27/02/2020
direttore Renzo Zuccherini

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Quei catafalchi incombenti,
incubo consumista, ossessione delle merci...

Colgo l'occasione per introdurre un tema che mi pare non sia stato ancora sollevato. 
Il primo di cui dicevo prima è il progressivo dispiegamento nelle aree suburbane ma sempre di più anche negli interstizi dello spazio urbanizzato, di quei furgoni, pianali a quattro ruote, furgonati, camioncini e quant'altro che portano enormi cartelloni pubblicitari e sostano fermi e
immobili per mesi e anni in un certo posto prescelto. Avete presente? Cartelloni ambulanti, motorizzati, semoventi, fra un po’ li vedremo installati sulle barche in mezzo al mare!
Rispetto a questo proliferare obbrobrioso e offensivo per l'occhio (che vuole sempre la sua parte...) e per il cuore, che si stringe davanti a tale dimostrazione di inciviltà e menefreghismo sociale, volevo da parecchio tempo chiedere qualche informazione su ad esempio:
1) se i terreni di sosta degli obbrobri vaganti sono affittati da privati o c'è anche qualche proprietà pubblica sulla quale questi moderni orrori vengono installati;
2) se esiste un Piano comunale per la razionalizzazione degli spazi pubblicitari e se questi rimorchi di letame vengono compresi alla voce "cartellonistica", se vengono posti dei limiti e se c'è qualcuno che controlla e riferisce. E dunque se si può leggere quello che ha riferito. Se
insomma e in quale modo questo malfamato metodo di rincitrullimento di massa si incrocia con la sfera dell'amministrazione comunale e/o regionale (provinciale?) magari per il fatto di dover pagare una concessione;
3) se infine, tenuto conto che nella città di Roma (pesantemente aggredita dalla cartellonistica stradale) il sindaco Walter Veltroni, nume del centrosinistra cui fa riferimento la giunta comunale perugina, aveva dato battaglia contro l'abusivismo dei megacartelloni pubblicitari, facendone
rimuovere dalle ruspe comunali un discreto numero, non molto alto, ma comunque un segnale forte, il governo di Perugia non ritenga abusive tali subdole mistificazioni antieducative chiamate pubblicità cartellonistica stradale, e al pari del nume Walter, si decida a rimuoverle.


Con i miei migliori saluti.
Guido Maraspin

 

 

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Guido Maraspin

Inserito mercoledì 1 ottobre 2008


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