Ministero che, oltre alla Regione Umbria, hanno mandato avanti il progetto - spendendo ad oggi quasi 20 milioni di fondi pubblici in progettazione che è diventata di fatto carta straccia - nonostante, si legge nella sentenza, “Di ciò risulta essere stato in certa misura consapevole anche il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il quale ha demandato all’Anas lo studio di alternative progettuali. Come rimarcato dalla ricorrente, tuttavia, tale studio non è stato sottoposto alla consultazione pubblica, con le modalità normativamente prescritte, né agli ulteriori snodi propri della VIA, essendo stata la stessa Anas a stabilire irritualmente la perdurante attualità della soluzione progettuale individuata nel progetto preliminare, sulla base di un confronto autonomamente gestito con i soggetti ritenuti interessati”;

-quella di quasi tutti i soggetti politici al governo e all'opposizione di Perugia e dell'Umbria, che hanno continuato a sostenere a spron battuto un progetto che (oggi è lampante) non si sarebbe mai realizzato, ma che è stato utile a riempirsi la bocca e a non fare nulla sul fronte del necessario potenziamento del trasporto pubblico.

Ora con questa sentenza torniamo al grado zero, e abbiamo perso vent'anni ad "annodarci" la testa su un progetto assurdo e inverosimile. Domandiamo a gran voce ai nostri rappresentanti di investire su un sistema funzionale di trasporto pubblico locale e intermodale efficiente e realmente competitivo rispetto alla dipendenza (ormai veramente esagerata) dall'automobile!

Un grande grazie ai comitati che continuano a sorvegliare l'operato delle pubbliche amministrazioni e a proporre alternative fattibili e opportune per risolvere la situazione del traffico perugino. 



Marco Peverini

Inserito venerdì 22 maggio 2026


Commenta l'articolo "Pietra tombale sull'assurdo progetto del Nodo"

Commenti

Nome: Silvano Natalizi
Commento: E quale sarebbe questa mobilità alternativa ? Tutti in bicicletta con questo mezzo di trasporto del futuro ? Intanto con il blocco di nuove infrastrutture che va avanti da 30 anni, lo sviluppo economico di Perugia è fermo. E qui a Ponte San Giovanni, come anche nella Perugia Alta, moltissimi giovani se ne sono andati dal paese per trovare altrove redditi dignitosi. I negozi commerciali chiudono a causa della crescente difficoltà causata dalla mancanza proprio di queste infrastrutture sia viarie che ferroviarie. Dove pensiamo di andare con strade vecchie di 60 anni ? già fatte male e insufficienti quando sono state completate verso il 1970. Che cosa pensiamo di realizzare con ferrovie più arretrate di quelle di 100 anni fa ? Ad un solo binario ? Anche qui raddoppiare i binari non si può fare ? Consumiamo troppa terra dei padroni ? Ma come mai non si protesta contro il continuo consumo di suolo nella costruzione di nuovi capannoni e centri commerciali ? Come mai certe persone e forze politiche così sensibili a questi temi non protestano mai contro la speculazione edilizia che non si arresta ? Voglio fare un'analogia con i microprocessori, quando si aumenta la potenza di calcolo, i progettisti sanno bene che devono aumentare anche la capienza dei data bus, perchè lì sta il vero collo di bottiglia nella trasmissione dei dati una volta che questi siano stati elaborati; la medesima cosa avviene in una città, se non si hanno vie di comunicazione ampie, sicure, adatte al passaggio di merci e di persone. Ed allora sono evidenti le contraddizioni. Sempre ovviamente nella buona fede di tutti, perchè tutti vogliamo i medesimi risultati, ossia un mondo migliore, meno tossico, più vivibile. Ponte San Giovanni è l'esempio tipico dove stiamo vivendo tutte le contraddizioni. Un paese bordato da due superstrade vecchie obsolete insufficienti fatte male, anzi ormai queste sono dentro il paese, che è diventato il bacino di allagamento preferito dalle piene del traffico di queste strade pessime; e un giorni si e uno no, ma ormai quotidianamente nelle 13 ore dalle 7 del mattino alle 8 di sera, dei giorni feriali, nelle vie principali del paese: via della Scuola, via Manzoni, via Benucci passano migliaia e migliaia di auto provenienti dalla superstrada che scelgono le vie interne del paese per sfuggire alle code delle medesime superstrade. Ebbene che cosa si fa ? Seguendo le idee di chi non comprende affatto il contesto, si chiudono passaggi a livelli, si dimezzano le già strette strade, e nello stesso tempo si vuole impedire la costruzione di nuove infrastrutture, le uniche che in qualche modo possano allontanare tutto il traffico parassita da questo paese. E il bello della storia è che qualcuno pensa che in questo paese ci sia una domanda di andare in bicicletta, e per dare qualche diritto in più a 2 o 3 persone che bontà loro non hanno mai rinunciato a questa bicicletta, si viola il diritto della maggioranza di potersi spostare con il mezzo di trasporto che più gli si aggrada; si è così perchè le strade sono nate già così strette da non permettere di soddisfare simultaneamente i diritto di una maggioranza e di una minoranza. Ed allora in questo paese, se andiamo avanti così faranno chiudere tutte le attività economiche. E già la crisi è grande e le proprietà immobiliari non valgono più nulla, contrariamente a quanto avviene in altre parti d'Italia. Grazie. Ne vedremo delle belle nel prossimo futuro...

Nome: Paolo Alunni
Commento: Finalmente fine di un progetto faraonico che non avrebbe risolto il problema principale del traffico in entrata e uscita verso Perugia. Resta la regalia fatta alle aziende che hanno realizzato il progetto e che non potrà essere recuperata. Con questa regalia si sarebbe potuto realizzare già da tempo un sistema di mobilità basato sul trasporto pubblico .

Redazione "La Tramontana"- e-mail info@latramontanaperugia.it
Sei la visitatrice / il visitatore n: 8627840