29/02/2020
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Il modello Vedelago
RIFIUTI. DOTTORINI: SPERIMENTARE Il MODELLO VEDELAGO PER EVITARE SOLUZIONI AVVENTATE SULLE DISCARICHE DI ORVIETO E CITTA’ DI CASTELLO


Interrogazione a Rometti: “Il nuovo Piano dei rifiuti non si può applicare a pezzi. Necessario intensificare controlli e monitoraggi per garantire la salute dei cittadini”

“Il nuovo Piano regionale dei rifiuti non potrà essere applicato a pezzi. È necessario rendere capillare il sistema di raccolta domiciliare, applicare in tutti i comuni il principio di modularità delle tariffe facendo pagare le famiglie in base ai rifiuti realmente prodotti e sperimentare sin da ora sistemi innovativi di trattamento e pretrattamento dei rifiuti, così come indicato dal Piano stesso. In particolare gli Ati1 e Ati4 sono nelle condizioni di poter adottare le soluzioni più avanzate e vantaggiose, come il sistema Vedelago, per far fare un salto di qualità al nostro modello integrato di gestione dei rifiuti. Al tempo stesso bisogna intensificare i controlli sulle stazioni di trasferenza per scongiurare il pericolo dell’arrivo dei rifiuti da fuori regione in palese contrasto con il principio di ‘prossimità’, cardine del nuovo Piano. Sarebbe avventato pensare all’ampliamento delle discariche senza prima avere definito e verificato l’applicazione delle misure di contenimento, differenziazione spinta e corretta gestione previste dal Piago regionale”. Con queste parole Oliviero Dottorini, capogruppo dell’Italia dei Valori in Consiglio regionale, annuncia di aver presentato un’interrogazione urgente alla Giunta in merito al nuovo Piano dei rifiuti e alla situazione delle discariche in Umbria.
“È passato un anno esatto dall’approvazione del Piano e non sappiamo ancora se gli indirizzi e la gerarchia di interventi contenuti nella legge abbiano trovato una corretta applicazione – continua l’esponente dell’Italia dei Valori -. Il Piano prevede che siano gli Ati, su indirizzo della Regione, a sviluppare le politiche locali di gestione dei rifiuti, ed è per questo che chiediamo se la Giunta non ritenga arrivato il momento di valutare la possibilità di ospitare impianti avanzati di trattamento dei rifiuti sul modello Vedelago, centro che dal 1999 gestisce un impianto di stoccaggio e selezione meccanica di rifiuti con livelli di differenziazione elevatissimi, alte performance di rendimento e massima compatibilità ambientale. Quel modello deve essere preso seriamente in considerazione dalla Regione in sede di attuazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti, anche per rivedere le previsioni di possibili ampliamenti di siti che negli anni hanno subito le conseguenze di politiche poco attente alla raccolta differenziata e molto sensibili all’importazione di rifiuti da fuori regione”.
“Non bisogna poi perdere di vista il problema della sicurezza e del rispetto dei vincoli ambientali e si fa sempre più urgente instaurare da subito meccanismi di controllo, informazione e partecipazione per quanto riguarda il sistema di monitoraggio delle discariche esistenti e oramai giunte al limite della loro funzionalità – continua il capogruppo dell’Italia dei Valori -. Belladanza a Città di Castello e le Crete ad Orvieto devono dotarsi di strumenti di monitoraggio moderni, che rendano possibile un reale controllo da parte dei cittadini attraverso la rete, in modo da eliminare quelle barriere burocratiche che hanno determinato fino ad ora un distacco sociale tra cittadini e pubblica amministrazione”.

Perugia, 31 maggio 2010

link alla notizia: http://www.consiglio.regione.umbria.it/node/28442 [1]




Inserito mercoledì 2 giugno 2010


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