26/01/2021
direttore Renzo Zuccherini

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Violenza di genere, cosa rispondiamo?
L'Umbria attiva saperi e risorse: Terni, 29-30 ottobre

A Terni con l’Open Space per contrastare la violenza sulle donne

Il 29 e il 30 ottobre appuntamento all’Ex Siri

Il Progetto Mai Più Violenze* adotta la metodologia dell’Open Space technology (Ost)**. Un metodo assolutamente innovativo di messa a sistema e di riflessione che gli attori del Progetto hanno deciso di utilizzare per elaborare una procedura di contrasto alla violenza di genere. A Terni sono attese centinaia di persone che parteciperanno a questo grande evento di elaborazione collettiva.
La tecnica dell’Ost è stata creata nella metà degli anni ’80 da un esperto americano di scienza delle organizzazioni, Harrison Owen, quando si rese conto che le persone che partecipavano alle sue conferenze apprezzavano più di ogni altra cosa i “coffee break”.
L’Ost è una tecnica adatta a coinvolgere ampi gruppi di persone in eventi pubblici di partecipazione che abbiano come obiettivo non solo la partecipazione, ma anche la costruzione di risultati ampiamente condivisi (proposte concrete o anche semplicemente di indicazioni sulle azioni da fare o da programmare). Il titolo dell’Open Space, perfettamente in linea con la filosofia di questa tecnica, verrà definito dal gruppo di lavoro che coordina il progetto e diventerà il filo conduttore dell’evento, dei suoi elaborati e del futuro dei risultati prodotti. Sarà una sorta di parola d’ordine insomma.
La scelta di adottare questa metodologia nell’ambito dell’Azione 4 “Costruzione della Rete delle reti” del Progetto Mai Più Violenze, corrisponde alla volontà di pervenire a diversi e precisi risultati.
Definire il modello organizzativo e di intervento che la nostra regione intende adottare per affrontare le situazioni di violenza di genere, sia in fase di prevenzione che di contrasto; suggerire linee guida e una tabella di marcia per la redazione di una Legge Regionale sulla lotta alla violenza di genere.

Le persone invitate a partecipare all’Ost che si terrà nei giorni 29 settembre ‘09 (intera giornata) e 30 ottobre ’09 (solo mattina), sono sia coloro che frequentano attualmente le azioni formative previste nel progetto Mai Più Violenze, che gli operatori pubblici e privati che, a diverso titolo, intervengono nel contrastare il fenomeno a livello territoriale e istituzionale.

L’Ost si terrà a Terni, presso il Complesso dell’Ex Siri, in Viale Campofregoso 98. Poiché la location deve essere funzionale dal punto di vista della logistica ed offrire spazi adeguati al numero delle/i partecipanti previsto intorno a 150, saranno utilizzati diversi spazi. Una sala per la plenaria, con un paio di pareti sulle quali appendere cartelloni e dove le 150 persone previste, possano accomodarsi in cerchio lasciando libero il centro. Spazi in parte adiacenti alla sala, per i gruppi di lavoro, sufficienti per circa 10 gruppi di lavoro (anche nel medesimo ambiente, distanziati in modo che ogni gruppo non intralci gli altri). Spazio per il “coffee break” e pranzo, all’ingresso del complesso. Sala/ufficio ampio allestito con postazioni informatiche e fotocopiatrice.
I documenti elaborati con il contributo concreto di ogni partecipante saranno conservati a cura della Regione e utilizzati per gli scopi previsti in progetto.

Alla realizzazione di questa grande esperienza, con il coordinamento di Marina Toschi, consigliera di parità della Regione Umbria e Cristina Donati Sarti, sociologa del Comune di Città di Castello, concorrono: Provincia di Perugia, Centro per le Pari Opportunità, Asl 1, Asl 2 e Asl 3 dell’Umbria, Comune di Marsciano, Progetto Donna, Coop. Asad, Ass. Cilap Umbria e Ass. Comitato 8 Marzo.


* Il progetto Mai Più Violenze  affronta la necessità di aumentare nella regione Umbria la capacità di rispondere come sistema complessivo ai problemi delle persone vittime di violenze di genere.
A tal fine si sono impegnati la Regione Umbria, la Provincia di Perugia,  8 Comuni, le 4 Asl regionali, numerosi soggetti del Terzo Settore (privato sociale) e del mondo dell’associazionismo.

Gli interventi da realizzare includono:
-   una mappatura ragionata dei servizi e delle microreti esistenti a livello regionale;
-  seminari di studio e approfondimento rivolti agli “addetti ai lavori” sui temi della violenza di genere;
-  la creazione della “Rete delle Reti” contro la violenza attraverso l’implementazione del lavoro sociale di rete fra istituzioni, servizi sociali, servizi sanitari, forze dell’ordine, privato sociale e risorse della cittadinanza attiva (reti sociali informali, reti delle Donne, volontariato, associazionismo);
-  azioni di prevenzione: una ricerca-intervento sulle culture di genere rivolta al mondo giovanile; sensibilizzazione e comunicazione sociale;   
-  campagne di comunicazione rivolte a tutta la cittadinanza umbra con l’obiettivo di mettere in risalto la portata del fenomeno della violenza di genere in Umbria e far conoscere a tutte le donne i servizi esistenti.;
-  analisi e attuazione delle buone prassi sperimentabili sul territorio regionale con particolare attenzione alle esperienze locali e nazionali già in atto da anni.

** L’Open Space Technology è una metodologia ritenuta particolarmente adatta per:
• rafforzare la rete dei soggetti locali attraverso la creazione di un clima di lavoro in cui sono fortemente valorizzate l’autorganizzazione, la capacità di essere propositivi e la capacità cooperativa dei soggetti coinvolti;
• fidelizzare e motivare la rete dei soggetti locali;
• svolgere in una intera giornata di lavoro un numero elevato di gruppi di approfondimento (15-20);
• scrivere collettivamente un rapporto sui temi affrontati, che potrà fornire una serie di priorità e modalità di attuazione rispetto al progetto o all’ipotesi progettuale individuata e che rappresenterà una base importante e partecipata per l’elaborazione del progetto stesso.

In sintesi nell’OST gli unici responsabili dell’andamento della giornata sono i suoi stessi partecipanti e questa consapevolezza, come è facile intuire, rende i lavori più intensi, appassionati e produttivi.

I principi:
1. Chi partecipa è la persona giusta
2. Qualunque cosa succeda va bene;
3. Quando si inizia, si inizia;
4. Quando si finisce, si finisce.
La legge dei due piedi (two feet): "se ti accorgi che non stai né imparando né contribuendo alle attività, alzati e spostati in un luogo in cui puoi essere più produttivo". I confini che vengono posti sono quelli di inizio e fine lavori per ogni sessione in cui vengono proposti i temi, della durata di non più di un’ora e mezza.
Si possono conoscere le opinioni di tutti i partecipanti
L’organizzazione della giornata permette di conoscere tutte le idee dei partecipanti che desiderano manifestarle. Si tratta di un vero e proprio momento di ascolto collettivo (una sorta di gigantesco brainstorming) che permette di aprire il quadro delle possibilità e ingaggiare una sorta competizione virtuosa verso le idee migliori in merito ad un problema.
Si producono dei risultati visibili e tempestivi
Una delle finalità più concrete di questa tecnica, oltre a favorire il dialogo e l’apprendimento reciproco, è quella di produrre dei risultati tempestivi, ovvero delle indicazioni collettive in merito alle questioni affrontate.
I resoconti di tutte le discussioni vengono infatti assemblati e duplicati in tempi molto rapidi in modo da poterne distribuire una copia a tutti i partecipanti alla fine della giornata (instant report).

Info: 331 4769821   
maipiuviolenze@libero.it




Inserito martedì 13 ottobre 2009


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