15/04/2021
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Un segno per ricordare la prima marcia della pace
Si tenne il 24 settembre 1961: nel 2011 saranno cinquant'anni



Nel 2011 si celebrano i cinquant'anni da quel 24 settembre 1961 in cui dal borgo XX Giugno di Perugia partì la prima marcia della pace, una manifestazione popolare fortemente voluta da Capitini e un gruppo di intellettuali suoi amici sul modello delle marce nonviolente di Gandhi e dei paesi anglosassoni.
Fu subito una manifestazione popolare, con l'adesione di tanta gente dei paesi attraversati e il sostegno dei partiti popolari di allora.
La marcia è stata poi ripetuta in modo più o meno regolare, con adesione crescente di larghe masse, provenienti da tutta Italia e da molti altri paesi.
Per ricordare il cinquantenario, riproponiamo l'idea di un segno, una lapide o un monumento dedicato alla marcia.
L'idea non è nuova: già i parteciapnti alla camminata del XX Giugno del 2005 sottoscrissero una petizione al Sindaco di Perugia per chiedere di "collocare una lapide che ricordi la partenza della prima marcia della pace Perugia-Assisi, organizzata da Aldo Capitini, ed oggi divenuto uno degli emblemi democratici della nostra città".
Successivamente, la II Circoscrizione del Comune aveva lanciato l'idea di un concorso per un monumento, da collocare nello slargo davanti alla porta S. Pietro; tale concorso non ha avuto seguito.
Più recentemente, nei giorni seguenti alla marcia del 16 maggio 2010, il sindaco di Assisi ha rilanciato l'idea, proponendo di porre due monumenti, uno sul luogo della partenza (il XX Giugno) ed uno su quello dell'arrivo (la Rocca).
"La Tramontana" vuol riprendere queste idee e queste proposte, precisando che, secondo noi, non dovrebbe trattarsi di un monumento a Capitini, che potrebbe avere il significato di "santificare" il personaggio e chiuderlo, ormai innocuo e imbalsamato, nel pantheon dei cittadini illustri; ma piuttosto un "segno" che ricordi nella storia cittadina, in continuità con il valore civile del XX Giugno, l'inizio di un movimento di popolo a favore della pace, dell'incontro, dei diritti di tutti, ispirato dalla lungimiranza delle idee di Capitini.
Un monumento quindi che abbia il valore di un invito alla presenza attiva, al "potere di tutti". 
Proponiamo perciò al Comune di istituire un comitato organizzatore, anche per la raccolta dei fondi necessari (non escludendo la sottoscrizione popolare),  e di affidare alla Accademia di Belle Arti la gestione artistica del monumento. 
Chiediamo anche ai nostri lettori e lettrici di esprimersi in merito.

Aldo Capitini alla marcia della pace del 1961




Inserito domenica 23 maggio 2010


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Commenti

Nome: Nene
Commento: Rispondo più al commento di Vanni che all'articolo di fondo (li condivido entrambi). Volevo solo ricordare che quell'ulivo per Dino Frisullo, uomo della pace, fu poi piantato al Bosco Didattico di Ponte Felcino dagli 'Amici di Dino Frisullo' e, sempre per Dino Frisullo, come per Enzo Baldoni, sono stati aperti, intitolati ed attivati, due ambulatori infermieristici in due scuole in Mali all'interno del Progetto che sempre noi tutti, 'Amici di Dino Frisullo', stiamo da anni portando avanti insieme alla ONG 'Baobab' di Perugia.

Nome: Vannicapoccia
Commento: Ciao, tra le proposte elencate c'è anche quella che facemmo al sindaco Locchi: UN ULIVO PER ENZO BALDONI. Ossia piantare un ulivo subito fuori la Porta San Costanzo e dedicarlo al giornalista pacifista umbro ammazzato in Irak. La cosa poi poteva essere fatta per altri uomini di pace: Walter Binni, Don Piastrelli, Giorgio Battistacci… Si sarebbe, nel tempo, formato una specie di “uliveto degli uomini giusti”. L’appello ricevette numerosissime adesioni. Locchi nemmeno rispose. Vanni Capoccia

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