Il Premio Speciale della Giuria di Venezia 83 va a Naza, il potentissimo documentario dei registi israeliani Yuval Abraham e Rachel Szor.
Nel gergo militare dell'IDF (l'esercito israeliano), Naza è il termine che indica le vittime collaterali: i civili uccisi accanto a un obiettivo.
Ottanta minuti girati di notte sui tetti di Tel Aviv, mentre 24 ufficiali dell'intelligence israeliana raccontano - con volti e voci alterati - i meccanismi dei bombardamenti su Gaza: sistemi automatizzati che, con un ruolo crescente dell'intelligenza artificiale, selezionano le case da colpire.
Come ha detto Abraham in conferenza stampa: «Non è un bug, è una caratteristica del sistema. Ogni casa di Gaza era già mappata prima del 7 ottobre».
Alla première in Sala Grande aveva incassato la standing ovation più lunga nella storia della Mostra: 25 minuti.
Dal palco, Abraham: «È importante che gli israeliani guardino questo film, perché è il nostro Paese a commettere questi crimini. Ma è importante che lo guardino anche gli europei, e soprattutto qui in Italia, perché il vostro governo e quello tedesco stanno bloccando le pressioni su Israele che potrebbero porre fine a tutto questo. E che lo guardino gli americani, perché il loro Paese finanzia gran parte di questi omicidi».
Naza uscirà in sala il 28, 29 e 30 settembre con I Wonder Pictures.
🔗 Leggi l'articolo di Stefania Saltalamacchia https://vanityfairitalia.visitlink.me/b7aM_a