29/05/2020
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L'Università di Perugia riassume i “baroni” in pensione, con il titolo di Professore Emerito
Con un regolamento “ad personam”


I Ministri Gelmini e Brunetta hanno dichiarto guerra alle “baronie” universitarie con il noto decreto legge 180/08 nonchè la “riforma Brunetta” che prevede, tra l’altro, il collocamento a riposo dei professori che hanno superato limiti di età contributiva. Il Ministri non immaginavano di dover fare i conti con chi sembra non aver gradito il forzato pensionamento. L’Università di Perugia, o meglio il suo Senato Accademico, ha recentemente messo a punto un proprio “regolamento sulle attività dei professori emeriti”, (D.R. n. 2077 del 5.10.2009) che attribuisce al solo Rettore il potere di conferire l’ambìto titolo. Inoltre, sempre secondo il regolamento, i “nuovi” professori emeriti, pur non facendo parte del personale di ruolo, possono essere responsabili di progetti di ricerca, richiedere e gestire finanziamenti, ricoprire incarichi accademici come l’insegnamento nei corsi ufficiali, la partecipazione ai consigli di dipartimento e di corso di studio, la presidenza delle commissioni di laurea ecc, con l’esclusione della partecipazione al consiglio di Facoltà e la possibilità di ricoprire il ruolo di Preside: in pratica quasi “tutto come prima”: basta essere amici “vicini” al rettore, farsi nominare emeriti e il gioco è fatto.
La cosa strana è che nessuno si è accorto che questo regolamento è in contrasto con le leggi nazionali. Infatti secondo la legge n. 311/58 (GU n. 091 del 15/04/1958) che richiama l’art. 111 del “Testo Unico delle leggi sull’istruzione superiore” RD n. 1592/33, il conferimento del titolo di Professore Emerito spetta alle più alte cariche dello stato “previa deliberazione della Facoltà cui l'interessato apparteneva all'atto della cessazione dal servizio” e NON spetta certo all’arbitrio del Rettore come vuole il regolamento. Non solo: Sempre secondo le leggi nazionali “al professore emerito non competono particolari prerogative accademiche” dove invece il regolamento concede i molti ruoli accademici sopra citati. Possibile che a nessuno sia venuto in mente di sollevare qualche dubbio di legittimità?
Questo regolamento assomiglia tanto alle odiose leggi ad-personam che favoriscono pochi a discapito di molti. Si, perché se l’Università non sente la necessità impellente di ricoprire insegnamenti (ricoperti gratuitamente dagli Emeriti) non tenta neanche di far bandire nuovi concorsi per professore. Non solo: gli emeriti “in attività” utilizzeranno spazio e risorse, già tanto esigue per il personale di ruolo, per i noti recenti   tagli. Provate a farvi un giro negli uffici e toccate con mano l’inadeguatezza degli spazi a disposizione del personale di ruolo. Gli uffici liberati dai professori andati in pensione darebbero un po’ di sollievo a chi da decenni occupa una postazione di lavoro ricavata da sottotetti, sgabuzzini senza finestre, pezzi di corridoio tramezzati, laboratori zeppi di apparecchiature.




Un gruppo di personale di ruolo dell'Università di Perugia

Inserito domenica 3 gennaio 2010


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Commenti

Nome: Nene
Commento: Chi sono quei signori boriosi travestiti in modo carnascialeso?

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