27/11/2021
direttore Renzo Zuccherini

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Quando le fabbriche erano nel borgo
Presentazione del volume "Fabbriche in città"

 

Oggi sembra impensabile: eppure fino solo a qualche decennio fa, nei vicoli e nelle stradine del centro storico, dentro la cerchia delle mura medievali, operavano diverse aziende che davano lavoro a centinaia di dipendenti. Dobbiamo provare a immaginare via del Fagiano, ancora agli inizi degli anni Sessanta, ove arrivavano la mattina, e ripartivano la sera, fino a centosettanta operai, riempiendo di vita e voci quelle viuzze che oggi ci appaiono deserte e solitarie.
Alla base della nascita di tutte le nostre aziende manifatturiere, c’è la tradizione artigiana, che aveva fatto la fortuna della città nel Medioevo e aveva resistito anche sotto il giogo pontificio. Nell’Ottocento, il desiderio di realizzare un nuovo stato di prosperità spinse la borghesia liberale a trasformare le abilità artigianali in attività industriali. Tra le prime sedi, troviamo scantinati di palazzi signorili, ex conventi, ex chiese; ma il modello che torna sempre è quello dell’artigiano che ha la casa sopra la “bottega.
Con la crescita dell’attività imprenditoriale, le vecchie sedi diventano insufficienti: espulse dall’area medievale, esse si insediano in nuovi stabilimenti in periferia (Fontivegge, Ponte San Giovanni, S. Sisto, Ellera). E accanto ai nuovi stabilimenti subito crescono nuovi quartieri.
Questa storia è raccontata da Renzo Zuccherini nel volume Fabbriche in città (Edizioni Era Nuova), che invita a percorrere le strade cittadine alla ricerca dei luoghi in cui nacquero e operarono le nostre fabbriche. Il volume infatti fa parte de i camminaPerugia, una serie di itinerari tematici tesi alla riscoperta di alcuni aspetti dell’identità cittadina.
Ed infatti l’itinerario di Fabbriche in città, che parte ovviamente dalla Fontana maggiore, ci porta a ritrovare innanzitutto la prima sede della Perugina in via Angusta, e poi, scendendo in via del Roscetto, l’antico Stabilimento bacologico. La maggior parte delle fabbriche era comunque nel rione di Porta S. Angelo:  le Officine Piccini in via del Fagiano, La Saffa a S. Caterina nuova, e lo straordinario complesso di S. Francesco delle Donne, che ospitò a lungo la Filanda Faina e poi le ceramiche La Salamandra, e che oggi continua la grande tradizione artigianale con i Tessuti Brozzetti. Alla Conca troviamo la Valigeria e i laboratori di Piselli. Risalendo verso il centro incontriamo Palazzo Bonucci che fu sede del Lanificio Bonucci, trasferito a Ponte Felcino fin dal 1861, e abbiano la sorpresa di  riscoprire la Fabbrica di birra: molti perugini non lo sanno, ma per molti decenni qui fu prodotta la birra “Perugia”. Sotto la Rupe e la mole del Mercato coperto troviamo l’Officina elettrica, vero centro di modernizzazione della città, e, più discosto, in Porta S. Pietro, il celebre laboratorio di terrecotte Biscarini-Angeletti. 
Ed essendo Porta S. Angelo, come si è detto, sede di tante aziende storiche e residenza di un numero di lavoratori di tali aziende, proprio a P.S. Angelo, sabato 4 ottobre, alla Sala “Miliocchi” in Corso Garibaldi, si è tenuta la presentazione  del volume,  organizzata da: l’Associazione Vivi il Borgo, la Società Operaia di Mutuo Soccorso, le Edizioni Era Nuova e la rivista “Risonanze”.
Sono intervenuti il prof. Paolo Bartoli dell’Università di Perugia e Primo Tenca, presidente dell’Associazione Vivi il borgo. L’autore ha proiettato foto e immagini d’epoca, tratte dal volume.
Al termine della presentazione, c'è stata una cena di sottoscrizione per la rivista Risonanze.




Inserito giovedì 2 ottobre 2008


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