23/10/2019
direttore Renzo Zuccherini

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La città che gioca
Fotocronaca del camminaPerugia del 29 maggio


(foto di Matilde Biagioli e Roberta Perfetti)

Autostazione di Perugia: il pomeriggio è bello, assolato ma fresco. Annalisa è pronta con i volumetti su Giochi, feste e divertimenti dei Perugini (ed. Era nuova, Perugia), fresco di stampa: la camminata è anche una presentazione del volume.
In apertura, l'iniziativa viene dedicata a Gabriella Brugnami, fondatrice e animatrice della rivista "Risonanze" e collaboratrice preziosa e instancabile di tante nostre iniziative, che ci ha lasciato appena due giorni fa.
Non sembri strana questa commisione di feste e lutto: fanno parte della vita di una comunità, e la loro continuità è segno di quella "compresenza" che abbiamo imparato a comprendere dalla vita.


Piazza Partigiani, luogo noto come "Piazza d'armi", è stato spazio di spettacoli e giochi fin dall'abbattimento della Tenaglia della "invisa Fortezza"; in particolare, vengono ricordate le gare di cavalli, le esibizioni del circo (famoso quello di Buffalo Bill), gli spettacoli lirici, e poi la Fiera del bestiame: qui si commerciava una razza di bovino pregiata per la sua carne, il "bue perugino".


Viene indicato il pallaio, oggi inutilizzato, relitto dell'antico uso del gioco delle bocce su campo aperto, persosi con la costruzione del parcheggio.
Salendo le scale mobili, abbiamo ricordato il "Gioco del pallone", dove si esercitava lo sport del pallone col bracciale.


In viale Indipendenza, abbiamo ricordato la festa del Carnevale, il cui corteo passava per il viale dell'Alberata guidato dal Bartoccio e dalla Rosa su un carro tirato dai buoi; e anche il passaggio dei "carrozzoni" della Coppetta della Perugina, che un tempo organizzavano gli studenti.

Walter Pilini ha spiegato come si costruivano e si usavano i "carrozzoni".

Saliti in Piazza Italia, abbiamo ricordato la grande festa organizzata dal comune di Perugia per dare il primo colpo di piccone all'invisa fortezza: una cerimonia straordinaria, ufficiale e popolare, che ha dato il via alla distruzione del Forte Paolino, voluto per sottomettere i Perugini.


Siamo poi arrivati al Pincetto: luogo un tempo chiamato "Campo di Battaglia" perché vi si svolgeva, il primo marzo (S. Erocolano) la grande Battaglia dei sassi o sassaiola, con la partecipazione di tutta la città. Qui si faceva anche la Caccia del toro.


Il mercato, luogo d'incontro e scambio, è stato anche l'occasione per ricordare l'antico gioco della morra.
Poi, citando le mura urbiche, abbiamo accennato al "Palio delle meretrici", che si correva nel carnevale o per scherno dei nemici.


In Piazza grande, sotto il pulpito di San Bernardino - che con le sue infuocate prediche fece cessare la Sassaiola e gli altri giochi popolari - sono state rievocate le giostre cavalleresche dei nobili perugini tra Cinquecento e Settecento: l'Inquintana, il Palio, la corsa all'anello, le giostre a tema...


Nel chiostro di S. Lorenzo, abbiamo trovato la targa con una delle tante proibizioni della caccia del bove nella Piazza grande (e allora, il terribile "gioco" si andava a fare in altri luoghi).


Scesi a Piazza Grimana, una sorpresa: per terra, col gesso, c'erano una campana (tipico gioco per le bambine) e un cirquìto (per i maschietti). Era stata Anna Lisa che, nella mattinata, aveva disegnato i due giochi, in mancanza ormai di bambini che giochino in quella piazza.


Naturalmente, qualcuna ha riscoperto la voglia, anzi il bisogno, di giocare.


Walter Pilini ha illustrato come si giocava a palline (le biglie di oggi).


Risalendo Corso Garibaldi, ci siamo fermati con Vanni Capoccia a ricordare l'oratorio dei Salesiani, luogo di aggregazione e gioco per tanti ragazzi della Perugia del dopoguerra, specie in un quartiere popolare e con tanti problemi sociali come P. S. Angelo.


E infine, al circolo Vivi il borgo, ci attendeva Luciano Zeetti con uno scampolo del suo prezioso Museo del giocattolo: l'attrazione di quegli oggetti era irresistibile.

Altre foto per rivedere momenti intensi e bei primi piani si possono vedere nel link inviato da Nicola Biancucci:

Aggiungo qualche altra foto a quelle che ho visto, già pubblicate, del CamminaPerugia di Sabato 29 Maggio.
Questo è il link
http://cid-b209a1704468d32b.skydrive.live.com/browse.aspx/CamminaPerugia%5E_Giochi%5E_fotoN.Biancucci?authkey=QFnjiPCeLrc%24&ct=photos
Grazie ancora per la piacevole ed interessante camminata. Nicola Biancucci




Inserito lunedì 31 maggio 2010


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Commenti

Nome: Nene
Commento: Dalla città alla campagna: i giochi cambiano, si diversificano, assumono diverse connotazioni? ('Il tempo libero', tratto da 'Vita Contadina. Tradizioni a Poggio di San Costanzo'. Di Leandro Papi, Andrea Livi Editore, Fermo (AP), 1996): "Anche per i contadini di San Costanzo qualche ora di tempo libero di tanto in tanto ci scappava, specialmente alla domenica quando i campi non richiedevano lavori urgenti. Dopo la Messa s'attardavano davanti la chiesa, intanto che le donne li precedevano a casa per cucinare e spesso giocavano a morra. La morra è un gioco molto antico e... molto sonoro, ormai caduto in disuso, se non per ricordare tempi passati. Si piazzavano in due (a volte in quattro a coppie) uno di fronte all'altro. Alzavano contemporaneamente un braccio (di solito il destro se non erano mancini) e altrettanto contemporaneamente e velocemente lo riabbassavno con il pugno chiuso o con una o più dita aperte, gridando un numero da uno a morra (che valeva dieci). Chi arrivava a cinque dava un battito di mani per comunicarlo all'avversario, poi richiudeva il pugno e ricominciava da capo con quelli successivi. In quattro, giocavano due sfidanti alla volta. Il primo che segnava il punto sfidava l'altro e così via fino alla fine. Di solito arrivavano a ventuno. Nei bei pomeriggi domenicali la morra continuava nelle aie e il vociare alto dei numeri: 'Sette, quattro, morra...' si diffondeva per tutta la collina intorno. Il gioco più diffuso e... più silenzioso era quello delle carte, a volte in casa di qualcuno, più spesso nell'osteria di Rinaldo e Cilla, l'unica in tutta la zona, a qualche centinaio di metri dalla chiesa, già in territorio di Sarnano. Si giocava a briscola, a tressette, ma soprattutto a quintiglio. Con la briscola e il tressette di solito si puntava un quarto e una 'gazzosa'. A quintiglio, che è quasi come il tressette in cinque, si giocava a soldi. Un gioco tutto particolare era la passatella. Più che un gioco potrebbe definirsi una sfida, una provoczione, nata lì per lì, o come conseguenza di una partita appena terminata, la cui vincita veniva messa in palio. Decisa la passatella, si distribuivano quattro carte ciascuno. Quello che aveva la primiera più alta diventava 'spotico', cioè poteva disporre a suo piacimento di quanto s'era stabilito".

Nome: Magda Omodei Zorini
Commento: Gent. dott. Renzo Zuccherini, la ringrazio per avermi dato l’opportunità di esplorare il territorio di Perugia e conoscere i giochi e le tradizioni di un tempo. Per me che sono novarese appassionata di tradizioni popolari, è stata un’esperienza unica, ! Mi complimento per le sue conoscenze (ringraziando il Bonazzi) e per l’originale idea! E’ stato bello vedere le persone interagire alle sue parole, con entusiasmo, pertinenza e attenzione… Credo, tuttavia, che questa dimensione speciale di apprendimento, si potrebbe promuovere anche ad altri destinatari: bambini e ragazzi di scuola dell’infanzia, elementare e secondaria di primo grado, dove privilegiare il senso della scoperta, la ricerca attiva e la fantasia e avviare progetti itineranti didattici, tra città-territorio e museo. A proposito di museo: ho visitato a Ripa l’interessante raccolta di oggetti col percorso didattico del “Museo del gioco e del giocattolo” e vorrei fare un doveroso elogio all’arch. Luciano Zeetti che si prodiga da anni e sta lavorando con grande impegno ed entusiasmo per questa realizzazione. Sarebbe interessante ed auspicabile che questo museo (come quello delle mie parti) possa aprirsi alla comunità ed essere valorizzato all’interno di quanto si sta cercando di fare, nella costruzione di un “Ecomuseo del Tevere” (di cui ho sentito parlare). Potrebbe così, dare nuove conoscenze sulla storia, anche più recente. Le invio alcuni scatti fotografici che ho fatto durante il percorso il 29 maggio a Perugia. Cordialmente, Magda Omodei Zorini

Nome: giuseppe
Commento: Era la prima volta che partecipavo, grazie per la memoria, la poesia e, perché no, la nostalgia

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