23/01/2021
direttore Renzo Zuccherini

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PROGETTO REGIONALE “MAI Più Violenze"
Mille Azioni e Interventi Per Impedire Ulteriori violenze


Il progetto regionale Mai Più Violenze  è stato promosso con la volontà di rafforzare nella regione Umbria la capacità di rispondere, come sistema complessivo, al fenomeno della violenza di genere. A tal fine si sono impegnati la Regione Umbria, la Provincia di Perugia,  8 Comuni, le 4 Asl regionali, numerosi soggetti del Terzo Settore (privato sociale) e del mondo dell’associazionismo.
Un ambito in cui si è investito molto è la formazione sul tema violenza di genere, articolato in tre cicli seminariali.
I destinatari sono gli operatori sociali di Consultori e Comuni, Forze dell’Ordine, Assistenti Sociali, Educatori Professionali, Medici di base, Ostetriche, Infermiere, Ginecologi, Giornalisti, Operatori del volontariato, OSS di ASL e Distretti, Operatori del Pronto Soccorso, Operatori Sociali, Operatori degli sportelli-donna, Mediatori culturali, Ordine degli Avvocati, Magistratura, Ordine degli Psicologi, Insegnanti e Dirigenti Scolastici.
  Il primo appuntamento è stato il ciclo di seminari di formazione di base a cui hanno preso parte 182 persone che hanno affrontato i temi  della violenza di genere; dei fattori di rischio, della costruzione sociale del maschile e del femminile; della legislazione in materia; dell’aiuto alle vittime; dei percorsi di rilevazione, protezione intervento ed infine dello strumento dell’autoaiuto.
A seguire, dopo l’estate, è partito il secondo ciclo di seminari di approfondimento; i partecipanti sono stati 177 tra operatori dei vari settori. Il primo incontro ha curato il tema della “condivisione di un approccio e di un linguaggio verso il fenomeno della violenza di genere, per una metodologia di lavoro di rete”. Si è affrontato poi quello del “lavoro di rete a livello nazionale ed internazionale e delle buone prassi”; si sono toccati gli “ aspetti conoscitivi medico-giuridici nei casi di violenza sulle donne e gli aspetti giuridico-legali”. Si è parlato dei  gruppi di mutuo aiuto come risorsa da mettere in campo per donne vittime di violenza e infine una riflessione sull “autovalutazione e accettazione di sé; sul concetto di assertività ed empowerment e sull’autostima: cos’è e come è implicata nei percorsi di uscita dalla violenza”.
Le giornate studio, otto in tutto (tre per la formazione di base e cinque per l’approfondimento) sono state realizzate in quattro città umbre: Città di Castello, Marsciano, Orvieto e Spoleto; il calendario della formazione ha impegnato i mesi di giugno, settembre e ottobre.
Il materiale prodotto e una panoramica sul progetto si possono trovare nel sito www.maipiuviolenze.it che contiene varie sezioni i cui contenuti saranno inseriti e aggiornati progressivamente seguendo l’evoluzione del progetto.

Nel corrente mese si sta infine realizzando la formazione rivolta al mondo della scuola dal titolo “L’educazione alla relazione di genere nella scuola”. Il percorso si rivolge al personale delle istituzioni scolastiche secondarie ed ai Dirigenti Scolastici, partito a Città di Castello il giorno 11 novembre e che qui proseguirà il 19 e  26 novembre. Le altre sedi che ospiteranno il seminario sono Orvieto, Spoleto e Perugia, con il seguente calendario: Orvieto 18, 25 novembre e 01 dicembre, Spoleto nei giorni 19, 24 novembre e 02 dicembre e Perugia  03, 09 e 11 dicembre.

Finalità è la prevenzione della violenza a partire dalle giovani generazioni e dall’agenzia educativa scolastica. E’ importante dotare gli insegnanti di strumenti utili ad attivare una riflessione sulla percezione che hanno gli adolescenti sulla violenza di genere, soprattutto per superare la visione stereotipata che spesso c'è dietro questo tema, ed attivare risorse e percorsi di sostegno per la convivenza di genere.
Gli obbiettivi degli interventi nella scuola mirano a diffondere conoscenze sugli stereotipi culturali legati al genere, sulla violenza alle donne e sugli strumenti adatti a prevenirla; si vuole inoltre favorire la diffusione di una cultura di convivenza di genere che possa avere ricadute pragmatiche nei diversi contesti relazionali (famiglia, lavoro, scuola, spazi di aggregazione....); favorire l'ascolto ed il riconoscimento del disagio e della violenza di genere in tutte le sue forme; creare spazi di ascolto e di confronto che possano facilitare l'espressione di eventuali disagi. Gli argomenti trattati sono
 -Rappresentazione del maschile e femminile nel mondo della scuola
 -Processi educativi. Migrazioni e questioni di genere. Dagli stereotipi di genere alla  consapevolezza di genere,
  -La violenza di genere. Gli strumenti per riconoscere e percepire il disagio dalle/dagli  adolescenti dal punto di vista medico e psicologico.
 -Dall’ordine simbolico all’ordine sociale: la lingua come espressione dell’identità di genere.
 -Il gruppo di classe come contesto per la promozione della convivenza tra i generi e le  culture.




Inserito sabato 14 novembre 2009


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