27/06/2026
direttore Renzo Zuccherini

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Fiume Tevere in sofferenza già a fine giugno
Serve un cambio di rotta nella gestione della risorsa idrica. Il Tevere rappresenta una risorsa ambientale, economica e paesaggistica fondamentale per l'Umbria


Le condizioni del fiume Tevere in Umbria destano forte preoccupazione già prima della conclusione del mese di giugno. Le portate idriche risultano infatti sensibilmente ridotte rispetto a quanto auspicabile per questo periodo dell'anno, lasciando presagire una situazione ancora più critica nei prossimi tre mesi estivi, tradizionalmente caratterizzati da elevate temperature e scarse precipitazioni.

L'ondata di caldo di matrice africana che sta interessando il Centro Italia, unita ai numerosi prelievi per uso irriguo, sta contribuendo a impoverire in modo significativo la disponibilità d'acqua del principale corso d'acqua umbro. La situazione, osservabile lungo diversi tratti del Tevere, evidenzia livelli idrici già precari, con ampie porzioni di alveo emergenti e un evidente rallentamento della corrente.

Particolare attenzione merita il tema dell'utilizzo della risorsa idrica in agricoltura. Ancora oggi una parte consistente delle superfici agricole viene irrigata mediante sistemi ad aspersione, caratterizzati da consumi elevati e da notevoli perdite per evaporazione, soprattutto durante le giornate più calde. È ormai indispensabile accelerare la transizione verso sistemi di irrigazione a goccia e tecnologie ad alta efficienza, capaci di garantire risparmi idrici significativi senza compromettere la produttività delle aziende agricole.

Parallelamente, appare necessario avviare una riflessione sulla sostenibilità delle colture maggiormente idroesigenti. Continuare a destinare importanti superfici a produzioni come il tabacco, in un contesto di crescente scarsità idrica e cambiamento climatico, rischia di accentuare ulteriormente le criticità del territorio. La pianificazione agricola dovrà sempre più tenere conto della reale disponibilità della risorsa acqua.

Anche sul fronte delle infrastrutture idriche non emergono soluzioni immediate. Non si può fare eccessivo affidamento sulla disponibilità dell'invaso di Montedoglio, già chiamato a soddisfare molteplici esigenze territoriali, compresa l'alimentazione del lago Trasimeno. Allo stesso modo, l'invaso di Valfabbrica non rappresenta ancora una risposta concreta, essendo tuttora non operativo.

La situazione impone quindi un cambio di rotta sostanziale nelle politiche di gestione dell'acqua. Occorre una strategia integrata che coinvolga istituzioni, consorzi di bonifica, mondo agricolo e cittadinanza, puntando su efficienza, risparmio idrico, innovazione tecnologica e una programmazione coerente con le nuove condizioni climatiche.

Il Tevere rappresenta una risorsa ambientale, economica e paesaggistica fondamentale per l'Umbria. Preservarne la funzionalità ecologica e garantire portate adeguate non è più una scelta rinviabile, ma una priorità che richiede interventi concreti e tempestivi.





Legambiente Perugia

Inserito sabato 27 giugno 2026


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