22/01/2021
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Ma che Crocefisso è questo?
Un giudice cacciato dall'ordine giudiziario, un professore sospeso: il Crocefisso deve far paura? - LEGGI IL COMMENTO


Sono inquietanti le notizie sulle punizioni inflitte ai pubblici dipendenti che si sono in qualche modo opposti all'obbligo di avere il Crocefisso come simbolo di riferimento. Un giudice è stato espulso dalla magistratura, un insegnante è stato sospeso: sembra che il messaggio sia davvero minaccioso.
Ovviamente, so bene che la questione del crocefisso nei luoghi pubblici suscita reazioni viscerali, perché tocca nel profondo il livello simbolico. Per questo è necessario evitare ogni tono di crociata o di iconoclastia, soprattutto perché sappiamo bene che chi (irresponsabilmente) assume tali atteggiamenti lo fa solo per sfruttare l'emotività a scopo politico, cioè a fini di potere.
Ma qui non siamo di fronte a una questione astratta: due organi dello stato hanno stabilito che chi non accetta, per sé, l'imposizione del simbolo, perde il posto di lavoro.
La conseguenza è che chi lascia esposto il crocefisso lo fa per evitare di perdere il posto?
Io credo che questo uso del Crocefisso non possa lasciare indifferenti le coscienze.
Parlo soprattutto dei cattolici sinceri, quelli che vedono nel Crocefisso un simbolo religioso e non un simbolo "etnico" o politico, un segno di comunione e non di esclusione: davvero pensano che la presenza di un Crocefisso, esposto per decreto legge e per paura, possa avere un valore religioso? Che avvicini le persone, e le aiuti a riconoscersi in valori comuni?
Sono sicuri che si tratti del "Crocefisso", cioè di quel Cristo di cui parlano i Vangeli, e non di qualcos'altro?
Mi piacerebbe scambiare riflessioni e opinioni su questo tema.
   



Renzo Zuccherini

Inserito domenica 24 gennaio 2010


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Commenti

Nome: Roberto
Commento: Ad una trasmissinone televisiva Margherita Hack (nota astrofisica italiana) ha detto di trovare tanta ipocrisia nel sentire che proprio la lega nord ora è la sostenitrice dell'affisione "obbligatoria" dei crocefissi in tutti gli edifici pubblici, quando, proprio la lega, va contro i più basilari dettami di Cristo di aiuto ai più deboli e ai più bisognosi (vedi immigrati). Questa ipocrisia è, secondo me, il riassunto della nostra società.

Nome: francesco
Commento: purtroppo mi tornano in mente tempi bui:l'inquisizione...le crociate...le minacce di condanna a galileo galilei...e chi più ne ha più ne metta! stiamo tornando prepotentemente al medio evo?

Nome: Daniele
Commento: Forse bisogna distinguere tra religione e fede. La religione è cosa pubblica, sovente invadente o coinvolgente la sfera politica (e viceversa), tale che qualsivoglia simbolo (soprattutto se imposto), ad essa correlato o vincolato, può essere interpretabile come forma di potere e quindi di violazione di libertà. La fede fa parte della sfera privata, che ognuno può e deve vivere (e gestire) personalmente, nel rispetto dell'altro e della fede dell'altro; e per fede intendo non necessariamente credere in un Dio e/o in più di un Dio (o altro di similmente 'sacrale' o 'ultraterreno'), ma anche credere in altri valori, altrettanto profondi e condivisibili, che in ogni caso possono trascendere la pura e semplice interrelazione tra esseri umani. Ne può conseguire che potrebbe essere l'etica, forse, a salvare il sociale, svincolandolo dal primitivo individualismo o dalla dispotica imposizione di simboli religiosi, quando strettamente connessi con il potere (anche) politico. Le strutture e le istituzioni pubbliche (e laiche), nei tempi che corrono, dovrebbero valutare tutto ciò ed evitare sia eccessivi simbolismi legati a religiosità che possono essere intrepretati come potere religoso, e quindi 'potere' in quanto tale('nessun potere' è 'buono', cantava De Andrè), sia esasperati qualunquismi che potrebbero anche offendere la religiosità intima di persone, gruppi o popolazioni (da non confondere, appunto, con la religione, che è altra cosa). Più che esasperare la presenza o l'assenza di simboli e/o simbolismi correlati a specifiche 'religioni', potrebbe essere utile cominciare a insegnare a scuola la 'vera' storia delle religioni (e di tutte le altre forme di 'credo' che religione in senso stretto potrebbero non sembrare tali, ma che comunque possono coinvolgere intere e numerose genti). E' difficile in poche parole esprimersi su di una problematica così vasta e complessa, ricca e densa di interpretazioni e interpretabilità non di rado strumentali; ma spero che questo mio minimo contributo possa rispecchiare il piacere (seriamente inteso) e l'importanza di comprendere e comprendersi. Grazie e scusate se posso stato semplicista o banale o non comprensibile.

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