19/07/2019
direttore Renzo Zuccherini

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Dove sgorga l'acqua
I camminaPerugia alla scoperta dei mestieri dell'acqua - Fotocronaca

(fotografie di Francesco Pucci)


La bella giornata, la prima dopo tanto inverno, ha invogliato un bel gruppo di persone a interrogare la città per scoprirne le sue risorse più intime, come l'acqua che si raccoglie sotto le sue case e i suoi orti e scaturisce alla base dell'acropoli.
Siamo partiti dal vialetto della scala mobile di via Pellini, dove abbiamo ricordato la prima piscina realizzata a Perugia, all'inizio degli anni Sessanta, e che fece provare a tanti giovani perugini il piacere di nuotare.

 


A metà delle scale mobili, abbiamo trovato i nicchioni sul muro della Canapina, dove macerava la canapa destinata a diventare corda o tessuto.


Siamo poi saliti sull'acropoli, alla piazza del Sopramuro, davanti a quello che un tempo era il "Tempio delle lasche", la pesceria ottocentesca ove si vendeva il pesce del Trasimeno, oltre alla porchetta e alla carne delle "bestie scollate" (la bassa macelleria).


Scendendo per via Alessi in via Angusta, abbiamo ricordato i bagni pubblici che vi erano (poi trasferiti al villino Mavarelli e infine al Diurno del Brufani).

Più sotto, in via delle Conce, uno degli ultimi vespasiani ha offerto lo spunto a un vivace confronto sulle condizioni di vita di uomini e donne.


E scendendo ancora, accanto alla galleria, abbiamo visto l'ambiente residuo delle antiche Conce: dalla finestra potevamo udire lo scroscio impetuoso delle acque prodotte dalla vena della Rupe, la collina franosa del Pincetto.
Siamo risaliti sull'acropoli, un po' in ascensore, un po' con le scale mobili del minimetrò e un po' a piedi, e ci siamo diretti a Piazza Cavallotti, dove abbianmo ricordato il rito settimanale del baccalà messo in un recipiente con l'acqua corrente.

 
Da qui ci siamo avviati verso la zona che più di tutte ha a che fare con l'acqua, la Conca di P.S.Angelo. Sulla via Appia, si è rievocata la neviera, per la quale veniva utilizzato il cunicolo della Postierla.

Scendendo per i vicoli della Conca, siamo giunti davanti alle Terme romane, di cui resta il mosaico con il mito  di Orfeo (purtroppo chiuso).

 
E proseguendo per la strada della Conca, fuori porta, siamo giunti alla Fonte dei Tintori, che forniva l'acqua per questa affascinante arte antica e per i misteri dei colori. Un momento di assenza di traffico ci ha permesso di ascoltare lo sgocciolio dell'acqua dalla vena. La Fonte dei Tintori faceva parte di quelle opere idrauliche (cone il Fontenovo, e la stessa Fontana maggiore) con cui la Repubblica perugina assicurava a tutti i cittadini il godimento del diritto all'acqua: il Grifo sulle Fonti è il simbolo dell'acqua pubblica.

 
Più avanti, sotto Montemorcino, l'edificio delle Terme e la sua vita mondana della Belle époque ha fornito qualche spunto per salaci allusioni.

 
Tornando indietro, abbiamo percorso via Antinori fino alla fonte del Piscinello: qui - dopo aver fatto silenzio per ascoltare il piacevole scroscio dell'acqua - abbiamo ricordato le lavandaie, che alle fonti trovavano occasioni di incontro e di socialità tra donne, e gli ortolani, che dalla città ricevevano l'acqua con cui facevanio crescere i frutti che poi restituivano alla città stessa, realizzando (oggi sembra un miraggio) sia l'obiettivo dei chilometri zero, che la coltivazione biologica. La frutta e la verdura, colta la mattina, arrivava dopo pochi minuti al mercato, riempiendolo di colori e profumi e donando al palato sapori unici, legati alla terra da cui venivano.

 
 




Inserito sabato 13 marzo 2010


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Commenti

Nome: olga
Commento: Carissimo Renzo veramente interessante! Si potrebbe ripetere la pregevole camminata per quanti purtroppo l'hanno persa? Grazie

Nome: Rocco Paolo
Commento: Grazie per avermi fatto partecipare a questa camminata così interessante che purtroppo mi sono perso per motivi di lavoro.

Nome: Alberto Pardi
Commento: Bravo Renzo. Scusa ma non ho potuto essere presente per precedenti impegni . Alberto

Nome: Gian Giacomo Biadene
Commento: vedendo le foto e il racconto ho avuto nostalgia del bel tempo passato a Perugia. Bella iniziativa! Bravo!

Nome: giuliana Spinelli
Commento: Purtroppo per un altro impegno non ho partecipato e meno male che posso comunque scoprire cose del tutto nuove leggendo il commento alle foto. Spero che venga fatto anche per le altre camminate.

Nome: Proposta Pietro
Commento: Perché non creare una rete di esperti in materia, per ripetere tali esperienze in tutti i centri umbri?! Potrebbero costituire sezioni di associazioni similari che già esistono. Inoltre potrebbero diventare "soggetti d'accoglienza" del turismo.

Nome: Manuel Carrion Hurtado
Commento: Mi interessa molto l'attività svolta, quando si realizzerà una altra simile?

Nome: Paola Spinelli
Commento: Ringrazio per la fotocronaca che consola un po' quelli che, come me, non sono potuti venire per altri impegni. Aspetto comunque che quanto prima venga pubblicato il libricino.

Nome: giulia
Commento: grazie per le foto e le didascalie con cui ci hai tenuto aggiornati su una iniziativa a cui non ho potuto partecipare...ma, mentre stavo ascoltando musica antica in un altro posto, pensavo anche a voi......

Nome: Daniele
Commento: Mi congratulo con e di questa nuova stimolante iniziativa, tutt'altro che banale, ma ricca di significati, di valori, di messaggi. Non vi ho partecipato perchè distratto da altre curiosità, ma ho letto e apprezzato con piacere quanto vissuto in un bel pomeriggio forse di reale fine inverno.

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