29/02/2020
direttore Renzo Zuccherini

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NONA UDIENZA BRUSHWOOD


Anche questa mattina una udienza molto veloce. Sono stati sentiti 15
testimoni della difesa. In particolare gli avvocati di Dinucci hanno
convocato gli esperti di Roma che hanno effettuato le perizie
calligrafiche e biologiche sulle presunte rivendicazioni COOP-FAI
dell’incendio ad un cantiere edile e della lettera con proiettili
inviata alla Presidente umbra Lorenzetti. I quattro testi – che la
Procura ha omesso di ascoltare – hanno confermato che non sono state
trovate tracce biologiche sulle rivendicazioni. E’ stata invece
trovata, in un caso, una impronta digitale all’interno della busta.
Risultato: non appartiene a nessuno degli imputati! Inoltre, hanno
confermato le donne interrogate dai legali di Andrea, è stata fatta
una comparazione con la segretaria del giornale che ha aperto la
missiva; questo significa che non è possibile che quelle impronte le
abbia lasciate lei.

Il PM Comodi si è semplicemente limitata a chiedere se la comparazione sia stata fatta anche nei confronti della molteplicità di impiegati postali che possono aver toccato la lettera. Ovviamente la risposta era negativa, quindi relativamente a favore dell’Accusa, ma ci pare assurdo che un postino possa toccare l’interno di una busta chiusa.

Quattro testimoni sono stati ascoltati anche dalla difesa di Fabiani.
La loro testimonianza, come quella di due settimane fa del
sindacalista della RdB Magrini, è andata a confermare l’alibi di
Michele per l’episodio che lo vede imputato come presunto autore
dell’incendio dell’Ecomostro di via della Posterna. Due in particolare
hanno fornito un quadro molto dettagliato a favore di Michele: il
primo, Maurizio Getti, non poteva non ricordare quella data, poiché il
24 luglio era il suo compleanno che ha festeggiato in compagnia di
Michele e di altre persone, alcuni di questi citati infatti dalla
difesa, mentre il 27 luglio è morto suo padre, quindi non poteva non
ricordare quella notte come l’ultima veramente felice prima di quel
lutto; l’altro, Carlo Romagnoli, era colui che presiedeva il dibattito
ambientalista nel quale Michele era ospite, quindi non poteva essere
andato ad incendiare alcunché.

La prossima udienza è fissata per il 30 marzo. La Corte proverà ad
esaurire i testimoni della difesa, che però sono ancora molti, oltre
quaranta. Un’altra udienza infatti è già stata fissata per il 20
aprile.




COMITATO 23 OTTOBRE

Inserito mercoledì 3 febbraio 2010


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