14/04/2021
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La scelta della cremazione a Perugia
e lo spargimento delle ceneri in natura


 

In Italia la scelta del rito della cremazione si sta estendendo sempre più, particolarmente in alcune aree,e  ormai accomuna credenti e non credenti. A Perugia si pensò di fondare una società per la cremazione in un’ assemblea pubblica convocata nella sala del Consiglio Comunale nella lontana domenica dell’11 maggio 1884. E tutt’oggi a Perugia è operativa un’associazione che conta oltre mille iscritti. Mentre nel cimitero monumentale è operativo il Tempio Crematorio e in questi ultimi tempi è stata realizzata la Sala del Commiato e sta per essere ultimato il Giardino delle Rimembranze per lo spargimento delle ceneri. Infatti la legge dello Stato consente lo spargimento delle ceneri in natura o la conservazione domestica. Il problema, però, è che in Umbria la legge nazionale nel passaggio alle competenze legislative regionali non è ben regolamentata e, quindi, di difficile applicazione. Per questo ci si rivolge alla nuova Giunta Municipale perché, nel riconoscimento di tutti i diritti di cittadinanza, intervenga secondo le sue competenze e nel rispetto della orgogliosa laicità che ha contraddistinto la nostra storia. Anche perché alcuni comuni hanno assunto in materia un ruolo da protagonisti. Come, ad esempio, il Comune di Torino che ultimamente ha iniziato gli studi per consentire lo spargimento delle ceneri nel Po. Così non si capisce perché non possa succedere lo stesso a Perugia, per quanto riguarda il Tevere. Un fiume che non sarà oggetto di folkloristiche cerimonie per la nascita della cosiddetta nazione padana, ma che possiede anch’esso una sua indiscussa sacralità storica.




Lauro Ciurnelli, membro direttivo associazione per la cremazione di Perugia

Inserito sabato 14 novembre 2009


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