23/01/2021
direttore Renzo Zuccherini

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MAI Più Violenze: Mille Azioni e Interventi Per Impedire Ulteriori violenze
Un progetto di formazione ed uno di ricerca azione

Un Progetto di formazione:

Così si contrasta il fenomeno della violenza sulle donne
Con il progetto “MAI Più Violenze: Mille Azioni e Interventi Per Impedire Ulteriori violenze”
si lavora sulla formazione degli operatori


Il progetto “MAI Più Violenze: Mille Azioni e Interventi Per Impedire Ulteriori violenze” prevede, fra le diverse azioni volte a contrastare il fenomeno della violenza di genere, di agire sul fronte delle conoscenze e delle competenze di chi opera in ambiti capaci di intercettare fenomeni di violenza e di fornire sostegno sanitario, psicologico, sociale, legale alle vittime.
Per questo, ma anche per favorire un incontro ed un confronto fra i soggetti coinvolgibili, si sono organizzati seminari di studio e approfondimento rivolti agli addetti ai lavori di tutta la regione Umbria.
Coordinano l’azione di formazione: Floriana Ricciarelli, della Cooperativa sociale ASAD e Lorena Pesaresi, coordinatrice istituzionale per la Provincia di Perugia.
I tutor del primo ciclo di studio di base sono: Mary Mancinelli dell'Associazione POS,  Barbara Pilati dell' ARCI, Manuela del Turco dell'Associazione l’Albero di Antonia, Massimo Giovannelli della Cooperativa Sociale Didasko.

Procede bene l’attività di formazione. Il 19 giugno si è concluso il primo ciclo di seminari che si sono svolti in quattro città della regione: Città di Castello, Marsciano, Orvieto e Spoleto. Ogni città ha ospitato 3 giornate di studio di base in cui si sono affrontati i temi  della violenza di genere; della legislazione in materia; della costruzione sociale del maschile e del femminile; dell’aiuto  alle vittime; dei percorsi di rilevazione, protezione intervento ed infine dello strumento dell’autoaiuto.
Ai seminari hanno partecipato 182 persone provenienti da tutta l’Umbria, selezionate fra Operatori ed operatrici delle Asl, Forze dell’Ordine, Aziende Ospedaliere, Servizi Sociali, Operatori ed operatrici degli uffici di Cittadinanza, Privato Sociale, Avvocati, Giornalisti,  Volontariato, personale che promuove la costituzione di gruppi di Auto Mutuo Aiuto.


A settembre si parte con un ciclo di seminari di approfondimento

Sempre nelle quattro città prescelte (Città di Castello, Marsciano, Orvieto e Spoleto), sviluppati in cinque giornate, i seminari verteranno su temi più specifici, fra cui la metodologia condivisa  per affrontare l’emergenza della violenza di genere; la metodologia del lavoro di rete; i servizi antiviolenza  e le buone prassi;  gli aspetti conoscitivo-giuridici legali nei casi di violenza sulle donne; i percorsi di uscita dalla violenza (Empowerment, Autovalutazione ed accettazione di sé);  gli strumenti di documentazione della violenza (rapporto medico, protocolli di intesa, etc..); i gruppi di mutuo aiuto tra donne.
 Anche in questo caso i destinatari sono quei soggetti che a vario titolo si occupano del problema in questione.

La prima città in cui partirà il secondo modulo formativo sarà Città di Castello il 21settembre’09, i successivi incontri saranno il 28 settembre, 5 ottobre, 12 ottobre e 19 ottobre.

Il giorno 22 settembre ’09 la formazione partirà a Marsciano e proseguirà il 29 settembre,
 6 ottobre, 13 ottobre e 20 ottobre.

Seguirà Orvieto il 24 settembre ’09, il 1^ ottobre, 8 ottobre, 15 ottobre e  22 ottobre.

Infine le date di Spoleto saranno 25 settembre, 2 ottobre, 9 ottobre, 16 ottobre e 23 ottobre.


Novembre,  la formazione arriva nelle scuole

Nel mese di novembre 2009, infine,  verrà effettuato  l’ultimo ciclo di  seminario di formazione rivolti al mondo della scuola dal titolo “L’educazione alla relazione di genere nella scuola”.
Saranno coinvolti il personale delle istituzioni scolastiche secondarie ed i Dirigenti Scolastici.
Il percorso di formazione è finalizzato alla prevenzione della violenza a partire dalle giovani generazioni e dall’agenzia educativa scolastica. E’ dunque importante dotare gli insegnanti di strumenti utili ad attivare una riflessione sulla percezione che hanno gli adolescenti della violenza di genere, soprattutto per superare la visione stereotipata che spesso c'è dietro questo tema, ed attivare risorse e percorsi di sostegno per la convivenza di genere.
I seminari si terranno sempre a Città di Castello, Marsciano, Orvieto e Spoleto e si dipaneranno in tre giornate studio.

Gli obbiettivi degli interventi nella scuola mirano a diffondere conoscenze sugli stereotipi culturali legati al genere, sulla violenza alle donne e sugli strumenti adatti a prevenirla; si vuole inoltre favorire la diffusione di una cultura sulla convivenza di genere che possa avere ricadute pragmatiche nei diversi contesti relazionali (famiglia, lavoro, scuola, spazi di aggregazione....); favorire l'ascolto ed il riconoscimento del disagio e della violenza di genere in tutte le sue forme; creare spazi di ascolto e di confronto che possano facilitare l'espressione di eventuali disagi.

La formazione destinata al personale delle istituzioni scolastiche secondarie ed i Dirigenti Scolastici, partirà a Città di Castello e avrà le seguenti date: 5 ottobre, 12 ottobre, 19 ottobre.
I seminari studio saranno a Marsciano il 6 ottobre, 13 ottobre, 20 ottobre.
Le date di Orvieto saranno il 10 ottobre, 17 ottobre, 24 ottobre e quelle di Spoleto 11 ottobre, 18 ottobre, 25 ottobre.


Gli altri collaboratori dell'azione sono:
Asl 2 e Asl 3  dell’Umbria, l’Azienda Ospedaliera,
il Comune di Spoleto, il Comitato Internazionale 8 marzo,
la Cooperativa Sociale  Aidas, la Coop. Sociale Il Quadrifoglio.

 
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Un progetto di ricerca-intervento:


PREVENIRE LA VIOLENZA DI GENERE TRA I GIOVANI A SCUOLA
Il progetto Mai Più Violenze – Mille Azioni e Interventi per Impedire ulteriori Violenze non trascura il tema fondamentale della prevenzione della violenza di genere e della promozione della convivenza tra i generi fra i giovani.
E’ per questo che è in via di realizzazione  una ricerca-intervento in alcune scuole secondarie di secondo grado della provincia di Terni coordinata dalla Dott.a Nancy Annunziata Rizzo della  Cooperativa sociale Cipss di Narni e dalla Dott.a Maurizia Bonanni Dirigente dei Servizi Sociali della  Asl n° 4.
La premessa da cui sono partiti gli psicologi Nancy Annunziata Rizzo e Federico Fanelli, che curano la realizzazione del percorso, è che i comportamenti “violenti” vanno affrontati partendo dal contesto e dalla cultura che li caratterizza. Vanno cioè contestualizzati, e letti entro le dinamiche culturali, relazionali e sociali, dove il minore vive, nella scuola e nel rapporto scuola-famiglia-comunità. Il “violento” non potrebbe agire se non ci fosse il gruppo che lo sostiene, se non ci fossero nel gruppo dei ruoli diversi, dei ruoli che lo riconoscono, e una cultura entro il contesto che produce comportamenti di questo tipo. E’ diventato dunque prioritario lavorare entro il sistema-scuola con i gruppi-classe, coinvolgendo come destinatari intermedi gli insegnanti e i genitori, rendendoli partecipi del processo da attivare per prevenire, da una parte la violenza di genere, e per promuovere, dall’altra, relazioni fondate sulla reciprocità interpersonale in cui la costruzione della convivenza tra generi trovi spazio e motivo di esistere.
La ricerca-intervento nelle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Terni è stata avviata nel 2009, riprenderà a settembre con l’avvio del nuovo anno scolastico, grazie alla collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale e Provinciale. Fino adesso si sono realizzati incontri con i dirigenti scolastici delle cinque scuole coinvolte, con i rispettivi consigli di classe e con i gruppi classe di ogni singola scuola (6 complessivamente) al fine di rilevare le culture di genere che i ragazzi e le ragazze coinvolte esprimono. Le scuole coinvolte sono: IPSSAR  "Casagrande" di Terni, I.I.S.  "Gandhi” di Narni, Liceo scientifico “Donatelli” di Terni, Istituto Tecnico Commerciale  "F. Cesi" di Terni , IISCI di Amelia con sede Narni. Sono state coinvolte terze classi e nello specifico: grafico pubblicitario, alberghiero, liceo scienze sociali, liceo scientifico,  tecnico programmatori, ragioneria. Il campione è dunque composto da 2 istituti tecnici, due licei, due professionali. Complessivamente sono stati coinvolti 5 dirigenti, 40 docenti e 111 studenti e studentesse.
Nella prima parte del lavoro realizzato si è focalizzata l’attenzione sulla motivazione delle scuole  a partecipare e sulla rilevazione dei problemi di convivenza fra studenti e studentesse.
Si è rilevato che le motivazioni a partecipare al progetto da parte dei docenti sono connesse alla rilevazione di problemi di convivenza di genere presenti nelle classi (nello specifico si parla di prevaricazioni da parte dei ragazzi  verso le ragazze, di separazione netta dei gruppi classe in maschi e femminine, di assenza di conoscenza reciproca); alle violenze intrafamiliari  a cui molti ragazzi e ragazze hanno assistito; alla faticosa costruzione dell’identità di genere. L’utilità di partecipare a questo progetto viene associata alla possibilità di costruire nei gruppi classe un confronto  sui modelli del femminile e del maschile di cui i giovani fanno esperienza.
Molte ragazze e ragazzi provengono da famiglie in cui c’è stata una separazione altamente conflittuale e violenta. Si parla di nuclei famigliari disastrati con padri assenti, violenti, che picchiano le madri o che le abbandonano. Molti minori hanno assistito a violenze intrafamiliari. Secondo i docenti le ragazze reagiscono esprimendo violenza e aggressività verbale, rabbia, delusione verso il maschile. Sono mature ma sfaticate, e hanno sviluppato una sensibilità alta verso le ingiustizie. Cercano un contatto umano con le insegnanti, un’apertura, ma spesso i docenti hanno paura di perdere il controllo e di non saper gestire la situazione.
I ragazzi esprimono invece nella maggior parte dei casi, secondo alcuni docenti, una cultura del possesso, considerano il femminile come oggetto da prendere che si sostanzia nella frase “TU SEI MIA” che legittima la violenza. In alcuni casi non si differenziano le culture del femminile e del maschile ma si parla di cultura unica che viene definita “MASCHIA” in cui c’è una  contrapposizione tra forti (i vincenti, di solito maschi) e deboli (di solito ragazze o minoranze).
In alcuni casi si parla di classi che esprimono xenofobia, violenza e sessismo.
I primi incontri con i gruppi-classe hanno consentito di rilevare le rappresentazioni culturali che i ragazzi e le ragazze esprimono in riferimento al genere. Quanto è emerso dalla prima fase di ricerca sarà oggetto di riflessione con il corpo docente e i genitori e di lavoro con i gruppi classe, al fine di sviluppare consapevolezza intorno alle culture emerse.





Inserito giovedì 10 settembre 2009


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