26/05/2020
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Amianto abbandonato sulle sponde del fiume Chiascio
Legambiente: occorre intervenire per una corretta informazione sui rischi e individuare misure incentivanti per i privati

 

Perugia, 14 giugno 2010

 A poche settimane dalla conclusione degli interventi di manutenzione idraulica sulle sponde e fasce riparie del fiume Chiascio eseguiti dalla Provincia di Perugia per riqualificare e mettere in sicurezza gli argini fluviale c’è chi non tarda irresponsabilmente ad  inquinare nuovamente le sponde del fiume abbandonando rifiuti pericolosi.

Le Guardie Ambientali Volontarie di Legambiente Umbria hanno accertato un abbandono di lastre di cemento amianto (eternit) in località Ponte di Ferro sulle sponde del Chiascio in destra idrografica poco a valle della confluenza con il fiume Topino, proprio al termine di una delle tante strade di servizio predisposte dalla Provincia di Perugia per la messa in opera degli interventi di riqualificazione fluviale.

Un gesto sconsiderato a dimostrazione del fatto che ancora la sensibilità per il rispetto e la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini, visto che si tratta di rifiuti pericolosi, per alcuni non viene minimamente presa in considerazione.

"Il fenomeno dell’abbandono dell’amianto - dichiara Fausto Ricci, la guardia Volontaria di Legambiente che ha accertato il fatto - purtroppo è un problema ricorrente, e non solo per mancanza totale di senso civico da parte di coloro che usano boschi e le sponde dei fiumi per disfarsi illegalmente di rifiuti, ma anche per un sistema troppo complicato e costoso di smaltimento che favorisce pratiche di smaltimento illegale."


Dopo diciotto anni dalla sua messa la bando, ancora la pratica dello smaltimento illecito dell'amianto è un fatto consueto. Attualmente esistono incentivi speciali introdotti dallo Stato (DM del 19 febbraio 2007) che agevolano le aziende nella sostituzione di tetti in eternit con impianti fotovoltaici, mentre i privati cittadini non possono beneficiare di misure analoghe. Secondo l’associazione ambientalista sarebbe opportuno avviare anche a livello locale una campagna informativa capillare per informare i cittadini sui pericoli di un improprio trattamento e dei rischi dell'abbandono in ambienti naturali. Nello stesso tempo occorre individuare forme incentivanti per favorire un corretto smaltimento.

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Inserito martedì 15 giugno 2010


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