26/02/2020
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Colombia Vive
Lettera aperta al Presidente Obama

Pubblichiamo la lettera aperta della Rete Italiana di Solidarietà:


LETTERA APERTA AL PRESIDENTE BARACK OBAMA
Rete Italiana Colombia Vive! Iniziativa Europea in difesa dei Diritti Umani in Colombia.
30 ottobre 2009, incontro con le Ambasciate degli Stati Uniti in diversi Paesi Europei


Roma, 12 ottobre di 2009

Onorevole Sig. Barack Hussein Obama
Presidente degli Stati Uniti
Premio Nobel della Pace 2009
La Casa Bianca
1600 Pennsylvania Avenue, NW
Washington, D.C. 20500

Con copia a
Senatore John Kerry Chairman del Comitato di Relazioni Esterne
Rappresentante David Obey Chairman dell'Appropiations Committee

Oggetto: Riflessioni sulla Certificazione dei Diritti umani concessa alla Colombia, con la facilita la possibile conferma dell'accordo militare bilaterale di questo paese con gli Stati Uniti.


Onorevole Sig. Presidente,

Nel presentare le nostre felicitazioni per il recente riconoscimento come Nobel della Pace 2009, oggi 12 ottobre, data simbolo nella storia dei Popoli latinoamericani,

NOI sottoscritti, Reti, Movimenti, Istituzioni ed Enti Locali europei

che lavoriamo per la difesa e la promozione dei diritti umani, desideriamo rivolgere a Lei la nostra speranza e la nostra richiesta di appoggiare la costruzione di nuovi percorsi che portino alla conclusione del conflitto armato colombiano.

Noi sottoscritti accompagniamo la popolazione civile colombiana che con il suo lavoro quotidiano, rischiando la propria stessa vita, rifiuta l'uso delle armi per costruire una cultura di pace: una vera strategia di resistenza alla violenza imposta dagli attori armati, generata dalle comunità afrodiscendenti, indigene e contadine, riconosciute come Comunità di Pace e in Resistenza civile, presenti su tutto il territorio della Colombia, strategia parallela al lavoro di sindacalisti e difensori dei diritti umani.

La nostra profonda conoscenza delle cause che determinano in Colombia la persistenza di un conflitto armato non riconosciuto e la violazione ai fondamentali diritti umani, ci spingono a rilevare la gravità della situazione sociale che vive la popolazione colombiana, in particolare poniamo l’accento sulle violazioni perpetrate dalle forze armate contro i civili, documentate nei report delle più importanti organizzazioni internazionali e sulla parapolitica, nella quale figura implicato perfino lo stesso presidente Álvaro Uribe Vélez, secondo le dichiarazioni rilasciate dai narcotrafficanti estradati nel suo Paese.

Ci preoccupa il fatto che, nonostante queste denuncie, sia stata concessa alla Colombia la certificazione dei diritti umani, requisito indispensabile per la possibile firma degli accordi militari bilaterali con gli Stati Uniti. Secondo il presidente Álvaro Uribe, l'obiettivo dichiarato di questo accordo è la lotta contro il narcotraffico; secondo l'ambasciatore statunitense a Bogotà, William Brownfield, l'intenzione dei due paesi è di "rendere attuale" una collaborazione già consolidata; spiegazioni queste, che non offrono nessuna informazione specifica per comprendere le ragioni che giustificano detto accordo .

Per questo, NOI, le organizzazioni internazionali sottoscritte, cercando in Lei, attuale Premio Nobel della Pace, appoggio e coerenza per aumentare la protezione della popolazione civile, Le esponiamo alcune riflessioni suggerite dal caso colombiano che è opportuno valutare nel suo insieme e che ci piacerebbe portare alla sua attenzione.

In primo luogo, la situazione dei Diritti Umani in Colombia diventa ancora più grave se volgiamo il nostro sguardo all'estrema vulnerabilità della popolazione. Gli stessi congressisti statunitensi riconoscono che, nonostante l'appoggio alla strategia di sicurezza chiamata "democratica" applicata dal presidente Uribe, persistono nel paese numerose violazioni perpetrate dalle forze armate della Colombia . Tra queste, sono state documentate: la collaborazione tra la forza pubblica colombiana e gruppi paramilitari, l'incremento delle esecuzioni extragiudiziali e dell'assassinio sistematico di civili e i gravi episodi conosciuti come "falsos positivos." Non bisogna dimenticare che la Procura della Nazione (Fiscalía General de la Nación) sta investigando casi che contano più di 1.700 militari e che, negli ultimi due anni, vedono incriminati deputati, senatori e alti funzionari legati al Governo, a causa dei loro vincoli con narcotrafficanti e paramilitari.

Non è difficile immaginare che la militarizzazione in Colombia, - paese colpito da un conflitto armato che non è riconosciuto dal governo e da una corruzione politica endemica -, determinerà una maggiore destabilizzazione interna che coinvolgerà ancora di più la popolazione civile nella guerra, incrementerà le violazioni dei diritti umani e rafforzerà la riorganizzazione di gruppi paramilitari e il riflusso dei gruppi guerriglieri. Fattori questi che costituiscono un maggiore ostacolo ai tentativi di conquista democratica dello stato di diritto e all'affermazione della sovranità del popolo colombiano nelle problematiche del suo stesso paese. Così come, nell'ambito delle relazioni internazionali, questo accordo debilita le possibilità di riannodare i rapporti diplomatici con i paesi vicini.

In secondo luogo, l'accordo militare bilaterale, perpetua la cooperazione militare tra i due paesi che è culminata nel 2001 con il Plan Colombia. Ciò nonostante, bisogna riconoscere, senza ombra di   dubbio, che questa strategia non ha avuto successo.
Nonostante i sei mila milioni di dollari investiti nell'assistenza militare per lo sradicamento delle coltivazioni di coca e per la lotta contro la guerriglia, non sono stati registrati cambiamenti significativi rispetto a questi problemi: la coltivazione di coca e la sua produzione non sono diminuite, la guerriglia non è stata sconfitta e il conflitto armato persiste. La preoccupazione espressa nel mese di settembre in una lettera diretta a lei e firmata da quindici legislatori statunitensi, è stata motivata dalla certezza che il “Plan Colombia” non ha raggiunto il suo obiettivo , così come confermato dalla Relazione dell'Ufficio Generale di Contabilità - GAO del mese di ottobre del 2008.  La constatazione del fallimento del “Plan Colombia” implica una riflessione innanzitutto etica sull’efficienza della risposta militare alle problematiche che hanno profonde radici in Colombia: la negazione dei diritti umani e la violenza.
Non dimentichiamo che l'annullamento dell'accordo militare tra gli Stati Uniti ed Ecuador, rispetto alla base di Manta, è stato motivato, così come affermato dagli stessi militari, per non avere raggiunto l'obiettivo iniziale di contrastare e ridurre il fenomeno del narcotraffico. Il fatto che, al contrario, questo fenomeno sia cresciuto visibilmente ci fa dubitare sull’efficacia degli accordi di origine militare nella lotta a questi problemi.

Bisogna aggiungere, senza nascondere la nostra profonda preoccupazione, che l'interesse dichiarato verso la Colombia dal Comando Aereo nordamericano nel suo documento ufficiale, non è l’illusione della lotta al narcotraffico, bensì la volontà di stabilire sette basi militari  che si trasformino in corridoi aerei per gli Stati Uniti. L’obiettivo di queste basi è assicurare presenza, mobilità e posizionamento alle operazioni militari statunitensi, in un paese la cui posizione nella regione è strategica, mettendo così in pericolo le democrazie in tutta l'America Latina.

Detto accordo militare è inoltre incompatibile con la costituzione colombiana del 1991 e la garanzia di giustizia, perché la permanenza di truppe straniere deve essere decisa con un trattato o un accordo internazionale che ha bisogno dell’approvazione di legge del congresso colombiano e della verifica di costituzionalità da parte della Corte. Benché il Presidente Uribe abbia affermato che il presente accordo è già parte di un trattato esistente, non ci sono elementi che lo confermino.

Bisogna sottolineare, Sig. Presidente, che le amministrazioni statunitensi precedenti al suo mandato e i governi colombiani hanno portato avanti una manipolazione del conflitto per assicurarsi il controllo del territorio con l’obiettivo di applicare un modello economico e politico di “sviluppo forzato” che ostacola il rispetto dei diritti fondamentali del popolo colombiano.

Come sicuramente lei saprà, la Colombia celebrerà nel 2010 il bicentenario della sua indipendenza ma, per quanto sopra detto, è indubbio che gli accordi militari con gli Stati Uniti, insieme  agli accordi economici e commerciali recentemente firmati, condannano il popolo colombiano a una subordinazione e dipendenza totale ed alla negazione del diritto a scegliere la sua vita politica ed economica.

Per questo, Signor Presidente Obama, Premio Nobel della Pace 2009

NOI, i sottoscritti firmatari, sentiamo l'obbligo morale di dare maggiore forza e di rendere pubblica la certezza che la militarizzazione non propizia la pace, né può garantire migliori condizioni di vita alla popolazione colombiana, né può ridurre l'emarginazione, la povertà ma, al contrario, peggiora le già ingiuste strutture sociali esistenti e mette in grave rischio tutti quelli che promuovono una cultura di pace.

Per questa ragione, Le chiediamo caldamente che ascolti la voce dei Popoli e diriga la sua attenzione e sensibilità al desiderato scambio umanitario che tanti colombiani e colombiane stanno portando avanti per raggiungere la pace, con immensi sforzi e coraggio.

La nostra aspettativa nei confronti del suo mandato è molto alta, per questo Le chiediamo di riconsiderare gli accordi con la Colombia rispettando e applicando i principi di onestà e di fermezza nel tema dei diritti umani.

Cordialmente,

Organizzazioni in Italia
Narni: Rete Italiana di Solidarietà Colombia Vive! Comune di Narni; Associazione Narni per la Pace;
Roma: Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie; Associazione A Sud; MIR - Movimento Internazionale di Riconciliazione; Fondazione Lelio e Lisli Basso Issoco
Genova: Comunità Cristiana di Base di Oregina; Transcultura Donna Onlus;
Cascina: Comune di Cascina, Assessore Roberto Lorenzi.
Pisa: Casa editrice per la Paz "Quaderni Satyágraha."

Organizzazioni Spagnole
Madrid: ONG XXI Solidale;
Barcellona: Collettivo Maloka

Organizzazioni Austriache:
Austria - Movimento Internazionale di Reconciliación/Vienna.  diffonde l'iniziativa nel paese, deve confermare la sua adesione,

Organizzazioni Francesi:
Paride: ACAT, Action dia Chrétien pour l'abolition della Torturi, diffonde l'iniziativa nel paese, deve confermare la sua adesione,

Organizzazioni del Portogallo:
Tamera: Istituto per la Pace Globale, Phoebe Andrea Regelmann

Organizzazioni negli Stati Uniti:
Medison, Wisconsin - CSN Colombia Support Netwok

Organizzazioni in Belgio:
Westerlo - Comune di Westelo, sindaco e assessore alla cooperazione Harry Plettinx; Federazione delle Parrocchie di Herselt, Hulshout e Westerlo; Alleanza per la Pace Comunità di Pace di San José di Apartadó, Paulus De Wolf e Sus Van Olmen;

Persone:
Vittorio Agnoletto - ex eurodeputato Gue/Ngl – Sinistra unitaria europea; Milò Bertolotto -Assessora Inziative per la Pace della Provincia di Genova ; Annalisa Melandri/Periodista; Caterina Heyck Puyana - Investigadora Doctorado Instituto de la Paz y los Conflictos Universidad de Granada / España; Natalia Biffi; Michelle Ciricillo – Fondatore Rete Italiana;  Gaia Capogna;





Inserito giovedì 29 ottobre 2009


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