17/04/2021
direttore Renzo Zuccherini

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Lo sai che i papaveri...
Cacciati dai campi e dai prati, sopravvivono sui terreni marginali



I papaveri ci fanno allegria: sono un piacere dell'occhio, una macchia di vivo colore nel verde; ma riusciamo ormai a vederli solo su greppi e scarpate, su pochi terreni abbandonati e degradati.
I diserbanti li hanno cacciati dai campi e dai prati, che ora si distendono su un verde uniforme e ininterrotto.
I mille fiori di campo, che un tempo "infestavano" i prati e riempivano di colori le nostre scampagnate, sono scomparsi. Anche per fare le infiorate, ormai, si ricorre a prodotti industriali.
Girando a piedi tra le colline, comunque, riusciamo ancora a trovarne tanti: è un piccolo modo, piacevole e salutare, di riappropriarci della terra come nostro bene comune, per difenderlo un po', almeno culturalmente, dall'uso e abuso di chi vede la terra solo come superficie da sfruttare (per costruire o asfaltare o produrre industrialmente).
La terra invece vale molto di più.

E difendere (e valorizzare) la terra significa molte cose importanti:

  • Bonificare terra e acqua dalla presenza ormai massiccia di sostanze chimiche
  • Incentivare e valorizzare le produzioni di qualità (soprattutto biologiche)
  • Incentivare le tecniche di manutenzione idrogeologica (forme, siepi, terrazzamenti, alberature, uso dei terreni marginali...)
  • Incentivare il consumo di prodotti locali (a km zero)
  • Realizzare un sistema di verde urbano basato su spazi pubblici collegati (ad es. da percorsi ciclo-pedonali) tra loro e con lo spazio agrario
  • ecc. ecc.

Quanto lavoro, quanto benessere, quante relazioni potrebbero nascere da un corretto uso della terra!
Ecco quante riflessioni può far nascere l'osservazione di un papavero.
Per questo consiglio di andarlo a vedere. Con gli occhi, con il cuore, e anche con la testa.




Inserito domenica 6 giugno 2010


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