Basta con i "cerotti": ecco perché l'intervento a Ponte Felcino era inevitabile
Vedere abbattere degli alberi fa male a tutti, inutile girarci intorno. Ma per giudicare bisogna conoscere i fatti. Quei pini, piantati negli anni '80, hanno purtroppo devastato continuamente l'asfalto di una delle vie d'accesso principali del paese. Parliamo di dossi causati dalle radici alti fino a 40 cm! Fino a oggi si è andati avanti a "rattoppare" e rasare l'asfalto, spendendo soldi pubblici senza mai risolvere il problema. Rasare l'asfalto, danneggiare o recidere le radici affioranti (rendendo col tempo instabili alcune piante), è una soluzione che va bene un paio di anni, dopodiché il problema si ripresenta, ciclico e inesorabile, ma con problemi sempre più accentuati.
Tanto che se prima il Comune doveva intervenire ogni 5-6 anni, negli ultimi 2 decenni è dovuto intervenire ogni 3-4 anni, senza risolvere di fatto il problema. Ora, non dico che tagliare i pini sia cosa buona e giusta, tutt'altro. Ma se non ci sono soluzioni alternative (e sono passati 2 anni per trovarne di soluzioni), questa sembra sia l'unica che evita di abbattere tutti i 108 pini, cosa che tra l'altro sarebbe prevista dal Codice della Strada...
Oggi si è scelta la strada della risoluzione di un problema annoso, non quella del consenso facile, come successo negli ultimi 40 anni. I tecnici hanno valutato ogni opzione e l'unica via per garantire la sicurezza (prima che accadano incidenti gravi) era questa. Il progetto prevede di creare una nuova strada parallela per le auto e trasformare la via attualmente in uso in un'area pedonale.
Per noi residenti di Ponte Felcino non è un giorno felice, sia chiaro. Stamattina mentre passavo mi si è fermato il cuore a vedere un enorme ramo appena tagliato cadere a terra, ma siamo consapevoli che per il bene e la sicurezza di tutti non c'erano altre alternative percorribili.