Il rifacimento dei circa 300 metri tra Monteluce e Sant’Erminio migliora concretamente le condizioni di chi percorre questo tratto a piedi. È positivo soprattutto che il Comune abbia affiancato al Piano Strade un Piano Marciapiedi, dedicando finalmente maggiore attenzione alla mobilità pedonale.
A oltre due anni dall’insediamento dell’amministrazione, la sfida è però dare a questo programma un ritmo e una portata adeguati all’estensione della rete urbana. A Perugia sono numerosi i marciapiedi deteriorati, troppo stretti, ostruiti da pali e altri ostacoli o inaccessibili.
Accanto alla riqualificazione dell’esistente, è tuttavia prioritario completare i tratti mancanti della rete pedonale. Spesso bastano poche decine di metri senza marciapiede per rendere insicuro o non fruibile un intero collegamento.
Se poi si vuole davvero incentivare la pedonalità, non basta garantire la semplice percorribilità: occorre creare spazi pedonali di maggiore qualità, con marciapiedi più ampi e, dove possibile, integrati con verde e arredi, ripensando in alcuni casi una viabilità ancora inutilmente generosa con le automobili. È questo salto di qualità che può fare davvero la differenza.
Bene dunque il nuovo marciapiede tra Monteluce e Sant’Erminio e bene il Piano Marciapiedi. La direzione è quella giusta: ora servono continuità, maggiore scala e tempi adeguati alle dimensioni della città.
da Perugia (non è) una città per pedoni