23/04/2021
direttore Renzo Zuccherini

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Iridologia olistica
Connessioni tra disturbo organico o comportamentale, cause psichiche -emozionali e segni strutturali - cromatici dell’iride


 DAL CLINICO ALL’OLISTICO
1° CONVEGNO NAZIONALE DELLA S.I.A.F
prospettive a confronto per un nuovo approccio alla relazione d’aiuto


 TITOLO INTERVENTO
IRIDOLOGIA OLISTICA
Considerazione delle connessioni tra disturbo organico o comportamentale, cause psichiche -emozionali  e segni strutturali - cromatici dell’iride.
RELATORE: Aldo Alessi (naturopata-iridologo)


Prima di iniziare il mio intervento vorrei ringraziare il Presidente Nazionale della SIAF dott.ssa Floriana Rubino e il Direttore dell’IBA dottor Valerio Sgalambro.
Mi auguro che questo mio intervento possa rappresentare una piccola tessera da aggiungere al pazzle olistico che si sta oggi delineando. I concetti che esporrò già fanno parte del nostro bagaglio culturale, poiché come ha scritto Kalil Gibran “Non c’è nulla che si possa insegnare a un uomo, che non sonnecchi già nell’alba della sua conoscenza”.  E penso che oggi i tempi siano maturi per un risveglio culturale delle coscienze ancora dormienti.
Lavoro come naturopata dal 1992, ed in tutti questi anni sono tante le persone che mi hanno chiesto consigli. Mi sono accorto che i più sensibili al benessere sono le donne, circa il 90%. Le persone vanno dal naturopata non solo per ricevere suggerimenti per affrontare i loro problemi fisici,ma sempre più spesso per parlare dei loro problemi relazionali, emozionali e delle loro ansie. Le persone vogliono essere ascoltate, hanno bisogno di un confidente o se volete di un confessore al quale raccontare tutte le loro vicissitudini quotidiane. Alla base di ogni problematica esistenziale vi è la paura dell’oggi, del domani, degli altri, di non essere adeguati alle situazioni, la paura di essere illusi, di non essere compresi e non ultima la paura della malattia. Paure che spesso nascono dalla mancanza di autostima che porta a pensare che gli altri siano più bravi di noi, ecc. La paura blocca ogni nostra capacità di espressione verbale o corporea spontanea. E così, per paura, ci si irrigidisce sulle proprie posizioni, peggiorando sempre più il malessere di fondo che si ripercuote sulla fisiologia organica. Nascono quindi, sintomi e malattie che ci fanno entrare nel meccanismo sanitario rendendoci dipendenti dal medico e dal farmaco, con la speranza o l’illusione di guarire. Inoltre, ad alimentare le paure, le insicurezze e l’ansia contribuisce il terrorismo mediatico che continuamente ci mette a dura prova,  determinando le nostre scelte , il comportamento, l’umore ed ogni altra manifestazione umana.
Nel corso degli anni mi sono accorto che le persone chiuse, introverse somatizzavano di più rispetto a quelle aperte, solari, espansive che accettano di parlare dei loro problemi e si aprono al colloquio raccontando le loro emozioni; in tal modo riescono prima degli altri ad avere miglioramenti nel loro stato di salute. Questo mi ha portato a valorizzare sempre più l’importanza della psiche, quale elemento di insorgenza del disturbo organico. Dal colloquio col cliente emerge sempre ed in maniera chiara il collegamento psiche-cervello-disturbo organico  e quindi la disarmonia. Ho imparato, anche, che non tutto e non sempre, il vissuto emozionale di una persona incide sullo stato di salute fisica-organica, mentre sicuramente ha delle ripercussioni sul comportamento e sulla vita di relazione sociale. Questo dipende dalla qualità del terreno organico e dalle predisposizioni acquisite fin dalla vita intrauterina. Ad esempio, se un individuo non ha predisposizioni e debolezze organiche ed è in perfetta salute psico-fisica, difficilmente un evento emozionale traumatico produrrà somatizzazioni nell’organo relativo corrispondente al conflitto.
Il lavoro di iridologo mi ha permesso anche di indagare la psiche umana e di mettere in relazione il sintomo in generale, l’esperienza emozionale e la localizzazione topografica nell’iride. L’iridologia, come certo saprete, è una tecnica di indagine che permette di valutare lo stato energetico funzionale e nello stesso tempo individuare la presenza di segni strutturali e cromatici collegabili a traumi emozionali o fisici molto vecchi. Ad esempio nei soggetti che hanno subito abusi sessuali, la zona dell’iride corrispondente alla sessualità si presenta sfumata  con segni strutturali sub acuti di ipoattività, ben noti a chi pratica la lettura dell’iride in senso olistico.  Ho ascoltato tante  storie di violenze subite in famiglia da bambini indifesi e di paure vissute nell’intimo. Molto spesso la stessa persona riconosceva in questo vissuto antico la causa di parte delle somatizzazioni ed indagando più a fondo, con l’aiuto di uno psicoterapeuta, riusciva  a ricordare molto chiaramente l’evento passato e quindi liberarne le tensioni organiche accumulate.
Altra area dell’iride interessante è quella renale che può indicare una rigidità di pensiero, gelosia o la sensazione  di non sentirsi amati da chi in famiglia doveva accudirci(genitori, nonno,zii). In genere queste persone hanno difficoltà ad esprimere i propri sentimenti, mancano di autostima e sono molto insicuri.
I segni strutturali e cromatici dell’area della tiroide possono essere collegati ad un’esperienza di disagio vissuta di fronte ad altri o alla difficoltà di esporre verbalmente le proprie idee e la persona può essere molto dinamica o pigra.
Ultimo esempio di riflesso dello stato emotivo in un organo e quindi nell’iride è quello delle ovaie; segni strutturali sub acuti nella trama dell’iride, possono essere l’espressione di una persona molto chiusa in atteggiamento di difesa che ha subito in passato un’ingiustizia che l’ha ferita oppure una persona che si sente debole e indifesa nei confronti della società.
Da questi pochi esempi è possibile capire come nell’iride si rispecchia non solo tutto l’organismo, ma anche l’aspetto emozionale e psichico del vissuto di una persona.
Sono consapevole che l’uomo e il suo corpo è un meraviglioso esempio di armonia architettonica e vivendo nel rispetto del contesto naturale non può che esprimere l’armonia del creato e del suo Creatore. Eppure oggi le cose non stanno esattamente così!
Ci si incontra e scontra con una realtà che non è più genuina, dove l’armonia della natura è stata spezzata dall’intervento umano, e dove le persone sono in continuo fermento per risolvere le tante problematiche esistenziali legate alla vita quotidiana. L’uomo di oggi ha, quasi del tutto, perso la sua individualità di Essere unico e irripetibile. E’ una persona che vive in un apparente benessere, uniformata al contesto globalizzante e alle sue leggi. E nonostante ciò vive nella solitudine interiore… e quando qualcosa comincia a non andare bene si risveglia la parte istintuale -emozionale grazie alla quale è possibile rendersi conto, attraverso un processo introspettivo, di quello che siamo interiormente. Scopriamo da soli che non abbiamo solo un corpo da soddisfare, ma un’attività psichica complessa che ci diversifica dagli altri e qualcos’altro, poco considerato prima, come l’anima.
Il grande errore compiuto fino ad ora è aver considerato solo l’aspetto fisico tangibile.
Considerare l’essere nella sua trinità psichica, fisica ed animica rappresenta il punto di svolta verso una nuova interpretazione in senso olistico, quindi non più parti separate ma integrate e interdipendenti dove lo squilibrio di una si riflette sulle altre e viceversa.
Pitagora affermava che: “i grandi turbamenti passionali ed i forti patemi d’animo possono essere la causa di molti malanni fisici”, nulla di più vero. Mentre Aristotele ribadiva che “il corpo è lo strumento dell’anima”.
Questa visione olistica dell’individuo non è nuova, oggi la riscopriamo. Come oggi riscopriamo la fisica quantistica i cui presupposti concettuali sono stati espressi all’inizio del secolo scorso.
Bisogna progettare un nuovo paradigma del benessere in senso olistico, poiché è oramai risaputo dalle nuove scoperte della psiconeuroendicrinoimmunologia(PNEI) che ogni nostro turbamento emozionale genera sostanze che attraverso le vie umorali giungono agli organi bersaglio influenzando la fisiologia di tutto l’organismo. Adottando l’approccio olistico gli operatori sanitari in genere possono riorientare la loro visione della malattia e dell’uomo e conoscere i fattori di squilibrio e di riequilibrio.  Si sa che il benessere dell’organismo e della persona può essere influenzato non solo dai farmaci e dallo stress, ma anche dall’alimentazione, dall’attività fisica, dall’utilizzo di piante, da specifiche tecniche psicologiche, dallo yoga, ecc. e  anche da pratiche terapeutiche empiriche  millenarie che la  “scienza” comincia finalmente a rivalutare.
In questo momento storico stiamo assistendo al nascere di un nuovo paradigma, quello energetico-quantistico di Einstein e Reich e spirituale-energetico orientale, che lentamente sostituirà il modello meccanicistico di Newton.

Quello che mi auspico è che la medicina convenzionale e la medicina complementare possano incontrarsi, fondere insieme esperienze e conoscenze per dar vita ad una nuova medicina integrata per il bene dell’uomo, della terra, degli animali, delle piante e per la salvaguardia dell’umanità.
Grazie.



Aldo Alessi

Inserito martedì 20 ottobre 2009


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