29/02/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Privatizzazione del servizio idrico e Piano di tutela delle acque
Comunicato degli Ecodemocratici


 

    L'acqua oggi è al centro di un acceso dibattito istituzionale nel Paese e nella nostra Regione.

Da una parte c'è il D.L. relativo alla privatizzazione della gestione delle risorse idriche del Governo nazionale che vede noi ecologisti democratici molto preoccupati per il rischio concreto che l’acqua, bene comune ,diventi una”merce” in mano ai grandi speculatori finanziari; dall’altra il "Piano di Tutela delle acque" in discussione al Consiglio Regionale sul quale esprimiamo un sostanziale giudizio positivo e di cui auspichiamo l'approvazione entro questa legislatura regionale.

Il piano di tutela delle acque è lo strumento di governo con cui la Regione pianifica le azioni indispensabili e necessarie ad attuare gli obiettivi previsti dal D.L. 152/99 ovvero :

-      Prevenire e ridurre l’inquinamento e attuare il risanamento dei corpi idrici inquinati;

-      Conseguire il miglioramento dello stato delle acque ed adeguate protezioni di quelle destinate a particolari usi;

-       Perseguire usi sostenibili e durevoli delle risorse idriche, con priorità per quelle potabili;

-       Mantenere la capacità naturale di auto depurazione dei corpi idrici, nonché la capacità di sostenere comunità animali e vegetali ampie e ben diversificate.

Il piano di tutela delle acque definisce quindi le misure necessarie a proteggere, salvaguardare e tutelare una risorsa limitata e sempre più minacciata dall’attività umana e a raggiungere e mantenere gli obiettivi di qualità ambientale per i corpi idrici significativi superficiali e sotterranei .

Il piano inevitabilmente impatta su più fronti : settore civile, agricolo, zootecnico, economico e di riutilizzo dei reflui. Nel settore civile è importante prevedere la riduzione delle perdite in rete e l’adozione di tecnologie per il risparmio e il riciclo. Nel settore zootecnico fondamentale è invece la riduzione degli apporti di sostanze inquinanti e la regolamentazione di pratiche e attività a forte impatto   ambientale. Dopo le note vicende legate ai depuratori di Bettona e , in misura minore, di Marsciano è d’obbligo una riflessione sul tema dell’elevato carico di suini su tali territori; Il Piano, in quanto strumento di tutela dei corpi idrici, ha il compito di definire quale carico zootecnico massimo le acque superficiali e sotterranee di quel territorio possono sopportare. Una volta chiarito questo parametro tutte le scelte, non   più negoziabili, dovranno venire di conseguenza : numero massimo di capi consentito,, modalità di trattamento  dei reflui e della loro utilizzazione agronomica, ecc.

     Nel   frattempo riteniamo giusta e opportuna la decisione del Comune di Bettona di sollevare la CODEP dall’incarico di gestione del Depuratore e sollecitiamo un confronto con tutti i soggetti interessati, ivi compreso le Associazioni ambientaliste e Istituti scientifici per trovare la migliore soluzione sul piano gestionale e tecnico per la gestione dell’impianto.

                                                  Il Coordinatore Regionale   degli Ecodem

                                                   Sergio    Santini




Inserito martedì 1 dicembre 2009


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