17/04/2021
direttore Renzo Zuccherini

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Sul caso Emergency, chi si deve vergognare è il governo
Lettera a La Repubblica


Una lettera a Repubblica che sta girando sulla posta (tipo passa-parola):

Vergogna

Non tutti gli italiani possono aver sentito o letto il commento del personaggio di casa,  Maurizio Gasparri, ai fatti di Emergency.
“Sul caso di Emergency-Afghanistan il governo italiano deve intervenire, ma per ragioni opposte a quelle citate da certi personaggi. Già in occasione di altre vicende emersero opinabili posizioni di questa organizzazione. Ora, che ci fossero armi in luoghi gestiti da questa gente  si è visto chiaramente in tutte le televisioni. Il nostro governo deve tutelare la reputazione dell’Italia che impegna le sue Forze armate in Afghanistan e in altre parti del mondo a tutela della pace minacciate dal terrorismo. Chi dovesse vigilare poco, e siamo generosi a limitarci a questo, crea un gravissimo danno. Ci riferiamo ad Emergency. L’Italia non può essere danneggiata da queste situazioni. La nostra linea è chiara, quella di altri no”.
La linea di Emergency è stata, a suo tempo, quella di non  accettare i finanziamenti dello stato italiano, perché, comunque, era, ed era stato impegnato in azioni di guerra (Kossovo), o quasi (Iraq, Afghanistan), mentre la linea di Emergency è sempre stata, ad ogni costo e dappertutto, per la pace. Queste sarebbero le “opinabili posizioni”.
Ho lavorato con Emergency, in Afghanistan, da vecchio pediatra in pensione, per alcuni mesi, nel 2003; e posso testimoniare di cosa significhi Emergency, per la salute di una popolazione in una valle sperduta, senza nemmeno che si possa pensare  all’appartenenza di chi arriva a farsi curare, qualunque cosa abbia, in un suo Ospedale; o ad una appartenenza, a qualunque “parte” di chi lavori per Emergency. Il ministro Frattini ha detto in televisione che in ospedale c’erano armi “pericolosissime”. Le avete viste? E Gasparri le ha viste? Mezza dozzina di bombe a mano e un paio di pistole scrostate, in un Paese dove anche i vecchi e i ragazzi, senza che nessuno abbia niente da dire, vanno al mercato con un Kalashnikoff sulla spalla. Prove? Indizi? da ridere. O da piangere. Ma uno col cervello può davvero pensare che un giovane medico che va a dare il suo cuore laggiù, per una umanità al di sopra delle patrie, entri un un complotto per uccidere chissà chi? Con quelle ridicole pistole che, se mi dite, neanche sparano? Certo, uno che va laggiù, sa di rischiare anche queste cose: di finire in un’imboscata, come è successo a un altro pediatra amico mio; oppure in un complotto da strapazzo, inventato in casa, come ora. Ma mai immaginerebbe le parole di Gasparri (né le tremule giustificazioni di Frattini). Emergency onora l’Italia in tutto il mondo. Chi danneggia il nome dell’Italia è un altro, sono degli altri. Si vergogni, una volta tanto, ministro Gasparri.

Franco Panizon. Professore Emerito dell’Università di Trieste 





Inserito venerdì 16 aprile 2010


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