18/06/2026
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Ginevra città degli accordi
Ospiterà l'evento dell'accordo tra Iran e Stati Uniti. Quali altri accordi sono stati firmati in quella città


Ginevra è considerata come “la Capitale della Pace” a livello mondiale. Venerdì, nella città svizzera di Ginevra, gli Stati Uniti e l'Iran firmeranno un memorandum d'intesa (MoU) che porrà fine a settimane di guerra e darà inizio a 60 giorni di negoziati. 
Ginevra ha svolto un ruolo centrale negli sforzi diplomatici internazionali e ha ospitato la firma di numerosi trattati di pace. Ian Lesser, illustre membro del German Marshall Fund degli Stati Uniti, ha dichiarato che diversi altri fattori hanno influito sulla scelta di Ginevra come sede per la firma di questo specifico accordo. "La neutralità della Svizzera, la presenza delle Nazioni Unite e di agenzie multinazionali, nonché una serie di sedi idonee e discrete a Ginevra, ne fanno un luogo ideale per questo tipo di accordi", ha affermato. "È anche un luogo molto pratico dal punto di vista logistico", ha aggiunto. 
Nella lunga lista dei trattati di pace firmati a Ginevra troviamo: la Convenzione di Ginevra originale, che stabilì le norme internazionali per il trattamento dei soldati malati e feriti, si tenne il 22 agosto 1864; fu promossa dall'imprenditore svizzero Henry Dunant e redatta dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (Cicr dopo la battaglia di Solferino del 1859, nota anche come Seconda Guerra d'Indipendenza italiana. Nel 1949, poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, 63 nazioni ampliarono queste norme, nel tentativo di limitare gli orrori della guerra, e firmarono le nuove Convenzioni di Ginevra il 12 agosto di quell'anno. Queste convenzioni sono quattro trattati internazionali che, insieme ad ulteriori protocolli, costituiscono oggi la base del diritto internazionale umanitario. 

Accordo di disimpegno tra Israele e Siria
Firmato il 31 maggio 1974, questo accordo fu mediato dagli Stati Uniti tra Israele e Siria e pose fine alle ostilità tra i due paesi dopo la guerra dello Yom Kippur del 1973. 
Nell'ottobre del 1973, Egitto e Siria attaccarono le forze israeliane nel Sinai e sulle alture del Golan durante lo Yom Kippur, il giorno ebraico dell'espiazione, nella speranza di riconquistare i territori persi nella guerra dei sei giorni del 1967. Ottennero inizialmente dei successi, ma furono poi costretti a ritirarsi durante un contrattacco israeliano. 
Sebbene questo accordo non sia considerato un trattato di pace, è un patto di disimpegno fondamentale che stabilisce una zona di separazione tra Israele e Siria, prevede il disimpegno delle forze e il rilascio dei prigionieri di guerra. L'accordo prevedeva anche una zona cuscinetto in cui era stanziata la Forza di osservazione del disimpegno delle Nazioni Unite per mantenere la pace tra i due eserciti.

Accordo Egitto-Israele
Conosciuto anche come Accordo del Sinai II, questo accordo, mediato dall'allora Segretario di Stato americano Henry Kissinger, fu un patto di disimpegno provvisorio firmato il 4 settembre 1975 a Ginevra tra Egitto e Israele. 
Secondo gli archivi del governo statunitense, l'accordo costituì un primo passo verso una pace giusta e duratura, dopo la guerra dello Yom Kippur. In base a questo accordo, Israele ed Egitto si sono impegnati a non ricorrere alla minaccia o all'uso della forza o al blocco militare l'uno contro l'altro e anche a continuare a osservare scrupolosamente il cessate il fuoco via terra, mare e aria e ad astenersi da qualsiasi azione militare o paramilitare reciproca. 

Accordi di Ginevra (1988)
Questi accordi sono una serie di intese mediate dalle Nazioni Unite e firmate il 14 aprile 1988 dall'Afghanistan e dal Pakistan con l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti come garanti, per porre fine alla guerra dell'Unione Sovietica contro l'Afghanistan. Questi accordi portarono al ritiro delle truppe sovietiche dall'Afghanistan e prevedevano il ritorno volontario degli afghani fuggiti durante la guerra.

Accordo di Ginevra (2003)
Ufficialmente nota come Iniziativa di Ginevra, questa convenzione è una bozza di accordo per una soluzione a due Stati volta a porre fine al conflitto tra Israele e Palestina. La proposta è stata elaborata da funzionari israeliani e palestinesi, con il sostegno del governo svizzero, nell'ottobre del 2003 e lanciata ufficialmente nel dicembre dello stesso anno. 
Alcuni dei punti principali del piano di pace includono la creazione di uno stato palestinese che comprendesse quasi la totalità della Cisgiordania e l’intera Striscia di Gaza, in cambio i confini di Israele sarebbero stati ridisegnati vicino alle linee precedenti la guerra del 1967. 
Prevedeva una divisione della città di Gerusalemme in due parti: la parte a maggioranza ebraica sotto sovranità israeliana  e la parte a maggioranza araba sotto la sovranità palestinese. Per quanto concerne il tema dei rifugiati, i palestinesi avrebbero limitato il diritto al ritorno nella loro patria storica, stabilendo che la maggior parte dei profughi si sarebbe stabilita nel nuovo stato palestinese. 
L'iniziativa, tuttavia, non è stata adottata ufficialmente né da Israele né dalla Palestina.




Vanessa Bocci

Inserito giovedì 18 giugno 2026


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