02/06/2020
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Siano accolti gli esposti delle liste escluse

 (messaggio Facebook, 28 febbraio alle 19.56):

In questi ultimi mesi, la politica umbra, in particolare a Sinistra, è bloccata in una discussione su se stessa. Legge elettorale e “listini” sembrano l’unica cosa di importante che riesca ad attirare l’attenzione dei nostri rappresentanti Regionali.
L‘approvazione di una nuova legge elettorale a soli pochi mesi dal voto non è certo un buon esercizio di democrazia, soprattutto, quando a causa di questa non si permetterà la partecipazione di alcune forze politiche e movimenti civici regionali tra cui le liste dei Radicali, dei “Grillini” e di Sinistra Critica.
Dico subito che la nuova legge nella sua stesura non mi è sembrata malvagia, altra cosa è il giudizio sulla sua applicazione.
Due le questioni sul banco degli imputati: il “Listino” e le “Firme” per la presentazione delle liste.
Il “Listino” di maggioranza, è una lista bloccata, composta da sei nominati, e legata alla Candidata Presidente. Queste sei persone non dovranno chiedere le preferenze, ma avranno un posto garantito nel Consiglio Regionale, in caso di vittoria della coalizione che appoggiano. Sei consiglieri su trenta, nominati e non eletti. Tale listino, può divenire uno strumento utile e “democratico” se venisse usato per portare in Consiglio regionale personalità della società civile, del mondo dell’associazionismo, dell’università, o giovani, che, nei loro rispettivi campi di lavoro, hanno dimostrato ottime capacità. Tutte persone che, non avendo Partiti organizzati al loro seguito, avrebbero difficoltà a partecipare ad una competizione elettorale dominata dai professionisti delle preferenze, spesso silenti nel dibattito politico, ma roboanti quando si tratta di contare i voti. Stessa questione per le “Firme”, cioè le duemila firme nella provincia di Perugia e le 1200 della provincia di Terni, richieste per presentare le liste alle elezioni del 28 e del 29 marzo. Se fosse stata applicata regolarmente la Legge Nazionale, cioè avere sei mesi a disposizione per racimolarle, nessuna delle tre liste escluse avrebbe avuto problemi a presentarsi e si sarebbe eliminato il proliferarsi di liste civetta, costruite all’ultimo minuto, e utili solo a forviare l’elettore disattento.
Quello che rende sterile ogni discorso di principio sulla legge elettore è stata la sua applicazione. Infatti nel listino del centro Sinistra, collegato alla Probabile Presidente Marini, troviamo esclusivamente Segretari di partito ed esponenti politici di lungo se non lunghissimo corso. Bottini, Bracco, Rossi, Brutti, Carpinelli e Rometti. Eccoli sei nomi che nei fatti vanno a rappresentare la volontà di difendere una casta. Anche l’IdV, che con il suo Capogruppo in Consiglio Regionale, Oliviero Dottorini, aveva attaccato in maniera energica questa legge (col senno di poi a ragione), si è poi ributtata nel branco che difende le poltrone, non solo accettando un posto nel listino (l’avremmo fatto anche noi) ma non cogliendo la possibilità di dare un segnale di rinnovamento (noi l’avremmo dato) proponendo Paolo Brutti: sindacalista negli anni “80, iscritto al Pci e poi al PDS, dal 2001 al 2007 Senatore con i DS. Nel 2008 passa all’Italia dei Valori con la quale viene candidato, prima alle Europee del 2009 senza successo, poi nel listino della Casta che sicuramente gli darà maggiori fortune. Per carità persona onesta e capace, ma che sicuramente non rappresenta quella spinta al rinnovamento che il “listino” poteva incarnare. Difesa della casta che si fa ancora più forte quando, per la raccolta delle firme, non si danno i sei mesi previsti dalla legge, ma poco più di uno.
Gli esposti presentati dalle liste escluse mi auguro sinceramente che vengano accolti, in caso contrario darò la totale disponibilità a cercare ogni strada possibile per iniziare a ridare un minimo di decoro democratico a questa competizione elettorale, magari provando anche a parlare di programmi.


Fabio Barcaioli

Inserito lunedì 1 marzo 2010


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