06/07/2026
direttore Renzo Zuccherini

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Qualcuno vuol far chiudere Edicola 518
Qualcuno vuole privare la città di una programmazione culturale tra le più vivaci d’Italia? Qualcuno vuole privare il quartiere di un presidio di socialità che tutti ci invidiano?

Pubblichiamo la nota di Edicola 518-Emergenze, esprimendo loro tutta la nostra solidarietà:

A QUESTO PUNTO È UFFICIALE: QUALCUNO VUOLE FAR CHIUDERE EDICOLA 518 E NOI NON POSSIAMO PIÙ FARE FINTA DI NIENTE 
In tutta sincerità avevamo deciso all’unanimità, noi membri di Edicola 518 e Ass. Cult. Emergenze, di stendere un velo pietoso di fronte alle iniziative mediatiche perpetrate a nostro danno da alcuni esponenti politici locali e di volgerci anima e corpo alle ben più importanti sfide - artistiche, sociali e politiche - che da sempre ci riguardano e che sono state ulteriormente rilanciate dal nostro decennale e dal riallestimento del chiosco.  
Ma purtroppo l’offensiva sta toccando dei livelli di gravità (oltre che di ridicolezza) così incredibili da non consentirci più la via del silenzio.  
Andiamo per ordine. A seguito della riapertura del chiosco Edicola 518 come “Oasi culturale per l’esibizionismo urbano”, in mezzo a un entusiasmo pressoché unanime della città e alla curiosità enorme suscitata in Italia e all'estero (ben documentata da decine di articoli), la vocina di un consigliere comunale si è levata a delegittimare il progetto attraverso la messa in discussione dell’opera murale di Nic Alessandrini posta sulla saracinesca di accesso. Un tentativo che, in tutta onestà, ci ha stretto intorno la città con un livello di affetto mai visto prima, dal quale si sono discostati solo pochi pareri, sul cui livello ciascuno può giudicare recuperando, se avesse voglia di farsi del male, i relativi post.  
Ovviamente abbiamo risposto nel merito, attraverso una spiegazione non dovuta ma molto gradita alla cittadinanza, che ha così potuto riscoprire e rievocare la storia tragica e miracolosa del suo Santo Patrono Ercolano, di fronte alla cui chiesa si svolge ormai dal 2016 la nostra attività.
In apertura alla nostra risposta precisavamo però che “Il dibattito intorno all’arte è sempre gradito e benvenuto, purché poggi sul presupposto della buona fede!”. Lo dicevamo perché avevamo intuito che si trattasse delle prime avvisaglie di un’offensiva più ampia, per nulla legata a dispute iconografiche fra appassionati di arte medievale e piuttosto volta a destabilizzare il nostro lavoro in un momento di grande crescita e fortissima visibilità.  
PURTROPPO NON CI SBAGLIAVAMO! 
Qualche giorno dopo siamo stati contattati dal Comune di Perugia per alcune verifiche documentali legate al regolare utilizzo della nostra licenza. Verifiche che ci dicono essere necessarie a seguito di un esposto presentato da due consiglieri comunali di cui a questo punto non facciamo fatica a ipotizzare l’identità. Naturalmente ci siamo messi a disposizione dell’amministrazione e, pur con lo sbalordimento di chi è tenuto a dare spiegazioni di fronte a un gesto di generosità urbana e civica senza precedenti, abbiamo fornito tutto quanto richiesto, restando a piena disposizione per qualsiasi ulteriore verifica. 
C’era a quel punto la tentazione di risollevare clamore mediatico intorno alla gravità dell’accaduto. C’era perché questo esposto non riguardava più solamente l’opera d’arte oggetto dell’iniziale discussione, ma richiedeva verifiche di altra natura sul regolare svolgimento della nostra attività, dimostrando in modo inequivocabile che la contesa (peraltro unilaterale) ha finalità ben diverse rispetto alla bellezza o opportunità di un dipinto. La contesa riguarda la legittimità della nostra esistenza. 
Avevamo comunque deciso di soprassedere. C’era Umbria Jazz alle porte, ogni settimana doniamo alla cittadinanza molteplici eventi gratuiti con ospiti eccezionali, siamo andati a fare una fiera editoriale a Berlino, stiamo preparando un evento il 14 luglio a Milano insieme a Rivista Studio su come un’idea nata in provincia stia parlando al mondo, stiamo lavorando a quattro pubblicazioni che raccontano le culture del territorio, abbiamo sei stipendi da pagare ogni mese e un’infinità di altri impegni, insomma… Avremmo altro da fare.  
MA IERI MATTINA LA GENTE CI SEGNALA UN NUOVO CAPITOLO DI QUESTA IRRAGIONEVOLE OFFENSIVA.
Una consigliera comunale di Fratelli d’Italia, candidata sindaca di centro destra sconfitta alle elezioni di due anni fa, ha postato con fierezza un annuncio: 
L’OPERA D’ARTE SU SANT’ERCOLANO DEVE ESSERE RIMOSSA
E segue un post in cui spiega che ha scritto alla Soprintendenza e udite udite al Ministro della Cultura per richiedere la rimozione dell’opera sulla nostra saracinesca, che a sua detta non avrebbe le autorizzazioni. Quali poi, non è dato saperlo. 
Ora, al di là degli aspetti formali, che se mai fosse necessario affronteremo con il nostro avvocato e con tutte le armi difensive a nostra disposizione, una richiesta di questo tipo ci riporta a scenari che definire medievali sarebbe un insulto al medio evo. Richiedere la censura dell’opera di un artista internazionale, posta a simbolo del decennale e dell’ulteriore rinnovamento di un progetto che ha fatto parlare di Perugia in tutto il mondo; di un progetto che in certi ambienti, se vai in giro per l’Italia o per l’Europa la gente ti dice “Ah sei di Perugia? Che bello, lì c’è Edicola 518”; di un progetto che, molto pragmaticamente, paga tutti i mesi stipendi a ragazzi e ragazze che hanno potuto restare in città anziché partecipare alla diaspora che ogni anno vede allontanarsi a migliaia le nostre menti migliori verso piazze più culturalmente dignitose… bè, richiedere che un percorso artistico di questa rilevanza venga oscurato semplicemente perché individualmente non compreso, ci ricorda i momenti più brutti della storia dell’umanità. Ci ricorda le persecuzioni degli artisti liberi che hanno caratterizzato i peggiori regimi della nostra storia. E su questo non si può più soprassedere. 
Qualcuno vuole privare la città di una programmazione culturale tra le più vivaci d’Italia, che ogni anno porta sul territorio decine di scrittori, intellettuali, artiste, figure di spicco per eventi sempre gratuiti e svolti nello spazio pubblico? Qualcuno vuole privare il quartiere di un presidio di socialità che tutti ci invidiano e che ha portato alla pedonalizzazione del sagrato di Sant’Ercolano, alla riattivazione della Fontana di Nettuno, alla riqualificazione dei Giardini Rosa e Cecilia Caselli Moretti, alla riattivazione di un chiosco fatiscente abbandonato da anni e alla moltiplicazione di turisti in loco? Qualcuno vuole far tacere un progetto che ogni anno, da bilancio, vende circa 350.000 euro di libri di editori indipendenti nel paese con gli indici di lettura più preoccupanti dell’unione europea? 
QUALCUNO VUOLE DAVVERO DISTRUGGERE UNA DELLE POCHE ECCELLENZE DELLA CITTÀ ANZICHÉ PRESERVARLA E AIUTARLA A RENDERE PERUGIA GRANDE NEL MONDO?
BEH, CONCLUDIAMO CON UNO SPOILER: EDICOLA 518 NON CHIUDERÀ!
GLI UNICI CHE POSSONO DECIDERE DI CHIUDERLA SONO COLORO CHE DIECI ANNI FA L’HANNO CREATA. COLORO CHE SONO STATI IN GRADO - GIORNO DOPO GIORNO, NELLA PROPRIA INDIPENDENZA ARTISTICA E POLITICA -  DI RENDERE UN SOGNO INFORMALE UNO DEI PROGETTI CULTURALI PIÙ CONVINCENTI, INNOVATIVI E STRUTTURATI D’ITALIA. 
POSSONO CHIUDERLA SOLO COLORO CHE L’HANNO INVENTATA E PER IL MOMENTO NON È PREVISTO. QUINDI LASCIATECI LAVORARE. 
GRAZIE!
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Associazione emergenze - Edicola518

Inserito lunedì 6 luglio 2026


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