03/04/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Scenari che cambiano, il mondo cooperativo studia le contromosse
Le cooperative “si guardano” per elaborare strategie future. La ricerca scientifica servirà come documento da presentare alla Regione.
Si è svolta martedì 15 settembre a Perugia l’assemblea annuale della cooperazione sociale umbra aderente a Legacoop che ha eletto i rappresentanti locali in vista del congresso nazionale di ottobre. All’Umbria spettano 18 delegati su 300. Il congresso nazionale di Roma è un importante appuntamento dove il mondo della cooperazione si riunirà per analizzare lo scenario attuale e per proporre e condividere scelte future. Dopo una prima fase di crescita importante per le cooperative nel periodo dai primi anni 90 al 2000, oggi il settore sta vivendo una fase di stallo dovuta, in questo momento particolare alla crisi che sta producendo un taglio della spesa pubblica, soprattutto nel sociale, e ad un generale ridimensionamento degli investimenti nazionali nel welfare che si riflettono anche livello locale.

Nel corso dell’incontro l’assemblea umbra ha approvato il documento politico nazionale elaborando delle proposte da presentare a livello nazionale. Quello che l’assemblea umbra rivendica è il ruolo delle cooperative nella fase di programmazione delle politiche e dei piani sociali, un sostanziale passaggio dal sistema di appalti a quello dell’accreditamento e della cooprogettazione e la necessità di guardare al mercato privato come un’opportunità.

Nel corso dell’assemblea è stata presentata la ricerca che Legacoop realizzerà sul mondo della cooperazione sociale di tipo A in Umbria. Si tratta di una analisi che ha l’obiettivo di fornire una fotografia del sistema cooperativo e di elaborare delle strategie di riposizionamento a seguito dei cambiamenti del mercato. Uno strumento che produrrà tre livelli di risultati: un’analisi delle singole realtà, quindi ad uso della singola cooperativa; un analisi del sistema cooperativo sociale di tipo A, e un risultato esterno, rivolto alla collettività in generale e alla politica in particolare.

In Umbria la cooperazione sociale di tipo A ha un peso sociale ed economico significativo (66 imprese, € 115.000.000 di valore della produzione aggregato, 5000 occupati, 27.000 utenti assistiti) e rappresenta un importante attore del sistema di welfare. Dopo anni di sviluppo delle imprese si è aperta una fase critica in cui viene messo in discussione l’assetto del sistema di welfare regionale ed il ruolo delle cooperative sociali.

Nel mese di marzo si è avviato un percorso di confronto tra Regione Umbria e Centrali Cooperative volto a definire un percorso condiviso di ridefinizione del sistema di welfare regionale. Contemporaneamente è stato predisposto il nuovo Piano Sociale Regionale.

Nel giugno scorso è stato raggiunto un accordo sul tariffario regionale valido sino a tutto il 2010.

All’interno di questo scenario Legacoop ha deciso di promuovere un percorso di ricerca finalizzato ad interpretare i processi di cambiamento del welfare regionale (anche in prospettiva interregionale) ed ad orientare il riposizionamento della cooperazione di tipo A.

La ricerca coinvolgerà diverse professionalità e competenze provenienti da diversi ambiti, sono coinvolte le Università di Perugia, Genova, Trento e Bologna, questo per aumentare il livello di autorevolezza e per massimizzare l’efficacia della ricerca.

A dicembre 2009 saranno presentati i primi risultati della ricerca che dovrebbe presentare i suoi risultati definitivi entro febbraio 2010, questo per avere un documento scientifico da mostrare alla nuova assemblea regionale che a marzo avvierà i lavori a seguito delle elezioni.




Inserito mercoledì 16 settembre 2009


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