Daniele Crotti, Cammini Partigiani. Dieci itinerari escursionistici storico-culturali e resistenti sull’Appennino Umbro-Marchigiano, Cultura e Salute ed., Perugia
Daniele Crotti ci spiega che la sua vuol essere una guida escursionistica “un po’ ‘sui generis’, finalizzata a ripercorrere o ritrovare e far conoscere luoghi montani ove si è lottato per la Resistenza e per la Liberazione dal nazifascismo, e quindi un input ad approfondire in maniera diversificata e più competente tutto questo”.
Ebbene sì, questo suo nuovo lavoro è veramente “sui generis” perché non è un semplice invito a percorrere alcuni interessanti itinerari escursionistici dell’Appennino Umbro-Marchigiano, ma è qualcosa di più, perché ci dà la possibilità di conoscere in una modalità immersiva quelle piccole/grandi storie che lassù si sono svolte e che hanno contribuito alla nascita della nostra democrazia repubblicana.
Oltretutto questa guida è particolarmente benvenuta perché è la prima a indicare questi itinerari “resistenti” sull’appennino umbro-marchigiano, sulle “nostre” montagne.
L’autore ci guida quindi a fare esercizio di memoria in quei luoghi che tra il 1943 e il ’44 furono teatro della lotta delle formazioni partigiane umbre contro il nazi-fascismo, un omaggio a quella “minoranza ribelle” composta perlopiù da giovani e giovanissimi che dopo l’8 settembre 1943 scelse di combattere dalla parte giusta della storia.
E questo conferisce a questa guida anche un valore civile, perché dà un senso ancora più profondo e corale alle suggestioni ambientali, storiche e culturali suscitate dai dieci itinerari proposti: “Cammini Partigiani”, appunto, legati cioè a quella “Storia” che più di ogni altra è “nostra”, o almeno dovrebbe esserlo, perché, come suggerisce Daniele “il passato è seme per un futuro più umano… ‘perché la storia siamo noi…’”.
In questi tempi così difficili di spinto negazionismo e revisionismo storico-politico, questa guida racconta quanto avvenne più di ottanta anni fa in quei territori. Ci fa conoscere luoghi che per tanti giovani combattenti, soldati, ex prigionieri di varie nazionalità, montanari e cittadini sfollati furono rifugio e per alcuni tomba; scenografia di guerriglia, rastrellamenti ed esecuzioni, piccole oasi di brevi momenti sereni e teatro di orrori.
Ci vengono offerti spunti e notizie che sollecitano la memoria e forniscono un piccolo, ma significativo, contributo a rimettere nel giusto posto della nostra coscienza civile l’esperienza straordinaria della lotta partigiana. Di quella vicenda storica che ebbe come contesto la montagna che, come scrisse Giorgio Bocca, grande giornalista e comandante partigiano, “fu palestra di formazione morale, spazio di dignità e libertà e teatro della resistenza armata di migliaia di giovani uomini e donne contro il nazi-fascismo”. E i luoghi delle nostre montagne dove si sviluppò la Resistenza citati in questa guida hanno perciò un altissimo valore per la nostra storia civile e costituiscono una testimonianza storica cui spetta a tutti noi il dovere di mantenere viva la memoria.
Il primo dei dieci “Cammini Partigiani” proposti da Daniele va dal Memoriale del campo di concentramento di Colfiorito, luogo di detenzione di tanti antifascisti e partigiani iugoslavi, fino ai ruderi della Romita di Monte Cavallo che fu teatro di un vile agguato contro una formazione partigiana attuato da soldati nazisti guidati da una spia italiana.
Nel secondo itinerario ci troviamo sul confine umbro-marchigiano vicino all’altopiano Plestino, tra Cesi, Popola e Madonna del Piano a ricordare la presenza partigiana in quei luoghi e i rapporti con la popolazione, i terribili rastrellamenti di civili e partigiani e la fucilazione sommaria di quattro giovani da parte delle Brigate nere guidate dal Capo della Provincia Armando Rocchi.
Ci spostiamo quindi nella montagna folignate e trevana tra Raticosa, Vallupo e Cancelli, in quello che fu la prima sede della IV Brigata Garibaldi di Foligno in cui convivevano partigiani cattolici, comunisti, socialisti, liberali, giovani renitenti alla leva, ex soldati ed ufficiali che rifiutarono la Repubblica sociale ed ex prigionieri slavi dei campi di concentramento di Colfiorito e Pissignano.
Nel quarto e quinto Cammino siamo sul Monte Strega a rendere omaggio ai partigiani e alle partigiane del III battaglione Ferruccio della V Brigata Garibaldi operante nel Pesarese e sull’appennino umbro marchigiano.
Decisamente fuori dall’Umbria il sesto percorso, sui Monti Rognosi di Albiano, per visitare il “Giardino della Memoria”, in quello che fu il campo di concentramento di Renicci, e i luoghi dove passava la linea Gotica.
Nel settimo, ottavo e nono itinerario un approfondito viaggio a Pietralunga nei luoghi della Brigata Proletaria d’Urto San Faustino e della Banda Montebello, negli accurati percorsi della memoria realizzati dalle istituzioni.
L’ultimo percorso parte da Collecroce di Nocera Umbra, ove è collocato il monumento in ricordo delle vittime del terribile rastrellamento nazista del 17 aprile 1944 che costò la vita a 25 tra civili e partigiani della IV Brigata Garibaldi e la deportazione di 120 persone a Roma nel campo di concentramento di Cinecittà. Questo itinerario di dolorosa memoria termina quindi al Memoriale del campo di concentramento di Colfiorito.
Daniele Crotti ci propone queste storie di “escursionismo resistente” con rigore scientifico, perché è un uomo di scienza, ma anche con grande senso della storia e passione civile, perché è un “hombre vertical”, un attivo partigiano della nostra Costituzione repubblicana.
Questo libro rappresenta solo l’inizio di un lavoro che dovrebbe portare alla scoperta dei tanti “Sentieri della Libertà” delle montagne dell’Umbria. L’autore stesso sollecita un impegno in tal senso da parte delle Istituzioni, e noi ci auguriamo che Daniele Crotti continui a farci scoprire ancora altri Cammini e a raccontarci le storie e la memoria che custodiscono.