27/05/2020
direttore Renzo Zuccherini

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BRUSHWOOD DECIMA UDIENZA
Sono stati ascoltati decine di testimoni della difesa

Questa mattina c’è stata un’udienza abbastanza lunga, nella quale sono
stati ascoltati decine di testimoni della difesa. Ne rimangono solo
cinque, che saranno ascoltati la prossima volta, il 20 aprile. Poi la
Corte scioglierà la riserva se accettare o meno le intercettazioni
telefoniche, nel caso le accettasse ci vorranno probabilmente ancora
dei mesi, in caso di rifiuto il processo potrebbe finalmente andare
verso la conclusione, con una nuova udienza che è stata già fissata
per il 18 maggio – sempre di martedì.

Sono stati ascoltati i responsabili di alcune ditte dei trasporti che
hanno confermato che dall’Umbria sarebbero partiti 5 autobus per la
manifestazione di Vicenza del 17 febbraio 2007. L’episodio è
importante perché secondo l’Accusa unica prova a carico di Michele
Fabiani e Andrea Dinucci per l’incendio ad una villetta in costruzione
nella frazione spoletina di Colle San Tommaso sarebbe rappresentato
dalla presenza di un giornale locale vicentino parzialmente combusto,
che si ipotizza sia stato usato come innesco, proprio della data del
17 febbraio (quando appunto i due erano andati alla manifestazione).
In virtù di queste testimonianze, le difese, insistendo sul fatto che
a Vicenza fossero andati in centinaia dall’Umbria, hanno ribadito
l’insufficienza di questo indizio per provare la colpevolezza dei due
ragazzi.

Sono stati ascoltati anche quattro Vigili del Fuoco, secondo i quali
non vi è prova della dolosità dell’incendio ai danni del cosiddetto
“Ecomostro” di via della Posterna, mentre il PM ne attribuisce la
responsabilità a Michele. Se a questo aggiungiamo che nelle scorse
udienze erano stati ascoltati sei testimoni che hanno dichiarato che
Michele era da un’altra parte, ad un incontro politico, di cui era
relatore, l’ipotesi di una sua responsabilità perde qualsiasi
fondamento.

E’ stato ascoltato ancora un nuovo tecnico, che si aggiunge ai
numerosi già sentiti all’ultima udienza, il quale avendo svolto
indagini sulle impronte trovate sulle rivendicazioni, ha confermato
che esse non corrispondono a quelle di nessuno degli imputati e
nemmeno a quelle dell’impiegata che ha aperto la busta.

E’ stato sentito inoltre Franco Dinucci, padre di Andrea, che ha
dettagliatamente spiegato la vicenda degli assegni che il PM ha
confuso con dei proiettili. Ha inoltre smentito le affermazioni del
teste dell’Accusa che in un primo momento, subito dopo gli arresti, ha
aiutato la famiglia Dinucci ammettendo di essere presente anche lui
allo smistamento degli assegni. Versione poi purtroppo ha smentita,
una volta sentito dai ROS, giustificandosi con la bizzarra tesi che
quando aveva fatto le sue dichiarazioni che ora nega, sarebbe stato
sotto l’effetto di alcol. Su questa strana vicenda (il teste
dell’Accusa è stato più volte arrestato per droga, poi incredibilmente
prosciolto e ora di nuovo in carcere per reati analoghi) è intervenuta
anche la mamma di Andrea. Monica era presente al momento in cui questo
soggetto venne dal suo avvocato a fare quelle dichiarazioni a favore
di suo figlio che poi avrebbe smentito, confermando che non era ne
ubriaco ne che aveva subito pressioni dall’avvocato per estorcergli
quella testimonianza. Franco ha sottolineato la “moralità” di quel
teste così fondamentale per il PM, ricordando che fu proprio lui a
dargli quegli assegni poi rivelatisi falsi per recuperare un vecchio
debito. Comunque stiano le cose – al netto di queste testimonianze, di
queste retromarce, degli ignoti motivi che le avrebbero provocate –
solo una cosa è chiara: tutti, sia i testimoni della difesa che quelli
del PM, parlano solo e unicamente di assegni, Michele non ha mai
ricevuto proiettili da Andrea e non li ha mai spediti all’ex
presidente regionale Maria Rita Lorenzetti. Punto.

L’appuntamento è per martedì 20 aprile 2010 ore 9 in via Bramante per
la prossima udienza!

 30/03/2010



COMITATO 23 OTTOBRE

Inserito mercoledì 31 marzo 2010


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