09/07/2020
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La profezia di Piazza S. Apostoli
Mille battute di LettereRformiste

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LettereRiformiste
   Altiero Spinelli

       Perugia

Sono passati 8 anni da quando Nanni Moretti gridò a Piazza Santi Apostoli che con questi dirigenti non avremmo mai vinto. In molti pensammo (sperammo) che si trattasse dell’invettiva di un intellettuale mosso dalla passione civile, e non di un’analisi politica. Crediamo sia ora di ricredersi. E non per astio verso questa o quella persona o verso tutta una classe politica composta (con le dovute eccezioni che sono appunto tali.) da brave persone, oneste, mosse da un’idea alta.

Che cosa impedisce a queste persone di essere classe dirigente? Azzardando: la mancanza di un costume di dibattito politico. Che cosa ha finora ostacolato l’acquisizione di un costume di dibattito politico? Azzardando ancora: il DNA terzinternazionalista presente nel PCI fin dalla nascita, che fu imposta dalla III Internazionale (quella di Lenin) come scissione minoritaria dal PSI. Non che allora non ci fosse dibattito: ma era tutt’al più ideologico, degenerato poi con Stalin in cannibalesca resa dei conti tra gruppi di potere. Rimaneva fuori la discussione politica a suo tempo intesa da Rosa Luxenburg, nella sua polemica con Lenin, come conquista di consenso e non come imposizione di un’avanguardia rivoluzionaria che non poteva tollerare il dissenso.

E così si formò negli anni ’20 e ‘30 il gruppo dirigente del Pci, anche per effetto della clandestinità; tale rimase una volta uscito dalla clandestinità e dalla Resistenza per entrare a pieni polmoni nel bipolarismo post-Yalta teorizzando una mitica unità della classe dirigente a salvaguardia del partito da un nemico di classe sempre pronto ad infiltrarsi direttamente con i suoi agenti o appoggiando le manovre subdole dei transfughi. Tale l’abbiamo conosciuto molti di noi. Tale lo ritroviamo qua e là nello statuto del Pd.

Terza domanda: come rompere la profezia di Piazza S. Apostoli? Terza risposta: intervenendo sul DNA. Cambiando lo Statuto del Pd per legalizzare il dissenso organizzato. Nelle nostre condizioni solo così si formerà una vera classe dirigente.




Gianni Barro

Inserito sabato 6 febbraio 2010


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