24/01/2021
direttore Renzo Zuccherini

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La Costituzione oggi
Quanti problemi oggi in primo piano ma allora inesistenti? Allo scadere delle elezioni regionali, comunque vadano le cose, è facile prevedere l’attacco alla Costituzione. Obiettivo principale: la repubblica presidenziale. E noi che faremo? Staremo a guardare e a scendere in piazza tanto per farci tirare addosso la solita accusa di passatisti e immobilisti? O non sarebbe il caso di attaccare in anticipo? Quel testo è stato elaborato e promulgato da persone che potrebbero essere i nonni e i bisnonni dei giovani di oggi. Si usciva dal fascismo e dalla monarchia, c’era il paese da ricostruire, gli italiani cercavano lavoro all’estero, per lavoro si intendeva una occupazione in fabbrica, nei campi, negli enti pubblici. Da allora la situazione è cambiata dal giorno alla notte e viceversa. Quanti problemi oggi in primo piano ma allora inesistenti? Dall’ambiente all’energia, dal conflitto di interessi alle stridenti disuguaglianze socio-economiche, dal prepotere delle banche a quello delle multinazionali, dalle unioni di fatto al testamento biologico, dall’esistenza sul territorio di una sola chiesa alla presenza di più chiese, dal prepotere della partitocrazia alla necessità di affiancargli un sistema di referendum propositivo. Per non parlare del lavoro… Insomma, chi più ne ha più ne metta…
Cito ad esempio il primo articolo:
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
La formula “repubblica democratica” andava benissimo allora, ma preferirei vedere scritto semplicemente “democrazia”, più ricca di significato e di senso di partecipazione.
Passiamo a fondata sul lavoro: che significa parlare genericamente di  lavoro, oggi, quando la prospettiva è quella di un lavoro precario o nero, il cococò o a progetto, in piena mobilità e sottopagato e la sicurezza del lavoro è ormai una chimera inesistente?
Per farla breve, preferirei un primo articolo così riscritto:
Art. 1 – “L’Italia è una democrazia fondata sul soddisfacimento dei bisogni basilari delle persone: istruzione, lavoro, ambiente, salute. La sovranità appartiene al popolo che la esercita sia tramite un collegio parlamentare da esso eletto sia tramite referendum”.
Provocazione? Parole al vento? Cosa seria? C’è qualcuno che vuole parlarne? La discussione è aperta. E gli articoli sono tanti……..

Marcello Fruttini

Inserito mercoledì 24 marzo 2010


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