24/08/2026
direttore Renzo Zuccherini

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In Umbria la discarica più grande del mondo
Una discarica inox in area Sin: autorizzato un mega-ampliamento ad Arvedi Ast. Silenzi e complicità



Mentre in larghi brani di Terni Est la neve velenosa (cit. 'Corriere della Sera') delle Acciaierie continua a cadere e a depositarsi ovunque, mentre nel quartiere di Prisciano mancano solo gli impianti di risalita, le varie Istituzioni, ossia Comune di Terni, Regione Umbria, Governo, con tutto l'ambaradan di agenzie e organi di garanzia (che garantiscono poco o nulla) hanno autorizzato definitivamente (allegato) con risibili prescrizioni l'unica vera 'Grande Opera' possibile in Umbria: infatti, pur in piena area Sin (Sito di interesse nazionale), si estenderà ancora la discarica di scorie e fanghi Arvedi Ast a Terni, con ulteriori 4.000.000 di mc. di veleni siderurgici, da seppellire nella Conca Ternano-Narnese. Altro che ...recupero delle scorie e favolette varie!
Invece finalmente primi: sarà qui la discarica inox più grande d'Italia!
Il tutto ad appena un chilometro e mezzo dalla romantica Cascata delle Marmore. 
Il tutto, pur sapendo che le falde delle discariche sono contaminate da cromo esavalente e altro, sopra soglia di allarme. 
Il tutto, rapidamente dimenticando quegli operai Anas resi irreversibilmente inabili al lavoro a causa di questi pericolosi inquinanti, mentre scavavano il tunnel stradale 'Tescino' proprio sotto tali immondezzai.

La svendita del territorio, di chi ci lavora, di chi ci vive, stavolta, ha visto la complicità non soltanto dei consueti politici-lacchè di ogni colore, ma anche di tanti ambientalisti della domenica, quelli che preferiscono parlare d'altro, ma non della madre di tutte le questioni locali: un polo industriale che, nella verde Umbria, senza mai risponderne ad alcuno, può inondare la comunità locale di nubi metalliche diurne e notturne, con corredo di odori nauseabondi, come da quotidiane testimonianze civiche, e con decine di ettari di terreni ufficialmente interdetti, per gli stessi motivi, da coltivazione e allevamento; un'azienda che può rilasciare legalmente nel fiume Nera quantità invereconde di metalli pesanti, come da documenti ufficiali; che può monitorare, aspirare e trattare per anni le sostanze tossiche (cromo VI, ferro, nichel, etc.) contenute nelle falde sottostanti le discariche, come da report tecnici, senza risolvere il problema.
Eppure un'ordinanza comunale, appena un anno fa, parlava di alcune attività siderurgiche "fuori controllo": dodici mesi dopo non solo siamo ancora lì, ma lo stesso Comune concede pure la facoltà di depositare altro letame industriale. 
Nessuno li tocca: ma chi saranno mai, lorsignori? Legibus soluti?

Il tutto avviene in un contesto mediatico deteriorato, con troppi editori nazionali e locali ormai esclusivamente a caccia di inserzioni pubblicitarie, tagliando al contempo qualsiasi scomodo approfondimento giornalistico e scientifico. 
Ora viceversa scalpitiamo per leggere veline trionfalistiche e mistificatorie delle variopinte marionette in giacca e cravatta, con la presunta 'bonifica' della medesima discarica o altre scemenze del genere. 
Come 'Italia Nostra', oltre a rappresentare la gravità della vicenda in ogni sede, inclusa quella europea, abbiamo già richiesto tutto il fascicolo amministrativo, con i relativi verbali di Ministeri, Regione, Comune e agenzie.
Vediamo come è stato giustificato l'ingiustificabile, dinanzi allo stato ecologico comatoso delle discariche siderurgiche e del resto

Andrea Liberati -presidente 



Italia Nostra Terni

Inserito sabato 23 maggio 2026


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Commenti

Nome: Cinzia Serra
Commento: a Convenzione di Aarhus è una delle convenzioni ratificate dall'Europa che potrebbe prevede tutele cruciali per questo preciso progetto al quale ci si può totalmente opporre. Io non sono una togata, ma un appassionata di problematiche sull'ambiente che vivo continuamente nella regione in cui vivo. Credo che molte associazioni e dialoghi presi per ostacolare il rispetto ambientale abbiano un effetto di fondo che è la corruttibilità e il denaro : L'Articolo 3(8) vieta espressamente agli Stati di penalizzare, perseguitare o molestare in alcun modo le persone che esercitano i propri diritti in conformità con la Convenzione. È una tutela fondamentale per gli attivisti ambientali. L'Emendamento OGM (Lucca, 2005): Un emendamento successivo ha introdotto regole specifiche per garantire che il pubblico venga consultato e informato prima di autorizzare il rilascio deliberato nell'ambiente o l'immissione sul mercato di Organismi Geneticamente Modificati (OGM). Mi chiedo dove siano le tutele e l'aspetto preventivo che ogni persona e l'ambiente meritano di ottenere. Piuttosto che ricevere intimidazioni molti studi legali si rassegnano, molte proteste vengono soffocate e tante , troppe censure diventano normalità.Resilienza è diventato ormai uno slogan di tutti e di nessuno...quel godere dell'antitesi di ciò che è il desiderio collettivo,invece, un imperativo assoluto. Ma non voglio essere catastrofista in todo, perchè ci sono casi come Manfredonia, dove la Corte Europea dei Diritti dell'uomo effettuò un ricorso il 14967/89 nella sentenza del 19-II-1998. Dove lo stato italiano è stato ritenuto responsabile per la violazione dei diritti fondamentali alla vita privata, alla famiglia e alla casa degli abitanti di Manfredonia garantiti dall'art 8 della Convenzione. Bisogna trovare il modo per fermare questi scempi!

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