22/01/2021
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Suolo, sostenibilità e urbanità: la città è un bene comune
Cervellati: Si intubano le città come i malati terminali

(nella foto: l'intervento del prof. Cervellati)


Alla Fiera delle Utopie concrete a Città di Castello, dopo la giornata inaugurale di giovedì, venerdì mattina si è tenuto il secondo seminario dedicato a “Suolo, sostenibilità e urbanità”. Introdotto e coordinato da Franco Marini, presidente dell'Istituto nazionale urbanistica dell'Umbria, ci si è confrontati sulla giusta misura per uno sviluppo capace di futuro delle nostre città.

Si è discusso di come far tornare i residenti nei centri storici, fermare il cemento e l’asfalto nelle campagne con Paolo Berdini, Docente di Urbanistica presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università Tor Vergata a Roma, che ha sottolineato come “il principio che la città è un bene comune, e quindi l'urbanistica un momento centrale nella vita democratica, sta andando scomparendo”. Ecco così che nascono continuamente nuovi centri commerciali nelle periferie e si fanno morire i piccoli negozi, minando il sistema delle relazioni tra i cittadini e penalizzando la qualità della vita. Manfred Kühne, Direttore della Sovraintendenza per i Beni Culturali di Berlino, ha tratteggiato un quadro dell'evoluzione urbanistica della capitale tedesca, focalizzandosi sull'importanza della partecipazione pubblica nella riqualificazione dell'esistente.

“Berlino è l'esempio più lampante di come un'urbanistica contemporanea sia possibile in una maniera del tutto opposta a quello che succede da noi”, ha così poi introdotto la propria relazione Pier Luigi Cervellati, Professore ordinario di Progettazione e riqualificazione urbana e territoriale presso l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia (IUAV) e tra i primi a proporre come amministratore, a Bologna, un piano condiviso per il recupero della città storica. “In Germania si parla di riqualificazione degli edifici esistenti, abbattimento delle autostrade e decisioni partecipate. Da noi invece l'urbanistica sta togliendo ossigeno alle città, riempiendo di villette lo spazio tra una periferia e l'altra e cercando poi, come si fa con i malati terminali, di salvarle 'intubandole' con metropolitane o treni veloci sotterranei, come si è proposto a Firenze”.

Infine, l'attenzione è stata focalizzata sul Piano Regolatore come strumento di riqualificazione e di scelte strategiche, con l'intervento di Gianluigi Nigro, Docente Università di Architettura di Roma, e sul ruolo dei contratti di quartiere nell'ottica di un nuovo modo di pensare l'urbanistica, con Alessandro Bracchini, Architetto-Urbanista.




Inserito venerdì 9 ottobre 2009


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